i
i
i

giovedì 30 settembre 2010

INDIPENDENTISMO SU FACEBOOK: SCAMBIO DI OPINIONI TRA MICHELA MURGIA E MARIO CARBONI

SOURCE: Pagina Facebook di Michela Murgia

Facebook è un mezzo e come tutti i mezzi, fossero anche i coltelli, a seconda dell'uso che se ne fa, si ottengono risultati molto diversi. Lunedì scorso se n'è fatto un ottimo uso nella pagina della scrittrice cabrarese Michela Murgia. L'autrice di Accabadora, vincitrice del premio Campiello e simpatizzante di iRS, ha intrattenuto un civilissimo e molto interessante scambio di opinioni, con Mario Carboni, intellettuale transardista come ama definirsi, vicino al Psd'Az ex dirigente del partito, attualmente non più iscritto e tra i promotori della modifica statutaria indipendentista allo storico congresso di Porto Torres del 1981 del Partito Sardo D'Azione. Tanto interessante da sembrare un peccato la perdita nell'oblio dei link che scorrono su Facebook.
Oggetto del dibattito l'opinione dello scrittore Marcello Fois, pubblicata sulla Nuova Sardegna e riportata prima nel Blog e poi nella pagina Facebook della scrittrice, al quale sono seguiti una serie di commenti. Fois esprimeva la sua opinione in merito all'articolo apparso sabato scorso sul Corriere Della Sera a firma di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. I due prestigiosi giornalisti definivano il segnale di un' "impennata indipendentista", il dibattito sulle riforme in corso in Consiglio Regionale, aperto dalla "Mozione sull'indipendenza" presentata dall'Onorevole Paolo Maninchedda, esponente di spicco del Partito Sardo D'Azione.
Tralasciando gli interventi degli altri partecipanti al dibattito, con l'autorizzazione degli autori, di seguito trovate il "botta e risposta" tra la Murgia e Carboni. Buona lettura.

Mario Carboni: quanta invidia e quanto fiele..

Michela Murgia: Mario, invidia di cosa? Marcello Fois non è un competitor politico di Paolo Maninchedda, è un osservatore preciso e senza buste paga. Puoi non essere d'accordo con la sua analisi - che io trovo invece piuttosto precisa - ma l'invidia c'entra davvero poco.

Mario Carboni: cara Michela
l'invidia non era per Marcello, ma per commenti dell'album di famiglia e dei competitors del PSdAz per il successo dell'iniziativa politica di Maninchedda.
L'atteggiamento è della stessa specie dei commenti che molti hanno fatto sulla tua intervista al Corriere.
Certo, le cose che hai detto possono essere condivise o rigettate a seconda dela propria opinione, ma rimane il fatto che nel titolo c'era indipendenza e il messaggio è passato e ha scavalcato censure epocali.
Così la mozione presentata dal PSdAz, primo firmatario Maninchedda, può essere criticata quanto si vuole, ma ha messo in moto un meccanismo basato sul messaggio indipendenza.
Spiazzando molti..
Il fiele per Marcello, tipico della cultura post comunista ed orfana di Soru.
Tutte le critiche ed i distinguo in politica vanno bene, ma quando si attacca il sardismo ed il PSdAz, nelle maniere che mi tocca leggere, forse da parte di cani sciolti ma che riflettono imput più alti, sento odore di fascismo e di comunismo. Sempre antisardista e guarda caso a favore del centralismo.
Poi sulle buste paga, brutte parole, Soru ne ha distribuite molte, non a tutti però.
Di questo se ne può parlare..Ma non è il tema che preferisco

Michela Murgia: Mario, so che mi crederai se dico che do il giusto valore al fatto la questione indipendentista sarda abbia varcato i confini degli spazi in cui era nata. 

Però è onesto ammettere che le premesse di questa perfettibile visibilità non le ha poste il Psd'az: l'indipendentismo che vince nelle urne è iRS che l'ha elaborato e trasformato in proposta politica credibile, ed è stato Soru, con tutti i suoi limiti, ad aver fatto quelle scelte simboliche di sovranità che hanno nutrito la coscienza degli scettici spostandola verso la possibilità dell'autodeterminazione. 

