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lunedì 21 giugno 2010

BRISTOL: IMPORTANTE SCOPERTA DI UN CARDIOLOGO SASSARESE



"Nuovo importante passo avanti nella ricerca sulle staminali. Un gruppo di ricercatori, guidato dal cardiologo sassarese Paolo Madeddu, 57 anni, ordinario all’università di Bristol, in Inghilterra, è riuscito a estrarre questo tipo di cellule dai vasi sanguigni rimossi durante le operazione di bypass. 
Una tecnica che potrebbe permettere di far crescere nuovi vasi sanguigni, al posto di quelli ostruiti che non consentono l’afflusso di sangue e ossigeno al cuore. 
I risultati della ricerca di Madeddu potrebbero portare a una nuova tecnica per riparare i cuori danneggiati dagli infarti. 
I risultati, per il momento, provengono solo da sperimentazioni sui topi da laboratorio, ma gli scienziati sostengono che l’innovativa terapia a breve potrebbe essere applicata anche sugli esseri umani.






Questa cura potrebbe essere utile anche per pazienti che hanno subìto un attacco coronarico a causa di una scarsa irrorazione del cuore, proprio per la specifica capacità delle staminali di creare nuovi vasi che andrebbero a sopperire a quelli parzialmente occlusi.

«Abbiamo scoperto che il materiale di scarto della vena usata dal chirurgo per effettuare il bypass coronarico in pazienti con infarto contiene cellule staminali pericitarie - ha riferito a Salute24 il professor Madeddu che guida la divisione di Experimental Cardiovascular Medicine Division del Bristol Heart Institute (Bhi) - che possono essere espanse in laboratorio sino a ottenere milioni di cellule, un numero sufficiente per la terapia cellulare nello stesso soggetto. 
Le cellule, iniettate in topi con occlusione di una arteria, generano nuovi vasi e accelerano la guarigione del muscolo ischemico - ha commentato lo scienziato -. Esse conservano queste proprietà anche dopo il congelamento, aprendo alla possibilità di stoccaggio per lunghe conservazioni».

Il gruppo guidato da Paolo Madeddu, che per alcuni ha diretto la sezione Tecnologie biomediche e terapia genica dell’Istituto nazionale di biostrutture e biosistemi, a Osilo - ha scoperto che è possibile prelevare cellule staminali anche dalle vene di pazienti ultraottantenni. Un risultato inaspettato e ritenuto «straordinario» dagli stessi ricercatori. Da queste cellule, in futuro, si sarà in grado di predisporre cure ad hoc: ogni paziente, dopo un attacco cardiaco, potrebbe essere trattato direttamente con le proprie cellule.
«Le tappe successive della nostra ricerca sono la ottimizzazione della procedura in modo da poter usare le cellule nella clinica - ha concluso Madeddu - in teoria un possibile uso pratico dei risultati di queste ricerche potrebbe essere relativamente veloce, potremmo arrivarci in un paio di anni».

Grazie a questa tecnica, infine, si supera un problema etico: non sarà necessaria la distruzione di embrioni per il prelievo delle staminali."



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