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mercoledì 19 maggio 2010

B&B: PUNIRE TUTTI PER EDUCARE NESSUNO

Immagino che possa essere tedioso leggere delle disposizioni legislative, ma mi vedo costretto a citarle se voglio convincervi del fatto che molti di voi, pur essendo profondamente convinti del contrario, in realtà non hanno mai dormito e fatto colazione in un bed and breakfast. Prima che fuggiate, voglio però rassicurarvi sul fatto che per una volta si tratta di leggi miracolosamente non scritte in burocratese. Ora, se siete pronti a reggere il peso del crollo delle vostre certezze, cominciamo. Alcuni di quelli che per lungo tempo avete creduto essere dei bed and breakfast in realtà sono degli alberghi abusivi che si spacciano per bed and breakfast. Perché i veri bed and breakfast in realtà non sono e non possono essere delle attività imprenditoriali.






LA LEGGE REGIONALE Lo dice chiaramente la legge regionale n. 27 del ’98 che all’articolo 6 nei commi 1 e 2 dice: “Coloro i quali, nella casa in cui abitano, offrono un servizio di alloggio e prima colazione, per non più di tre camere con un massimo di sei posti letto, con carattere saltuario o per periodi ricorrenti stagionali, sono tenuti a comunicare al Comune la data di inizio e fine dell'attività. Il servizio deve essere assicurato avvalendosi della normale organizzazione familiare e fornendo esclusivamente a chi è alloggiato, cibi e bevande preconfezionati per la prima colazione.”.

IL MINISTERO DELLE FINANZE Se la realtà è troppo dura da mandar giù e vi serve un bicchiere d’acqua ministeriale, eccovi servita la risoluzione del Ministero delle Finanze n. 155 del 2000 che in un passo precisa: "l'obbligo di residenza nelle unità immobiliari per i proprietari o i possessori delle stesse e quindi la necessaria compresenza con gli ospiti, [...] , fa presumere che l'immobile non venga utilizzato per fini commerciali bensì per quelli che caratterizzano più tipicamente una normale conduzione familiare. Per converso, nell'eventualità in cui l'attività in oggetto venisse svolta in modo sistematico e con carattere di stabilità, evidenziando una certa organizzazione di mezzi, la medesima attività si qualificherebbe in termini abituali e quindi professionali.".

IN ALCUNI CASI IN HOTEL SI RISPARMIA Naturalmente il fenomeno dell’albergo abusivo mascherato da bed and breakfast, ha preso piede anche in Sardegna e soprattutto a Cagliari. Non è necessario che andiate a vedere di persona, è sufficiente fare una ricerca su internet (o anche qui,), per trovare dei bed and breakfast cagliaritani che, non solo superano il numero massimo di tre camere previste dalla legge, ma nel loro listino prezzi contemplano le tariffe per i transfert da e per l’aeroporto, il servizio di estetista e parrucchiera e perfino il servizio di baby sitting. Per non parlare delle tariffe giornaliere, che in alcuni casi sono talmente esose che per risparmiare è preferibile andare a dormire a T-Hotel.

UN DANNO PER LA SARDEGNA Inutile dire che queste strutture, oltre ad evadere le tasse, non solo danneggiano l’immagine dei veri bed and breakfast e attuano una forma di concorrenza sleale nei confronti degli albergatori, ma di fatto ostacolano lo sviluppo economico, sociale e culturale di Cagliari e di tutta la Sardegna. Soprattutto  perché i veri bed and breakfast costituiscono un modello di turismo sostenibile che più di altri ha dimostrato di essere confacente alla realtà ambientale, sociale e culturale della nostra terra. E’ anche vero che esiste un certo numero di alberghi perfettamente in regola che preferiscono pubblicizzarsi e farsi passare per bed and breakfast, ma se questi casi in confronto ai primi possono considerarsi veniali, non si può non evidenziare il fatto che attuano una forma di pubblicità ingannevole nei confronti del cliente.

