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mercoledì 13 ottobre 2010

CAGLIARI: LA SAN DIEGO DEL MEDITERRANEO TRA "THE OTHERS" E I BECCHINI DEL PALAZZO


All'interno dell'articolo c'erano dichiarazioni dai toni euforici, come per esempio quella di Alfredo Antonado, giornalista Rai specializzato in turismo. Antonado ha detto: "in questo momento, Cagliari, insieme a Torino, è la città più viva, fresca, con più voglia di sorridere e di essere ottimista d'Italia. Non immaginate quanti musi lunghi si vedono, invece, in giro per la Penisola".
E ancora Antonado: "mentre da altre parti si respira un'aria di sconfitta, qui c'è la sensazione che la città voglia crescere. C'è voglia di fare, ci sono progetti. Magari non saranno realizzati. Ma in altre città non c'è neanche questa sensazione". 
Il direttore di Gente Viaggi, Silvestro Serra invece ha dichiarato che "la cosa che colpisce maggiormente è una vita giovanile molto vivace. Non a caso, da direttore di Gente Viaggi, avevo definito Cagliari la San Diego del Mediterraneo".
Infine Susanna Lavazza, scrittrice e giornalista di Dove ha detto: "ho deciso di trasferirmi a Cagliari. Da un mese, vivo in via Baylle".

Credo che molti di noi, che a Cagliari ci vivono, facciano fatica a credere che questi giornalisti stiano parlando della nostra città e magari viene da chiedersi se per caso in qualche parte del pianeta esista una città omonima che questi giornalisti hanno visitato. Certo, il fatto che l'articolo sia stato pubblicato dall'Unione Sarda a pochi mesi dalle elezioni comunali, suona tanto di "marchetta", ma in quello che affermano i giornalisti c'è un fondo di verità.

Ricordate il film "The Others" di Alejandro Amenábar con Nicole Kidman? Per chi non lo avesse visto, faccio un breve e semplificato riassunto. Svelerò il finale, per cui se volete vederlo, non continuate a leggere questo post.

Una giovane madre, vive insieme ai suoi due bambini in una vecchia casa nell'isola di Jersey, in Inghilterra. I bambini sono affetti da una rara malattia (lo xeroderma pigmentoso), a causa della quale non possono assolutamente esporsi alla luce del sole, pena la morte.
La madre prende tutte le precauzioni necessarie perché ciò non avvenga, tenendo sempre le imposte serrate, le tende chiuse e le porte sbarrate. Ma per strani fenomeni apparentemente paranormali, queste regole vengono spesso violate. I bambini raccontano alla madre di avere a che fare con strane persone che si aggirano per la casa, "gli altri". Fantasmi?
Per farla breve: i bambini vengono esposti alla luce del sole, ma non muoiono affatto. Perché? Perché sono già morti! In realtà i fantasmi sono loro e la madre. Che non voleva ammettere di essersi suicidata dopo aver ucciso i suoi figli, nonostante che i domestici, anch'essi defunti, cercassero indirettamente di farle prendere atto della realtà.  E la realtà è che quelle persone inquietanti che si aggiravano per la casa, "gli altri", erano in verità vivissimi. Ma, decisamente spaventati, decidono di abbandonare la casa perché infestata dai fantasmi: la madre e i bambini. Che invece restano: "nessuno ci manderà via da questa casa" è la frase con cui si conclude il film.

Ora, ho pensato che questa storia è la matafora di Cagliari e dei suoi abitanti, dove Cagliari è la casa. Bisogna stabilire chi tra gli inquilini è morto e chi è vivo. 
Il punto è che affermare che Cagliari sia la città più viva d'Italia è certamente falso. Solo un morto lo può sostenere, come quei giornalisti italiani, ai quali in quanto italiani, provenendo da un paese defunto, anche una città come Cagliari sembra loro vivissima. Così come sono defunti anche quei cagliaritani che sostengono di vivere nel posto più bello del mondo, dove nulla deve essere cambiato e dove "nessuno li manderà via da questa casa", tanto meno i "vivi" che appunto vogliono vivere la città.
Ma anche chi è convinto di essere vivo e sostiene che è Cagliari ad essere morta in quanto non succede mai niente, è sicuramente defunto. Un fantasma che si aggira per la casa e passa attraverso i suoi muri senza rendersi conto delle persone e degli oggetti che abitano le sue stanze. Insomma, i defunti a Cagliari non mancano, ma non potrebbe essere diversamente in una città governata da becchini. Di cosa vivrebbero altrimenti? Che interesse avrebbero a preoccuparsi dei vivi?

Ma i vivi a Cagliari non mancano. Sono numerosi e attivi. E' vero, molti spaventati dai fantasmi hanno lasciato la casa e sono scappati ad abitare altre case in giro per l'Europa. Ma altri vivi sono rimasti e quotidianamente e semplicemente, nonostante fantasmi e becchini, la città si "limitano" a viverla. Rendendola viva.



6 commenti:

  1. Bah, io vivo a bologna, gran città, sempre viva. E, mi dispiace, son d'accordo con quei giornalisti. Nessuno ha detto che cagliari è la città migliore d'italia, si dice solo che non si respira l'aria di rassegnazione. Per farla breve se bologna è una città da nove son ben pochi quelli che sognano e si attivano per vederla un giorno arrivare ad essere una città da 10. Cagliari magari è una città da 6 attualmente, ma si respira e si tasta ovunque il sogno dei cittadini, certo non tutti, di vederla un giorno arrivare ad essere una città da 8. Credimi, io vivo 7 mesi l'anno a bologna e 6 a cagliari, e per quello che ho visto, chi vive a cagliari non si rende neanche lontanamente conto di quanto sia all'avanguardia questa città. Il fatto stesso che tu, autore di questo articolo, abbia scritto questa critica ed il fatto stesso che esista questo magnifico sito è la conferma di ciò che ho detto.

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  2. Mi sono trasferito a Cagliari da Milano, ho vissuto in altre grandi città e a mio parere è una città che si posiziona molto bene a livello europeo per qualità della vita, ambiente e atmosfera. Poi chiaramente ci sarebbe moltissimo da fare in più ma tutte le persone che conosco quando l'hanno visitata sono rimasti impressionati favorevolmente...basterebbe qualche sforzo per farla diventare davvero speciale.

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  3. io a Cagliari ci sono nato, ma solo ultimamente, grazie alle birrerie aperte sino alle tre del mattino proprio sotto casa (con musica particolarmente disturbante e schiamazzi annessi in strada)non so più se la mattina dopo sono vivo o morto. Non ho anch'io il diritto di riposare come tutti e di andare proficuamente a lavorare?

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  4. Cagliari, natura a parte. Una delle citta' piu statiche e noiose del pianeta.

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  5. dico solo che me ne sto andando da Roma per poter venire ad abitare a Cagliari...

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  6. Cagliari è una città con un potenziale enorme (e quasi aggratis) e praticamente inespresso.
    Se si mandasse a casa l'attuale indolente e dolente classe dirigente, sarebbe già un passo interessante per muoversi nell'ottica del cambiamento.
    Poi non ci vorrebbe chissà quale sforzo.
    3000 anni di storia, mare e clima spettacolare 8-9 mesi all'anno.
    Mi fa incazzare proprio il fatto che non ce ne rendiamo conto. Valorizzare l'esistente e politiche di progressione (sostenibilità, trasporti pubblici nell'area allargata, cultura con il riutilizzo sensato delle splendide aree già a disposizione come l'exmà, la manifattura e di auspicabile prossima disponibilità come servitù militari, ospedale civile, carcere).
    Basta col cemento e invece reintroduzione di residenze agevolate nelle abitazioni già di proprietà del comune o comunque politiche abitative che già si possono fare. Basta la voglia. Già sai no?

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