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lunedì 31 maggio 2010

RICERCATRICE SARDA INVENTA T-SHIRT CHE FA IL CHECK UP

SOURCE: Sardinia Innovation



"Uno dei problemi di chi fa sport o sforzi fisici è la disidratazione, ma oggi esiste una t-shirt che ti dice se stai superando i limiti. Oppure ti controlla il battito del cuore, la funzionalità del respiro e le condizioni fisiche principali. Proprio come fare un check up completo e, soprattutto, continuo. Questo uno degli indumenti realizzati nel progetto sugli abiti intelligenti Proetex.

Se cammini in una foresta e sei impegnato a spegnere un incendio, oppure ti trovi in una fabbrica chimica per bloccare un guasto, hai bisogno di tenere la situazione sotto controllo, attimo per attimo. In condizioni estreme, il sudore diventa un sensore determinante e se la maglietta che si indossa è una specie di laboratorio chimico portatile, diventa tutto più facile e si capisce meglio sino a dove si può arrivare. Il sudore, ad esempio, può dare una serie di informazioni elettrochimiche che si ricavano dalla concentrazione del sodio. Normalmente questo tipo di analisi vengono fatte in un posto dove vi sono strumenti sofisticati fatti di provette ed elettronica. In questo caso e con l’ausilio delle nanotecnologie, tutto può essere indossato incorporandolo in una t-shirt.

«Siano arrivati a questi risultati - spiega Annalisa Bonfigio, professoressa di elettronica nella facoltà di Ingegneria dell’università di Cagliari - dopo quattro anni di ricerche». Nei giorni scorsi la Bonfiglio era a Bruxelles per una riunione di coordinamento del progetto Proetex (di cui è responsabile scientifico) che ha prodotto alcuni prototipi di indumenti intelligenti. Iniziato nel 2006 attraverso un finanziamento europeo di dodici milioni di euro e il coinvolgimento, oltre all’Italia (università e Cnr), della Francia, della Svizzera, dell’I nghilterra, dell’Irlanda, del Belgio e della Germania, il piano di studio ha coinvolto anche alcune società come la Diadora (che produce scarpe), la Smartex (t-shirt) e la Brema (per i giacconi).

«Si tratta di un progetto - precisa la Bonfiglio - che fa parte di quelle indagini che puntano a tecniche innovative da applicare alla produzione. Tra i nostri collaboratori ci sono anche le strutture della protezione civile parigina e italiana. Ora inizierà l’ultima fase della sperimentazione in cui saranno testati gli ultimi prototipi realizzati». Inoltre la preparazione degli abiti intelligenti ha permesso di «arrivare anche a risultati imprevisti: tramite l’approfondimento di aspetti delle nanotencologie, studiati assieme alla Cornell University, in Usa - sottolinea la Bonfiglio - abbiamo realizzato un tessuto che si comporta come un filo di cotone, ma che è anche conduttore di elettricità. E questo apre tantissime altre possibilità applicative».

Nel progetto Proetex è stato realizzato anche un giaccone che permette di capire se nell’aria ci sono dei gas tossici, conoscerne la temperatura e sapere sempre dove si trova chi lo indossa (tramite un microsistema di Gps). In situazioni estreme, però, può anche capitare di avere un incidente, di cadere a terra e di non riuscire più a comunicare. In questo caso diventano utilissimi gli scarponi che hanno un sistema elettronico che permette di capire in quale situazione si trova chi li indossa: in piedi, seduto, a terra oppure se sta correndo. Vi sono poi dei gas pesanti che non arrivano a un metro d’altezza e anche in questo caso intervengono le scarpe: con particolari sensori adatti a individuarli.

La ricerca ha preso il via da un’esigenza legata agli interventi in situazioni estreme. «Ma le applicazioni possono essere diverse - afferma la Bonfiglio - dallo sport al tempo libero». Presto questo tipo di indumenti potranno essere utilizzati normalmente, solo per poter avere un controllo costante sul proprio stato di salute. «Tra l’altro questa t-shirt - continua la professoressa - non solo sembra come le altre magliette, ma può anche essere lavata come un normale indumento»."

Roberto Paracchini (La Nuova Sardegna, 27 maggio 2010)

3 commenti:

  1. la ricercatrice comunque non è sarda :) lavora a Cagliari ma non è per niente sarda

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  2. Bisognerebbe chiederle se si sente sarda. In tal caso, vivendo, lavorando, creando e producendo a Cagliari, allora è sarda. ;)

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  3. complimenti per la maglia ;)

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