LA COSA BUFFA Ora, Quelli di voi che sono in buona fede penseranno che le Istituzioni fino a prima di leggere questo blog non erano a conoscenza del fenomeno, ma ora che hanno letto su Cagliarifornia come stanno le cose prenderanno sicuramente provvedimenti. Quelli di voi che invece sono in malafede (chissà perché mi viene da pensare che siate la maggioranza…), penseranno che le Istituzioni sono a conoscenza del fenomeno, ma come al solito chiudono un occhio per ragioni indicibili. La cosa “buffa” è che siete fuori strada entrambi. Le Istituzioni sono a conoscenza del fenomeno e si apprestano a prendere provvedimenti. Naturalmente peggiori del male. E ti pareva che ne azzeccassero una…

IL RIMEDIO PEGGIORE DEL MALE Infatti dal 27 di gennaio giace in Consiglio Regionale in attesa di dibattimento, la proposta di legge numero 102 presentata dagli Onorevoli Francesco Cuccureddu, Mario Floris e Massimo Mulas. Questa proposta di legge intitolata “Disciplina delle attività turistico-ricettive e dell'ospitalità in Sardegna”, nei commi 3 e 4 dell’articolo 8, in sostanza prevede che tutti i bed and breakfast, compresi quelli veri, anche quelli con una sola camera, siano considerati attività d'impresa con obbligo di apertura di partita IVA e soprattutto con conseguente imposizione del minimale INPS che corrisponde a 3000 euro annui anche se non si incassa un euro.

CLANDESTINI IN CASA PROPRIA Se questa folle proposta di legge dovesse passare così com’è, colpirebbe direttamente le tasche di centinaia di famiglie che hanno aperto la propria casa ai turisti, non certo per ricavarne un profitto, ma per integrare il proprio reddito, se non per ovviarne una totale mancanza in questa crisi economica devastante. La conseguenza reale sarebbe che decine di veri bed and breakfast sarebbero costretti a chiudere i battenti, o in alternativa ospitare i turisti clandestinamente, senza dichiarare la propria esistenza ai comuni d’appartenenza, con tutto ciò che ne consegue rispetto alle normative vigenti in ambito di pubblica sicurezza, e senza pagare la tassa annuale regionale di 50 euro.

Cagliari città turistica? Certo, come no… In via Roma conosco un ottimo hotel da 15.000 euro al mese che si chiama Consiglio Regionale. E‘ sempre pieno di “turisti“.



2 commenti:

  1. ciao,
    stando alle ultime news che ho trovato (01/03/10),si è trattato di un malinteso:

    Alla BIT di Milano l'On. Cuccureddu ha spiegato che:
    per quanto riguarda l’art. 3 (riduzione camere per gli affittacamere da 6 a 3) si è trattato di un malinteso, un errore di battitura, pertanto il numero delle camere rimarranno 6.

    Per l’art. 4 (solo B&B con partità iva) l’apertura della P.Iva sarà una scelta facoltativa del titolare; il motivo nobile sarebbe quello di dare la possibilità anche ai B&B di poter accedere ai finanziamenti che la Regione Sardegna stanzia per il settore turistico.

    ma la legge attuale prevede già la possibilità di aprire la partita iva, anche se si rispettano le condizioni normative relative al b&b..
    solo una svista o gatta ci cova come al solito?

    complimenti per il blog
    judi - pula

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  2. Se esistono tanti B&B irregolari e/o abusivi ciò dipende dal fatto che finora non c'è stato nessun controllo capillare da parte delle autorità preposte (es.: polizia municipale, ufficio rilascio licenze comunali,regione, ecc.).
    Sarebbe bastato dare uno sguardo ai siti internet per verificarne la regolarità d'esercizio e multare salatamente chi opera nel settore in modo illegale e abusivo a discapito di chi osserva e rispetta le leggi. Altroché perdere tempo con le proposte di legge! E' invece mancato il CONTROLLO dei B&B, fin dall'inizio. Ma... sono passati tanti anni e il colmo è che ormai si è arrivati a questo punto: i disonesti (sempre che vengano scoperti) se la caveranno con una piccola multa... che potranno pagare senza problemi (visto che con una concorrenza sleale e illecita si possono fare tanti, tanti soldi).
    Ancora una volta mi resta da pensare che in questo "far west" d'attività ricettive ci rimette il titolare di B&B che ha sempre lavorato onestamente e con le carte in regola.
    N.B. Non c'è da meravigliarsi: l'Italia è il paese delle contraddizioni.

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