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lunedì 19 luglio 2010

SARROCH: INQUINAMENTO E PLACEBO

Ho pensato che per il concerto dei Placebo a Sarroch, ci saranno tantissime persone che verranno da oltre Tirreno e non solo. Ho pensato a quanti tra questi vedranno la Sardegna per la loro prima volta. Ho pensato al loro immaginario, fatto di vacanza sole, mare, cultura, tradizioni, cibo genuino. Ho pensato alla loro delusione e all'opinione che si faranno quando vedranno, ma soprattutto sentiranno l'odore della Saras.
Per un breve ripasso su cosa sia la Saras, riporto qui una piccola citazione da Wikipedia:
Saras Raffinerie Sarde S.p.A. è una società per azioni italiana, costituita nel 1962, operativa nel settore della raffinazione del petrolio e nella produzione di energia elettrica.
La società venne fondata nel 1962 da Angelo Moratti ed è attualmente condotta dai suoi eredi. L'attività della società si è sempre concentrata nel settore della raffinazione petrolifera, che rimane il core business del gruppo, ed il principale sito produttivo del gruppo è la raffineria di Sarroch, uno dei sei supersite d'Europa, con una capacità di lavorazione di 300.000 barili al giorno, che rappresenta il 15% della capacità di raffinazione in Italia.

L'INDAGINE DELLA MAGISTRATURA Finita la citazione, è il caso di aggiungere che ai primi del mese la magistratura cagliaritana ha aperto un'indagine senza ipotesi di reato per monitorare le emissioni della raffineria degli ultimi dieci anni e verificare se eventualmente esiste una relazione tra tali emissioni e l'incidenza di malattie, soprattutto tumori e linfomi, tra gli abitanti di Sarroch.



OIL L'indagine emerge a più di un anno di distanza dall'uscita del film-documentario “Oil” del regista di origine salentina Massimiliano Mazzotta, che nella sua opera, tra le altre cose, aveva ipotizzato, se non proprio denunciato, la relazione mortale. (Qui sopra potete vedere il trailer del film).
Inutile dire che il film non ha trovato uno straccio di distribuzione (chissà perché...), ma in compenso, magra consolazione, ha vinto diversi premi cinematografici internazionali.
Tra l'altro la Saras ne aveva chiesto il sequestro giudiziario e il risarcimento alla società per danni di immagine da parte di Mazzotta, ma a quanto pare la controversia legale è ancora aperta e non si è giunti a una conclusione definitiva. Certo è che il film non è stato sequestrato.


MEDICINE E PLACEBO E pensare che Sarroch è un paesino di poco più di 5000 anime a pochi chilometri da Cagliari, abbarbicato su una splendida collina che si affaccia direttamente sul mare. E pensare che prima che venisse costruita, al posto della Saras c'era una meraviglioso bosco di eucaliptus e pini marini che seguivano la linea della costa rocciosa e sabbiosa e dal mare cristallino. E pensare che col primo piano di rinascita (nome ironico e beffardo), si è scelta l'industria chimica e l'inquinamento in luogo dell'agricoltura, dell'industria alimentare, del turismo e della felicità. Tante morti quanto meno sospette in cambio di una manciata di posti di lavoro. Per guarire la malattia del sottosviluppo si è scelto un placebo al posto di una medicina.

Invece a Sarroch ci sono soltanto cinque b&b. Se non trovate posto, la notte del concerto vi consiglio di pernottare a Cagliari.


6 commenti:

  1. Per definizione un placebo è innocuo, questo non può certo dirsi per la Saras.
    E' necessario definire una data certa per la chiusura della Saras e pretendere che entro tale data vengano accantonati i fondi per la bonifica e la riqualificazione ambientale.
    Altrimenti i Moratti, a business finito, ci lasceranno il mostro da smantellare a spese nostre.
    Quello che è successo quest'anno al Lambro dovrebbe farci riflettere.

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  2. sig. anedda perchè oltre alla riqualificazione ambientale di cui tanto si preoccupa, nn suggerisce come occupare le circa 4000 persone che lavorano in saras o per la saras? nn bastano i disoccupati dell'euroallumina, di porto torres o di ottana?

    alessio

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  3. e quindi cosa facciamo di queste persone, le teniamo in vita per farle lavorare in condizioni di sicurezza precaria per poi scaricarle una volta contratto il quasi certo tumore alle vie respiratorie? lavorare per vivere, non per morire - questo dovrebbe essere un diritto per tutti.

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  4. sicurezza precaria, tumori quasi certi? lei è mai entrato in saras o parliamo per luoghi comuni? crede che se saras nn rispettasse le misure di sicurezza e inquinamento sarebbe ancora in vita?
    vogliamo far chiudere la saras? bene, lasciamo tutti la macchina a casa e vedrete come le raffinerie chiuderanno. però mi sà che siamo molto bravi a fare la morale e poi per fare 2 passi tiriamo fuori la macchina dal garage.... AA

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  5. Alessio,
    la Saras non la vogliamo in sardegna.

    Ci piacerebbe avere una macchina con un motore elettrico ma costa troppo.

    La tecnologia c'è ma è inaccessibile e non è conveniente per nessuno (o quasi) svilupparla, non c'è inoltre nessun interesse politico. Ci piacerebbe fare il pieno di energia elettrica prodotta tramite solare o eolico, e non attraverso energia prodotta (guarda un po') sempre dalla saras. Non vogliamo ne la saras, ne le inefficenti macchine di oggi, ne l'italia a governarci, ne i morti sul lavoro. Non mi sembra chiedere tanto, anzi questo dovrebbe essere il punto di partenza.

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  6. Che vergogna!!! ci sono ancora sardi che credono alle barzellette o forse a babbo Natale che gli dice " è tutto sotto controllo, le emissioni sono nella norma" " altrimenti la Saras avrebbe già chiuso" , non avete capito niente, l'unica cosa che loro controllano veramente sono i loro sporchi soldi e i loro sporchi affari!!a questa gente non importa proprio niente della salute dei sardi e in primis degli abitanti di Sarroch, d'altro canto neanche ai 4000 illusi che ci lavorano importa molto della loro salute...e non solo la loro!!! incredibile!i controlli che vi fanno sono fasulli!! vi hanno fatto il lavaggio del cervello e voi preferite credere alle loro strozate x un posto di lavoro!!! siete peggo delle prostitute , almeno loro hanno la dignità!!! mi spice dire queste cose ma purtroppo è la realtà e sarà sempre peggio se nessuno si ribella!! La costa di Sarroch avrebbe dovuto vivere solo di turismo di lusso e di agricoltura ma così non è andata!!
    Meglio 4000 Sardi disoccupati ma VIVI che 4000 Sardi condannati a morte!! Vergogna !!!!!!

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