i
i
i

martedì 2 novembre 2010

LA CRISI DI IRS INTERESSA TUTTI - UN COMMENTO DI MARIO CARBONI

Ricevo e volentieri pubblico un commento di Mario Carboni al mio post di ieri intitolato "Cosa succede nell'IRS?", in cui veniva citato un suo passaggio relativo ad un suo scambio di opinioni con la scrittrice Michela Murgia. "La crisi di IRS intesa positivamente come occasione di cambiamento interessa un po' tutti" è una frase del suo commento, dalla quale mi è sembrato giusto trarre ispirazione per il titolo di questo post.
Una piccola precisazione va fatta in merito al fatto che i miei post non sono firmati: il motivo è legato al fatto che dò per scontato che CAGLIARIFORNIA è il mio blog personale, come specificato nella sezione "About" in alto a sinistra e che quindi i post non firmati sono da attribuire a me. Per il resto buona lettura.

di Mario Carboni


I commentatori politici, del ristretto numero che commenta l'area nazionalitaria faccio parte,compreso l'estensore dell'articolo sul "cagliarifornia" dovrebbero firmare ciò che scrivono.

Sarebbe un atto di trasparenza e aprirebbe anche un campo nuovo nella politica in Sardegna ed un ruolo a ben identificati commentatori esterni alle forze politiche organizzate e in campo. Ora la crisi di IRS intesa positivamente come occasione di cambiamento interessa un po' tutti. Se il trend elettorale continuasse costituirebbe non solo per le idee espresse ma sopratutto per i numeri un fattore di cambiamento non indifferente viste le leggi elettorali in vigore. Sia che si presenti da solo o in alleanza con i due poli alle prossime regionali ( alle prossime amministrative potrebbero fare il botto compresa Cagliari) avrebbero davvero un potere aggiuntivo di non poco conto. Ma in gioco c'è il premio di maggioranza ed il listino e credo che queste siano molto prosaicamente le poste in gioco.
Ma cè tempo ancora da trascorrere salvo sorprese di elezioni anticipate sempre possibili a partire da quelle parlamentari. Altra questione politica da risolvere perchè il peso di iRS è trattabile con una o due elezioni sicure al Parlamento con i possibili alleati.
Ora la questione passa dall'ideologia alla pratica dei numeri perchè sono i numeri che danno le maggioranze e sopratutto rispetto ad una questione fondamentale: chi possiede la titolarità del simbolo e di presentare le liste ?
Valutare questa questione per IRS mi è difficile perchè si son dati una organizzazione diversa da quella di tutte gli altre forze politiche. Normalmente nei partiti, nelle associazioni in genere, una testa vale un voto, da quando una persona aderisce ad un partito, ne accetta la linea e le regole e inizia a militare o semplicemente a tenere la tessera in tasca.
Dalle elezioni dell'organizzazione di base, cellula, gruppo, circolo in poi l'iscritto può progredire verticalmente sino a poter diventae segretario o presidente. Alcune organizzazioni, in genere culturali cercano di salvaguardare i fondatori con articoli statutari che danno ai fondatori qualche vantaggio o comunque assicurano la loro presenza nei vertici.
Nei partiti politici questo è pù difficile per vari motivi e questo metodo è ritenuto non democratico e trasparente.
A volte regole di questo tipo vengono proposte da forze politiche di recente fondazione ma all'allargarsi della base vengono poste regolarmente in discussione all'emergere di nuovi leader e con sfracelli e scontri di non poco conto.

Per Irs dicevo, è difficile valutare perchè i fondatori si sono ritagliati statutariamente un grande ruolo e l'organizzazione a diversi livelli è sottoposta ad un passaggio da un livello all'altro non in forza ad elezioni dal basso ma ad una cooptazione legata a valutazioni del gruppo dirigente.
Si può dire che malgrado le intenzioni la mobilità verso l'alto dell'aderente iniziale e quindi la sua accettazione a tutti gli effetti come
militante sarebbe sottoposta ad un filtro deciso dal vertice dei fondatori, eliminando se necessari ogni possibile contestazione, novità o idea innovativa.
Il meccanismo assicurerebbe ai fondatori ed al gruppo a loro più vicino un controllo organizzativo ma sopratutto ideologico del partito o movimento, anche con non accettazioni di candidature all'emersione dal primo livello ed anche espulsioni quando chi sarebbe riuscito ad essere "attivista" o vi si sia avvicinato molto, manifestassse opinioni non ortodosse.
Questo meccanismo però è saltato quando una persona, lamentando discriminazione ed ingiustizie e come sempre sentendosi nel giusto contro lo sbagliato di altri, ha diffuso in internet un documento che raccontava lo scontro nel'organismo dirigente di IRS e le dimissioni del segretario e del suo gruppo.
Quel documento avrebbe dovuto essere mantenuto segreto o riservato e siccome IRS non aveva ufficializzato lo scontro, solo dopo molti giorni e solo dopo che i media avevano rilanciato la notizia, alcuni setori di Irs hanno prodotto dei comunicati che però non davano conto dei veri motivi politici.
In effetti, per diversi versi, che possono essere valutati in un altro commento, la vicenda ha somigliato ad analoghe di organizzazioni piramidali e fideistiche di matrice americana, religiosa o di marketing piramidale, tipo dianetica, herbalife ecc nelle quali ex aderenti ingaggiano battaglie contro i loro antichi leader, pubblicizzando verità vere o fasulle, segreti organizativi, rivendicando la giusta linea contro i vertici. Al contrario reagendo a questi attacchi l'organizzazione si compatta, minimizza, a volte accusa i contestatori di essere dei matti, adisce a vie legali.
E' naturalmente un campo ambiguo e scivoloso che sconta l'approccio fideistico, liberatorio, ideologistico, totalizzante, emotivo, che mette in gioco tante bravissime persone ma anche qualche disturbato mentale.
E' difficile quindi capire come la battaglia politica dentro IRS che si presume sia per la leadership e come ho scritto per il potere di rappresentanza e il controllo del simbolo elettorale e della presentazione delle liste, si possa sviluppare.
Probabilmente nel loro statuto c'era qualcosa di non previsto in occasione di crisi politiche interne di questo tipo.
Infatti se la segretaria avesse avuto la maggioranza, che necessità avrebbe avuto di dimettersi?
Se si è dimessa quindi per non aver più la maggioranza, questa è saldamente nelle mani di Sale?
Questioni tutte aperte proprio perchè l'organizzazione di IRS è diversa da quella dei partiti e movimenti democratici tradizionali e non è facile prevedere come la conta dei numeri di chi ha il potere di eleggere il segretario possa dare un risultato che non apra una frattura con lancio di piatti e litigi sulla divisione dei beni.
Per adesso fanno tutti finta di nulla e rilasciano dichiarazioni che sottolineano la sicurezza nel futuro, nelle solidità organizzativa e ideologica, nella certezza che la crisi è solo espressione di democrazia e occasione di ulteriore crescita.
Spero che ciò sia vero perchè sarebbe proprio triste vedere un'organizzazione politica sarda morire nella culla o dividersi clamorosamente in due dopo un preriodo di separazione in casa.



Nessun commento:

Contribuisci al dibattito in modo sereno e costruttivo.