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giovedì 27 maggio 2010

I SARDI SONO CAPACI DI AMARE - COSCIENZA E FUTURO DI UNA NAZIONE

SOURCE: Kita Blog Splinder

Autore: Franciscu Sedda

Editore: Kita

Collana: Maiores

Prezzo: € 15.00

Formato: Libro rilegato

Data di pubblicazione: aprile 2010







"Come un individuo o una collettività definiscono il senso dell'appartenenza e della libertà, come costruiscono la propria identificazione culturale e il senso di ciò che è giusto?
Come regolano la propria vita e la distribuzione delle opportunità e delle risorse materiali e immateriali?
Come danno forma all'immaginazione del futuro?
Si tratta di questioni globali, che riguardano ciascun individuo e ciascuna collettività, e che in questo libro vengono messe alla prova della storia di un popolo, i sardi, che di questa opera sono soltanto i primi, benché i più importanti, destinatari.

Questo libro dunque prima ancora che un manifesto politico rivolto ai sardi si presenta come un saggio poetico, un viaggio intimo, toccante, esistenziale che l'autore compie in forma solitaria, scavando negli incredibili, recenti, traumi storici che hanno prodotto l'odierna coscienza infelice, risentita, contraddittoria dei sardi. Un viaggio iniziato molti anni fa che l'autore propone al lettore disposto ad affiancarlo in un percorso che mette in questione falsi miti, cupi stereotipi, comodi luoghi comuni. Come la strana idea di sentirsi orgogliosamente "regionalmente" sardi e al contempo fortissimamente "nazionalmente" italiani, italiani "specifici" o addirittura "speciali".
Perchè, si chiede Sedda, non considerarsi piuttosto semplicemente e normalmente sardi, esseri umani sardi?

Se questa domanda può sorgere è perchè l'autore si pone in una inaudita posizione indipendentista. Una posizione in cui l'essere indipendentista, al contrario di quanto normalmente si crede, più che essere un punto d'arrivo o di partenza, si rivelerà come uno spazio-limite: luogo di una inesausta tensione all'avventura e alla ricerca esistenziale e politica, alla traduzione del mondo e all'invenzione di sé.
La stessa idea di "indipendentismo" verrà durante il percorso riempita di significati nuovi e accezioni inattese fino ad apparire antitetica ai più scontati e immediati rimandi a idee di violenza, nazionalismo, rivendicazionismo. Fino a dar vita a ossimori solo apparenti, come il progetto e la sfida di un indipendentismo non nazionalista. Fino a mettere l'indipendentismo moderno sotto l'egida dell'idea stessa di amore. Un amore "sociale", improntato al bene della collettività, che rispunta incredibilmente da uno dei testi fondanti della cultura sarda e che oggi deve farsi amore per il benessere di tutti e di ciascuno, cura di sé e dell'umano, spinta al dialogo, alla conoscenza, all'apertura.

Ma prima di arrivare a ciò, come detto, bisognerà affrontare un catartico “viaggio agli inferi”. Solo con il confronto con alcune delle figure e dei momenti cruciali della Sardegna moderna, si aprirà la possibilità di una nuova coscienza nazionale e democratica dei sardi. Solo lasciandosi fantasmi e paure alle spalle si aprirà la possibilità di una nuova identità da immaginare e tradurre in pratica; da porre davanti a noi, nella speranza del futuro piuttosto che nella nostalgia del passato.
Perché se la traduzione è tessitura di somiglianze e differenze, di passato e presente, di ciò che è proprio e ciò che è altrui, ciò che può essere tessuto con questi fili finalmente liberi è una possibilità ritrovata: la possibilità di un divenire diverso, un “diventare sardi” che è movimento di inclusione e apertura; slancio verso l'indeterminato, investimento su una creatività da mettere all'opera, ma partendo da una ritrovata coscienza nazionale e da una meta condivisa: una Repubblica sarda, per quanto lungo e tutto da inventare possa essere il cammino che vi condurrà.

L'autore volge dunque interamente la sua opera alla vita, al rispetto, all'amore per se stessi e per gli altri. Con parole, versi e pensieri appassionati per la sua terra, il suo popolo, per la Repubblica di Sardegna."



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