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giovedì 1 luglio 2010

TRIVER BAND - UN NEOLOGISMO: DEFINIZIONE ED ETIMOLOGIA

Quando ho deciso di mettermi a catalogare le band cagliariforniane, ho escluso dal principio e per principio sia le cover band che le tribute band. Non perché mi stiano sulle palle o perché non mi piacciano, ma semplicemente perché volevo dare spazio e pubblicizzare solamente i gruppi che si fanno il culo per cercare di sfornare qualcosa di originale.
Dal principio ho però fatto un'eccezione, includendo nell'elenco i Dancefloor Stompers Trio, nonostante (anzi, proprio perché!) sono a un tempo una cover band e una tribute band di un certo valore musicale. Sono una cover band perché di fatto eseguono dal vivo esclusivamente delle cover, ma sono anche una tribute band, seppur di un genere piuttosto che di un gruppo. Un tributo quasi ossessivo e del tutto maniacale. Malato, insomma.



Per chi non conoscesse personalmente Gianmarco Diana, il bassista dei Dancefloor Stompers Trio (e anche dei Sikitikis, ma questo è un dettaglio del tutto irrilevante se non siete ossessionati in maniera maniacale dai dettagli in ambito musicale), dovete assolutamente sapere (e qui parte l'affettuoso sputtanamento) che è affetto da questa brutta malattia. Se vi capita di ascoltare una canzone insieme a lui - che ne so, mettiamo per esempio Drive my car dei Beatles - vi può tranquillamente capitare cha a un certo punto si rivolga a voi dicendovi: "hai sentito quelle due note LA/FA che si sentono immediatamente prima del secondo ritornello tra il LA minore settima e il FA diesis minore settima?". Voi che non avete sentito un bel niente per non fare brutta figura, ignoranti come capre, e per non deluderlo perché lui è in piena esaltazione, naturalmente rispondete di si. A quel punto vi racconterà che in realtà quello non è altro che il suono del campanello degli studi di Abbey Road, perché proprio in quel momento il pony express aveva portato le pizze che i Fab Four avevano ordinato quella sera durante la sessione di registrazione. Voi fingete entusiasmo e coinvolgimento, ignari che in realtà la cosa straordinaria non è quella. A quel punto vi dirà che il pony express in realtà non era altro che nientepopodimenoche un certo Pinco Pallino, che voi capre ignoranti naturalmente non avete mai sentito nominare, che dieci anni più tardi diventerà il tastierista di un gruppo Mod Dance Jazz/Soul jazz/Hammond beat/Boogaloo chiamato XYZ, che voi capre ignoranti non avete mai sentito nominare e che trenta anni dopo farà un cameo in un corto di Quentin Tarantino (che avete sentito nominare, perché siete delle capre ignoranti, ma almeno uscite di casa per andare al pascolo), quando ancora Tarantino non era il Tarantino che tutti noi conosciamo.
E tutto ciò è nulla se paragonato alle colonne sonore... Porebbe dirvi nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, numero di scarpe e l'umore che avevano tutti i musicisti quel pomeriggio in cui hanno registrato la take 2 del tema La Pantera Rosa e se quel giorno la moglie di Henry Mancini aveva le mestruazioni o meno. Vi giuro che non esagero. Devo dire che questa malattia la comprendo benissimo, perché ne sono affetto anche io seppur in una forma blanda e molto diffusa, nei confronti di un'unica band (i Doors nella fatispecie). Di questa forma blanda e diffusa, ne sono affetti parecchi e ne conosco tanti, ma malati come Gianmarco conosco soltanto lui, anche se mi dicono che c'è qualcun'altro affetto da questa malattia. Si dice in giro, anche se non ci sono prove, che questi maniaci ossessivi compulsivi, si facciano le pippe guardando e toccando le copertine dei vinili in stampa originale dei loro musicisti preferiti e che solitamente, e di questo ci sono le prove, in genere formino dei gruppi che sono a un tempo tribute band e cover band.
Bene, riflettendo su questa faccenda, mi è venuto in mente che, seppur le due definizioni accostate aiutino a identificare il tipo di band, non ne rendano pienamente l'idea, soprattutto se consideriamo che tali band generalmente hanno un rigore filologico, assolutamente estremo. Per cui ho cominciato a scervellarmi per trovare una definizione che ne rendesse giustizia e alla fine ho optato per Triver Band. Naturalmente la parola Triver è composta dalla prima parte della parola tribute e dalla seconda parte della parola cover, ma se andate a vedere la definizione della parola Triver sull' Urban Dictionary scoprirete che vuol dire:
1) [Sostantivo] Persona o cosa che si masturba mentre va sui pattini a rotelle (vedi Trivering: l'atto di masturbarsi mentre si pattina) Esempio: "Jimmy (Gianmarco???) è andato alla pista di pattinaggio lo scorso fine settimana e all'improvviso si è trovato tra un gran numero di Trivers". 
2) [Aggettivo] Realativo a una cosa o a una situazione che è talmente vera da essere incredibilmente vera. Esempio: "E' così Triver! L'erba (intesa come marijuana) ti fa disegnare meglio!" Sinonimi: vero, impressionante, cool, radicale, stupefacente.
Ora, alla luce di quanto detto sopra e alla luce di queste definizioni, identificare i gruppi quali i Dancefloor Stompers Trio come una Triver Band, mi sembra assolutamente corretto.
Per cui non so per voi, ma per me da oggi una Triver Band sarà un: "Gruppo musicale che rende omaggio a un genere specifico o a generi contigui di rilievo nella storia del rock e affini, eseguendo cover in maniera pedissequa e filologica quasi al limite del maniacale."
E per me da oggi il Triver sarà anche una: Persona che non ha null'altro da fare se non darsi alla masturbazione mentale finalizzata a coniare neologismi.
Segnalatemi altre Triver Band, va...

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