Ed è proprio perché si tratta di una questione serissima che Marcello Fois ha ragione quando dice che in bocca a Maninchedda la mozione non è credibile, perché ha il sapore inconfondibile dell'opportunismo. Non si possono prendere in giro i sardi strumentalizzando la loro legittima aspirazione all'indipendenza. Il lavoro di molti ben al di sopra dei sospetti che gravano su di lui può andare in fumo in pochi attimi se l'autodeterminazione diventa uno specchietto per le allodole, utile tutt'al più a candeggiare qualche coscienza e a stare in piedi per l'ennesima volta al prossimo crollo della giunta.

E forse, dico forse, non ha torto chi diffida di una mozione indipendentista posta nei termini ambigui in cui è scritta questa: 
"Noi chiediamo al Consiglio regionale di esprimersi per l’indipendenza della Sardegna, intesa come costruzione dello stato sardo all’interno di un patto federativo con l’Italia." Che cosa sarà mai questa indipendenza federata? Quale miracolo giuridico metterà in piedi l'ossimoro dell'unità separata? 

Caro Mario, sai benissimo cosa comporta nella realtà una espressione confusa come quella: indipendentisti nella propaganda, unionisti/federalisti nella pratica. Ma per questo non gli serve la mozione: lo stanno facendo già.

Mario Carboni: ‎@michela
quandoc'è un vuoto politico c'è chi lo riempie.
Puoi, potete benissimo valutare come disvalore ciò che per altri è valore positivo.
Puoi/potete esere voi giudici della sincerità degli altri.
In politica mi sembra un campo un po'scivoloso.
Potere naturalmente dire ciò che volete.
Il fatto reale e concreto è che l'iniziativa di Maninchedda ( PSdAz) ha avuto successo ed ha smosso le acque ulteriormente.
nessuno se l'aspettava eppure è successo.
Se è nato prima l'uovo o la gallina se ne discute da tempo e così per l'indipendentismo sardo.
Chi abbia più meriti chi semina o chi raccoglie lo stesso.
Ognuno tira l'acqua al suo mulino, se è organizzato in un partito, sopratutto se difende le sue mura ed è in concorrenza elettorale con partiti omologhi.
Sta di fatto che improvvisamente Gavino lancia per irs la disponibilità a partecipare alla riscrittura dello statuto e si presenta nell'aula del Consiglio regionale dove i partiti italiani e l'odiato PSdAz stanno discutendo d'indipendentismo.Mai accaduto nella storia.
Suppongo lo abbia fatto estemporaneamene, non consultando nessuno, non rispondendo a deliberati. Credo che lo abbia fatto perchè è un animale politico che annusa e sente ilvento dele opportunità da cogliere o da pedere.Tema mai affrontato nè da lui nè da altri del suo giro.
Immediatamente appare la messa a punto di Sedda sul sito irs, con la linea e i paletti teorici.
Detta l'ortodossia.
Non credo che il testo lo abbia fatto leggere a troppi colleghi o abbia atteso pareri, obiezioni o correzioni. Il tempo è stato tiranno e cotto e mangiato, esattamente come Gavino, senza sentire nessuno lo ha pubblicato sul sito di iRS. Mi sbaglio?
Gaviniani e Seddiani ( ho conosciuto questi termini che girerebbero nel vostro ambiente ieri da uno che mi raccontava i vostri travagli interni, ma che comunque rimangono fatti vostri ) evidentemente si confrontano e si sfidano sul tema dell'opportunità politica e dell'ortodossia, ma anche della leadership. Si marcano stretti e s'interdicono lanciando segnali di comando ai militanti, marcando il territorio mediatico.
Tutto questo per l'iniziativa di Maninchedda?
Negarlo non è politico.
Lo scenario sta rapidamente cambiando.
Soru nel suo intervento confonde stato e nazione e la sua nazione è quella italiana. La sua interdipendenza è ridicola ed è la foglia di fico dell'eterno centralismo paleocomunista.Il suo intervento era penoso quanto quello degli altri della sinistra.
La destra non ha brillato negli interventi ma la loro mozione è la migliore. Le opposizioni all'idea stessa di nazione e di indipendenza vengono tutte dal partito di Soru, basta leggere i giornali.
Ma in questo c'è una tradizione, i catto-comunisti sono sempre stati i peggior nemici del sardismo in qualsiasi sua manifestazione dalla più moderata alla più avanzata.
Anche i loro eredi lo sono ancora.
Nessuno di loro ha uno straccio di proposta concreta di statuto.
La proposta di Sedda, appena annunciata, credo estemporaneamente quanto quella di Gavino e per tenere botta alla sua solitaria iniziativa, ancora non c'è e se sarà scritta secondo le linee espresse, sarà interessante leggerla e a quando.
Sedda afferma:

Infine, per fare un minimo di chiarezza. Ciò che iRS ha in mente e sta realizzando è una Repubblica sarda che stia in Europa proprio come ci stanno la Repubblica italiana, quella francese, quella irlandese, quella slovena ecc. Significa ciò essere “separatisti”? Benissimo, allora lo siamo, esattamente come sono separatisti tutti gli italiani (compresi molti dei partecipanti al dibattito di questi giorni) che credono legittimamente nell’esistenza della Repubblica italiana.

Tralasciando la questione del separatismo, sia terminologica che politica, i termini sono chiari.
Una Costituzione di uno stato con esercito, marina, banca centrale, servizi segreti, tribunali, politica estera, polizia, ecc.. proprio come gli stati nominati..e si suppone con l'identico rapporto con la UE ( concedendo quote di sovranità ma contrattate direttamente )spero che la lingua sarda sia ufficiale nel vostro progetto o sarà uno stato in italiano? Non è così? Lo scopriremo quando sarà presentata. Forse ci saranno novità, nuove formule e innovazioni. Non lo escludo.
Certo è che più saranno le persone e gruppi a cimentarsi non sui sacri principi( e sulle differenti interpretazioni ) ma finalmente sui contenuti di una Costituzione sarda e meglio sarà per tutti.
Non è la via riformista scelta dagli altri che lavorano a salire dei gradini della scala mentre voi volete coerentemente con voi stessi arrivare all'attico.
Non è la via scelta dai catalani ad esempio, del passo dopo passo.
Benissimo, è una buona notizia.
Anzi una buonissima notizia.
Spero di non aver capito male e che non sia un proposito a lunga durata ma sia un testo di costituzione da realizzare in tempi brevi, almeno inchiostro su carta o anche sul web va bene.
Dubito che ci voglia poco tempo, vedrete che lavoro difficile è. Ma forse ce l'avete già pronta. O anche due diverse.
Mi sembra comunque un'ottima notizia.
Quando la presenterete la leggeremo e confronteremo le proposte.
Ma le differenze d'impostazione con i riformisti sono chiare e non sono una novità. 
Legittima aspirazione, quella massimalista, dovrei forse usare aggettivi per definirla. Me ne guardo bene da liberale quale cerco di essere. Aspetto solo la proposta nero su bianco di Costituzione promessa, con il percorso per ottenerla e la tempistica. Magari mi convince..
La proposta di Maninchedda non è ambigua. E' una proposta indipendentista riformista e federalista. E aggiungo parlamentarista.
Quella di Sedda, almeno la sua, è indipendentista e chiaramente massimalista e per sua dichiarazione separatista.
L'uso di questo termine per autodefinirsi mi ha lasciato un po' sconcertato essendo sempre stata una parola diffamatoria usata dagli avversari contro il sardismo, sempre.
Questi ad oggi sono i termini del problema politico e la chiave delle differenze.
Marcello Fois sostiene che la proposta indipendentista di Maninchedda non è credibile? Allora ne faccia una lui di credibile.
Credo che non sappia neppure dove mettere le mani.
Fintanto che rimane intellettuale organico al PD quale è rimane sottoautonomista, antisardo, antisardista e lontano da poter dire alcunchè di veramente credibile sul piano politico.
Non mi permetto di giudicare il suo essere artista, quello è un altro livello.
Anzi ho saputo che ha tradotto in sardo un testo di Lorca, cosa che mi fa molto piacere, le vie del sardismo sono infinite.
Tutto dovrebbe essere analizzato sul piano politico e non dei sentimenti.
Appunto perchè il sentimento è diverso dalla politica anche se è molto meglio fare politica anche col sentimento.
Il PSdAz, criticabilissimo su tantissime questioni, ha ripreso l'iniziativa politica e voi dell'IRS adesso gli state dietro. E' un terreno difficile per voi e pieno di sfide e trabocchetti.
Ma le scomuniche, l'uso di aggettivi dispregiativi, le patenti di ortodossia che impiegate a mani basse, non bastano per colmare una difficoltà.
Adesso vi siete gettati in ritardo massimo anche sul tema della costituente..altra sabbia mobile.

Michela Murgia: ‎@ Mario (Carboni), è un atto politico doveroso mettere in evidenza la contraddizione insita nel presentare una mozione sedicente "indipendentista" pur governando la Sardegna dall'interno della maggioranza più eterodiretta che si sia mai seduta in consiglio regionale. 

In questo quadro il massimo che questa mossa può ottenere è di risultare squisitamente funzionale alla giunta Cappellacci come diversivo proprio nel momento in cui l'attenzione sulle sue beghe giudiziarie e indegnità gestionali dovrebbe essere massima da parte di tutti. La prima indipendenza si conquista togliendo dalla sedia della presidenza della regione il figlio del commercialista di Berlusconi, anziché sostenerne la maggioranza. Il principio di gradualità che si vorrebbe far passare attraverso il federalismo, in realtà passa prima da lì.

Per il resto ha detto bene Mario Pireddu: "indipendenza" vuol dire una cosa, "federalismo" un'altra. Dire "indipendenza federalista" ha lo stesso senso che dire "convergenze parallele" di democristiana memoria. Con questi giochetti di prestigio c'è il rischio serio di bruciare la credibilità di una parola (e del suo prezioso concetto) che solo a fatica è stata sdoganata - e non dal psd'az! - da persone che l'hanno fatta propria quando farlo costava ancora la Digos in casa, e certo non lo insegno io a te. 

Chiedere coerenza nei fatti e rispetto per le parole è un atto che spetta a tutti, ma a maggior ragione può farlo chi come Fois, che con le parole e la loro coerenza ci lavora.

Mario Carboni: ‎@michela
se irs si fosse alleato alle elezioni regionali con Soru, forse Cappellacci non avrebbe vinto.
Mentre Cappellacci ha vinto perchè si è alleato col PSdAz.
Nelle prossime elezioni regionali IRS si alleerà con il Soru di allora per battere il Cappellacci del futuro o rifiuterà l'alleanza con i partiti" italiani" per far vincere ancora il Cappellacci del futuro?
tu dici che la prima indipendenza è togliere la sedia a Cappellacci..come .. a parole? oppure utilizzando la forza del voto..La vostraforza di voto.
Se IRS crescerà ancora o anche se rimanesse attorno al 5-6% e si presentasse alle prossime elezioni regionali elezionin in orgogliosa solitudine indipendentista..senza contaminazioni con i partiti italiani probabilmente aumenterebbe i propri voti, ma il centrodestra aumenterebbe ancora di più la sua possibilità di vittoria elettorale.
Lo stesso ragionamento si può fare per le prossime elezioni a Cagliari..
Il PSDAz invece, dato che ha deciso d'avere le mani libere e di allearsi senza steccati ideologici ma solo su patti programatici, non è escluso che alle prossime elezioni regionali possa allearsi col centrosinistra in cambio di patti programatici più avanzati e soddisfacenti per loro.
Oppure ancora col centrodestra e con questo deterrente ottenere ancora di più che in questo giro e crescere sempre perchè questo è il loro trend.
La loro è una posizione alla catalana, riformista.
Quella di IRS è isolazionista e massimalista.
Ambedue hanno per me pari dignità, sono due maniere diverse di esprimere il proprio indipendentismo.
La differenza è che i militanti di irs riempiono di contumelie (almeno sul web ) di ogni genere il PSdAz mentre il pSdAz non fa lo stesso..

Michela Murgia: ‎@Mario, i patti si fanno quando si hanno in mano le carte per negoziare qualcosa di concreto su un programma, non quando si può solo subire il peso elettorale altrui.

E' vero: iRS ha preferito non giocarsi l'entusiasmo della sua base in cambio di due poltrone, e certo deve essere sembrata una follia a chi pensa che avere una poltrona sia l'unico modo per fare politica in Sardegna. Però all'indomani di questa disastrosa stagione elettorale iRS potrà tornare dai suoi elettori presenti e futuri e dire: non ci siamo venduti per un piatto di lenticchie e abbiamo investito sul territorio. Potete fidarvi.

Il Psd'az ha qualche problema in più ad andare a testa alta da chi lo ha votato, ed ecco perché la mozione indipendentista ora come ora sa tanto di rivergination.

