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lunedì 22 novembre 2010

LE FACCE TI GUARDANO STORTO QUANDO SEI SOLO - PARTE SECONDA

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      Decisi di tornare da mio nonno. Durante la camminata mi chiesi come mai, il morto più famoso di tutti i cimiteri di Parigi, avesse quella schifezza di tomba. Ehm… con rispetto parlando… Pensai che forse eri un cantante povero e forse era per quello che c’erano tutti quei poveri che andavano a trovarti.
Ma tutti i cantanti poveri che conoscevo, suonavano nella metropolitana e nessuno di loro era famoso. Mentre pensavo e camminavo e camminavo e pensavo e ogni tanto ridevo, ridevo di gusto! ...chissà poi perché... mi accorsi di essere arrivato da mio nonno. Lo trovai con il suo solito berretto in testa, seduto sulla tomba sulla quale aveva lavorato, che fumava una sigaretta puzzolente e cantava “Requiem per uno stronzo”. Scusa la parolaccia, Jim, ma la canzone che stava cantando si intitola proprio così. La canta sempre ogni volta che finisce un lavoro in cimitero. Si siede sul suo lavoro, si accende una sigaretta puzzolente e canta “Requiem per uno stronzo”, mentre con una mano giocherella con il basettone sinistro. E’ una canzone del suo cantante preferito, Serge Gainsbourg, quello che fa… che fa l’amore nella canzone con la sua fidanzata bionda, ricordi, Jim? Comunque…
       Lo salutai e per prima cosa gli consigliai di provare a comprare le sigarette profumate, la prossima volta che andava dal tabaccaio. Poi, mentre camminavamo verso l’uscita del cimitero, gli chiesi se sapeva qualcosa su di te. E sai cosa mi rispose, Jim? Mi rispose che la tua lapide era una schifezza! Beh, scusami se te lo dico Jim, non offenderti, ma se lo dice mio nonno puoi crederci. Mio nonno è uno scultore di lapidi, un artista nero. Poi mi disse che era più bella quella che avevi prima di questa e che quella che c’era prima l’aveva fatta lui. Anche il tuo busto aveva fatto lui. Allora gli chiesi come mai l’avevano cambiata e lui mi disse che la sua opera d’arte l’avevano riempita di pasticci e qualcuno aveva rubato il tuo busto, onde ragion per cui qualcuno aveva deciso di cambiarla con quella… ehm… schifezza. Gli chiesi se anche la tua bara l’aveva fatta lui e lui mi disse di no, che quella bara non l’aveva fatta lui, ma che aveva assistito al tuo seppellimento perché gli avevano chiesto di fare il lavoro in fretta e furia, onde ragion per cui, aveva potuto consegnare il lavoro solo all’ultimo momento. Gli chiesi quante migliaia e migliaia di persone c’erano al tuo seppellimento e se c’erano altri famosi che partecipavano al tuo seppellimento. Famosi vivi intendo. Lui mi rispose che ce n’erano soltanto quattro di persone, due uomini e due donne. Allora gli dissi che non era possibile, visto che eri nell’elenco dei morti famosi del cimitero. Lui mi disse che non lo sapeva, non sapeva perché non c’erano migliaia e migliaia di persone. Sapeva soltanto che eri un cantante americano di un gruppo chiamato “Le Porte” e che l’unica persona famosa al tuo seppellimento, era una regista che aveva fatto un film con la fidanzata bionda di Serge Gainsbourg, ma mio nonno non si ricordava il nome di questa regista. Certo che è proprio fissato mio nonno con Serge Gainsbourg…
Insomma Jim, dalle frecce in poi è stato tutto un mistero e nemmeno l’enciclopedia di mio nonno mi ha aiutato. Non c’era niente ne su Jim Morrison, ne su James Douglas Morrison, ne su “Le Porte”. Ma volevo saperne di più, onde ragion per cui non mi persi d’animo. Qualche prova ce l’avevo, Jim. Sapevo che eri un cantante e sapevo che eri famoso e se univo queste due prove, sapevo con certezza che eri un cantante famoso! E i cantanti famosi fanno i dischi, onde ragion per cui quel pomeriggio andai nel negozio dove mio nonno compra i suoi dischi di Serge Gainsbourg. Beh, anche io compro i dischi per me in quel negozio. Compro i dischi dei morti famosi. Non di tutti i morti famosi, solo dei cantanti morti famosi. Beh, non solo dei cantanti, anche dei musicisti morti famosi. Sai Jim, a me piace molto la musica. Ho comprato tanti dischi da quando giro per i cimiteri. I miei preferiti a parte te sono, Dalida, Edith Piaf, Frédéric Chopin, Gioacchino Rossini, Yves Montand, Maria Callas… Maria Callas non ha una tomba, lo sai Jim? A lei l’ hanno messa in un buco dentro un muro insieme ad altri morti non famosi, perché dopo che è morta l’hanno bruciata e polverizzata. Me lo ha detto mio nonno. Mio nonno dice che i morti che si fanno bruciare e polverizzare sono la sua rovina. Comunque…
Il negoziante mi conosce, perché vado spesso a comprare dischi, anche senza mio nonno. Un altro morto? mi disse appena mi vide entrare. Non è molto simpatico il negoziante, sai Jim? Io gli dissi di si. Gli dissi che stavo cercando un disco di Jim Morrison o di James Douglas Morrison o de “Le Porte”. Lui si mise a ridere, si grattò la testa pelata e sparì nel retro del negozio. Dopo un po’ riapparse con un disco in mano. Questa è una raccolta delle migliori canzoni de “Le Porte”, mi disse con un sorrisetto. Però mi accorsi che nella copertina, in alto a destra, c’era scritto “The Doors” e allora gli dissi che non era quello il disco che cercavo. Lui allora mi disse che “The Doors” in inglese voleva dire “Le Porte”. Io gli risposi che “Le Porte” erano un gruppo americano, non inglese. Allora lui si mise a ridere di gusto. Poi si fece serio, si grattò la testa pelata, si scusò e disse che si era sbagliato, che voleva dire in americano, non in inglese. Sai Jim, non ci avevo pensato prima, che “Le Porte” era il nome tradotto dall’americano, del tuo gruppo. