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venerdì 15 ottobre 2010

VENDOLA E' ROCK, CAPPELLACCI E' LENTO - "PUGLIA SOUNDS", UN PROGETTO PER LE BAND PUGLIESI

Mentre a Cagliari la classe politica dei becchini tenta di uccidere il rock e tutto ciò che è vivo e vitale, Niki Vendola lancia "Puglia Sounds". Si tratta di un progetto, tra le altre cose, finalizzato ad attivare "lo sviluppo artistico e professionale delle giovani realtà musicali pugliesi e l’attivazione di interventi e progetti specifici dedicati alla formazione del pubblico, ai giovani e ai professionisti della musica pugliesi".
Il Governatore pugliese, il 14 ottobre ha rilasciato un'intervista al quotidiano La Repubblica, nella quale ha dichiarato che il progetto è "il vettore, in entrata e in uscita, per la circolazione culturale ed economica delle produzioni musicali. Un'etichetta che mette insieme i musicisti pugliesi, li aiuta a superare le difficoltà di ogni passaggio della vita artistica. Avere i luoghi in cui provare, gli spazi e le tecnologie per produrre musica, li aiuta a conoscerci e a scoprire il mondo, a internazionalizzarsi. Contemporaneamente, aiuta la Puglia a sprovincializzarsi dal punto di vista musicale, perché è un'etichetta che diventa polo d'attrazione per musica di qualità a livello mondiale. Si tratta di un altro segmento importante di quel distretto industriale della creatività a cui stiamo lavorando".
Praticamente un marziano. Ma che vive sulla Terra, confrontandosi con la realtà quanto basta per sapere che la sua regione in quel frangente è viva e vitale. 
Come lo è la Sardegna. CAGLIARIFORNIA ne è semplicemente una testimonianza, con le 108 band che fino ad ora ha censito (ma sono quasi tutte di Cagliari e provincia e tante ne mancano). In potenza potrebbero essere 108 aziende creatrici di lavoro diretto e un indotto straordinario. Senza contare la ricchezza più importante, non quantificabile in denaro: la cultura. La cultura che secondo Tremonti non dà da mangiare, ma della quale non ne sentirebbe il sapore nemmeno imboccandogliela con il cucchiaino.
Intanto in viale Trento e in via Roma si parla di nulla sotto vuoto spinto, figuriamoci se hanno mai ascoltato o almeno sentito nominare i Rippers, le MAB, i Ratapignata, i Sikitikis o i Bentesoi, giusto per citare i primi che mi vengono in mente, senza voler fare torto a nessuno. Gruppi che suonano in giro per l'Italia e per l'Europa, che tanti oltre tirreno conoscono e apprezzano, ma che purtroppo sono sconosciuti non solo ai becchini, ma anche agli autoctoni morti viventi che credono che sia Cagliari ad esser morta e non loro. E pure il rock avrebbe la forza dirompente di resuscitare i morti, quei morti che sono fonte di sostentamento di quegli stessi becchini che il rock vorrebbero ucciderlo. Così il cerchio si chiude. Come nella neolingua orweliana, la morte è vita. Per i becchini.


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