Dopo che dalla Regione non si è stanziato un centesimo per le attività scolari e si è permesso che chiudessero gli istituti dei paesi in via di spopolamento, che peso vuoi che abbia per me una mozione "indipendentista" firmata da chi sta dentro questa giunta? Dopo che nessun alleato apre bocca per i tagli alla cultura del territorio e i finanziamenti a botte di 350 mila euro a cose come il premio Rodolfo Valentino a Poltu Quatu, vuoi che mi metta a credere ai percorsi di autodeterminazione del psd'az? Quando l'assessore alla cultura ti chiama l'esercito a fare relazioni alla fiera del libro sardo di Macomer e i sardisti non levano un respiro, a quale federalismo possiamo credere?

Queste non sono contumelie, Mario: sono considerazioni politiche, scelte precise di cui qualcuno deve rendere conto, e sarebbe male permettere che se la cavi con una mozione-specchietto.

Mario Carboni: ‎@michela
ti pongo questioni politiche concrete e svicoli..va bè..
Naturalmente le contumelie non le dici tu nè le scrivi.
Mi riferisco a tante veri e propri elenchi d'insulti che militanti o simpatizzanti di irs scrivono sul web..rivolti esclusivamente al pSdAz quasi fossero nemici di sangue..
Ma cose dell'altro mondo veramente..
Credo che vi facciano molto danno e veramente poco onore..
Altra cosa è il confronto politico ed anche la polemica..
Pochi scrivono, ad esempio su Facebook, ma moltissimi leggono e giudicano.
Con passare del tempo il web avrà una funzione politica, propagandistica e anche di disinformatzia rilevantissima tanto da influenzare le elezioni anche da noi.
Irs ha intrapreso questa strada più velocemente e prima di altri.
Anche l'uso politico della rete in Sardegna cresce anche se più lentamente che altrove dato il suo stato disastroso .
E' però un'arma a doppio taglio.
Domani o dopodomani in Consiglio , dopo le dichiarazioni dei capigruppo, credo che sarà votata una mozione unitaria o di maggioranza e minoranza sulle riforme istituzionali ed il nuovo Statuto.
Vediamo cosa partoriranno..

Michela Murgia: Mario, nessuno può rispondere delle uscite violente o inconsulte di ogni pinco pallino che si dice simpatizzante iRS sul web. Io non peso il psd'az dalle parole di un tesserato al bar con gli amici, non importa se il bar è sul web. Fa male chi lo fa, perché iRS ha luoghi istituzionali di confronto, ha voci elette per rappresentarne la linea politica (e mi risulta che sia stata eletta Ornella per ricoprire questo ruolo, non Gavino) e ha pensiero a sufficienza per non aver bisogno di insultare le diversità. Al Psd'az, come a tutti, si chiede conto delle incoerenze politiche, e anche di qualche furba strumentalizzazione del vocabolario altrui.


Lo scambio tra i due si è concluso qui. Dopo l'ultimo intervento della Murgia, Carboni ha scambiato qualche altro intervento con altri partecipanti e poi, non intendendo tirare la questione noiosamente per le lunghe (le posizioni di entrambi appaiono chiare ed esaustive), ha ringraziato la padrona di casa: "Grazie Michela per l'occasione che mi hai dato. Ci risentiremo magari su un altro agomento". Speriamo presto. Magari rilanciando  su CAGLIARIFORNIA il prossimo dibattito.



1 commento:

  1. Trovo l'intervento della Murgia molto interessante,a prescindere dall'appartenenza politica,avendo la fortuna di entrare in contatto con persone "di vecchio stampo"sardista (mio padre stesso fu un militante del psd'az)mi sono accorta che nessuno gli crede più.
    Sento spesso dire che hanno votato l psd'az per anni e che alla fine per l'indipendenza non hanno mai fatto nulla,nonostante sia il loro primo articolo,peggio ancora con la scissione dei Rosso Mori.
    Credo che l psd'az debba prima ancora di fare una proposta,guadagnarsi quella fetta di persone che grazie a loro hanno perso la speranza. E sono persone che "ne hanno visto di cose in questi anni"mica come me che si può dire non conosco nulla.Complimenti a Michela.

    RispondiElimina

Contribuisci al dibattito in modo sereno e costruttivo.