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venerdì 19 novembre 2010

LE FACCE TI GUARDANO STORTO QUANDO SEI SOLO - PARTE PRIMA

      Quel giorno avevo accompagnato mio nonno al cimitero di Père Lachaise per lavoro. Ci vado spesso con lui in giro per lavoro, sin da quando ero piccolo. Mio nonno è un falegname di bare e uno scultore di lapidi. Tutti dicono che è un brutto lavoro, ma lui è contento.
E l’importante è essere contenti, non trovi anche tu Jim? Mio nonno mi dice sempre che lui è un artista nero e anche se non ho capito bene cosa intenda dire, a me piace guardarlo mentre lavora. Qualche volta gli do anche una mano e quando gli do una mano, lui mi dà dei soldi. Sulle bare mi ha insegnato tutto quello che sa. Sulle lapidi invece dice che c’è poco da dire e molto da fare. Comunque…
Mio nonno sapeva che quello di Père Lachaise è il mio cimitero preferito… beh… anche il cimitero di Montparnasse mi piace, ma quello di Père Lachaise, mi piace di più… Comunque… Mio nonno questo lo sapeva, onde ragion per cui mi disse che potevo farmi la solita passeggiata mentre lui faceva il lavoro. Lo sai Jim che qui al cimitero di Père Lachaise ci sono tanti personaggi famosi? Morti, intendo. E’ proprio così, infatti mio nonno dice che quando morirà, vorrà essere seppellito lì. Non perché è famoso, ma perché è un artista, e al cimitero di Père Lachaise ci sono tanti artisti. Sempre morti, intendo. Adesso lo conosco a memoria questo cimitero… beh… anche quello di Montparnasse e anche quello di Montmartre e anche quello di Passy e anche quello di Picups… insomma Jim, quello che voglio dire è che a quei tempi non lo conoscevo ancora a memoria, onde ragion per cui andavo in giro per il cimitero di Père Lachaise, consultando la cartina che danno ai turisti all’ingresso. Comunque… Nella cartina ci sono segnati i punti dove sono sepolti i personaggi famosi, anche se io non conoscevo nessuno di quei personaggi, Jim. Onde ragion per cui quando tornavo a casa, prendevo l’enciclopedia di mio nonno e cercavo i nomi che avevo letto sulle tombe che avevo visto. I nomi di quelli famosi, non di tutte le tombe, Jim. Insomma… quel giorno avevo dimenticato la mia cartina dove avevo segnato le tombe famose dei personaggi famosi che avevo già visitato e che quindi erano diventati famosi anche per me. Ma sono un tipo sveglio io Jim, e non mi sono perso d’animo, onde ragion per cui, quel giorno decisi di seguire i pasticci sulle tombe.
Non c’è più rispetto nemmeno per le opere d’arte, diceva mio nonno, ogni volta che li vedeva. Non è bello pasticciare le tombe degli altri, vero Jim? Se uno volesse pasticciare la sua tomba… cioè… se uno potesse pasticciarla, insomma se uno fosse vivo… Va bene, se uno fosse vivo non avrebbe una tomba sua da pasticciare, ma se da morto potesse pasticciare la sua tomba, sarebbe libero di farlo, no? Ma le tombe degli altri non sono la tua tomba, e allora non è giusto pasticciarle. Comunque... Non mi ero mai preoccupato dei pasticci sulle tombe degli altri, onde ragion per cui non mi ero mai avvicinato a vedere cosa c’era scritto. Avevo solo notato delle grosse frecce di tanti colori, disegnate a pennarello che andavano tutte da una parte. Quel giorno, non avendo la cartina da seguire, decisi di seguire le frecce colorate. Da qualche parte dovevano pur portare, Jim. Non è che uno disegna una freccia così, tanto per disegnare, no? Soprattutto se le disegna sulle tombe degli altri. Va bene, forse uno si. Magari uno può decidere di disegnare una freccia sulla tomba di un altro, così, tanto per disegnare, ma non mille e mille persone, no? Onde ragion per cui, decisi di seguirle. Seguendo seguendo seguendo, mi accorsi che sopra tutte le frecce c’era scritto qualcosa, e allora mi avvicinai a una freccia per leggere cosa c’era scritto e vidi che su quella freccia c’era scritto “Jim”. Mi avvicinai a un’altra e a un’altra e a un’altra e a un’altra… e su tutte c’era scritto “Jim”. C’era scritto il tuo nome Jim! Beh, a dire tutta la verità, la prima cosa che pensai è che quella era la firma del disegnatore di frecce. Poi però pensai a quello che ripete sempre mio nonno: mai fidarsi delle apparenze. E allora mi venne in mente che quelle frecce portavano da qualcuno che si chiamava Jim. Sono un tipo sveglio io!
Alla fine delle frecce c’era un sacco di gente. E’ facile trovare un sacco di gente nello stesso punto di un cimitero, basta sapere dove seppelliscono un nuovo morto. Ho visto tanti nuovi morti essere seppelliti in cimitero, ma la gente che seppellisce il nuovo morto sta sempre in silenzio. E se non sta in silenzio, piange. E se non piange e non sta in silenzio, è un prete. Ma alla fine delle frecce nessuno piangeva e nessuno stava in silenzio, però nessuno di loro era vestito da prete. C’era chi suonava la chitarra, chi i tamburelli, chi cantava, chi beveva vino o birra, chi fumava, chi chiacchierava, chi si… ehm... si baciava… Così pensai che non doveva essere un seppellimento di un nuovo morto. E pensai anche che in nessuna tomba di un vecchio morto famoso avevo mai visto così tanta gente, neanche in quella di Serge Gainsbourg, che era l’unico famoso che per me era famoso anche senza l’enciclopedia e quindi era molto famoso! Beh, in realtà per me era famoso perché è il cantante preferito di mio nonno. Mio nonno ascolta sempre Serge Gainsbourg quando fa una nuova bara. Hai capito chi è Serge Gainsbourg, Jim? E’ quello che… è quello con la fidanzata bionda… quella che mugola e lui… e lui dice che non la ama… non la ama, ma va lo stesso avanti e indietro e… ehm... Insomma, è quello che fa l’amore con la fidanzata in una canzone… ecco, l’ho detto! Bada bene Jim, la tomba di Serge Gainsbourg è nel cimitero di Montparnasse, quindi non cercarla qui nel cimitero di Père Lachaise… Comunque… Nemmeno nella tomba di Serge Gainsbourg avevo mai visto tanta gente Jim, onde ragion per cui pensai che tu dovevi essere il più famoso di tutti i morti del cimitero di Père Lachaise. Anzi, il più famoso di tutti i morti dei cimiteri di Parigi! Non è stato difficile arrivare davanti alla tomba, perché nessuno era interessato alla tomba. Tutti erano occupati a suonare a cantare a bere a chiacchierare e… e a baciarsi… Ah! anche a fumare! Fumavano delle sigarette diverse da quelle che fuma mio nonno. Quelle di mio nonno puzzano, mentre quelle che fumavano loro erano profumate. Io non fumo Jim, mi fa schifo il fumo, anche quello sputato dagli altri. Però quello di quelle sigarette profumate era profumato, onde ragion per cui, mi fermai per un po’ in mezzo a quella gente a respirare il fumo profumato sputato dagli altri. E anche a guardarli, Jim. Dovevano essere tutti molto poveri, perché non avevano mai una sigaretta per ciascuno, onde ragion per cui per risparmiare, fumavano a turno la stessa sigaretta. Si vedeva anche dai vestiti che erano molto poveri. E anche dai capelli, perché certamente non avevano i soldi per poterseli tagliare. Comunque…
Arrivato alla tomba, non so perché, mi girava la testa e ridevo ridevo ridevo… Mentre ridevo vidi una lapide bruttina dove sopra c’era scritto “James Douglas Morrison – 1943-1971” e poi un’altra cosa scritta in una lingua strana con delle lettere strane. Pensai di aver sbagliato tomba, perché sulla lapide non c’era scritto “Jim”, e poi tutte le tombe dei morti famosi erano bellissime, non come questa schifezza! Con rispetto parlando Jim… La mia tomba preferita è quella di Oscar Wilde. Quanto è bella! Ogni donna che va a visitarla le da un bacio da quanto è bella. Lo so, perché è piena di disegni a forma di labbra. Credo che anche gli uomini la bacino, ma non ne ho le prove, perché gli uomini non mettono il rossetto, onde ragion per cui non lasciano il segno sulla tomba. Comunque… Lì vicino non c’era nessuna tomba dove c’era scritto sopra “Jim”, ma non mi persi d’animo e decisi di andare all’ingresso del cimitero per vedere nel cartellone dei personaggi famosi, chi era questo James Douglas Morrison e soprattutto dove cavolo era questo “Jim”. Con rispetto parlando… Comunque… Sono un tipo sveglio io, e infatti risolsi il mistero! Sul cartellone, nel punto dove era seppellito James Douglas Morrison, c’era scritto “Jim Morrison – Cantante”. Capito Jim? “Jim” era il diminutivo di James, quindi il “Jim” delle frecce di cognome si chiamava Morrison! Vabbè, è inutile che lo spiego a te, Jim... E’ vero però che c’era quel “Douglas” lì in mezzo, e che un po’ la cosa mi spiazzò, ma pensai che alla fine non era poi così importante.



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2 commenti:

  1. Abbi pazienza, ma "onde ragion per cui" non si può sentire! Non so dove tu l'abbia letto o sentito ma è una ripetizione a dir poco ridondante e ovviamente scorretta: è come dire "sicché per cui"...

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    1. A parte che, per quanto desueto, "onde ragion per cui" lo si legge e lo si sente sia in prosa che in poesia...
      Mi pare comunque evidente, considerata l'eccentricità del protagonista, che la scelta della locuzione sia voluta.

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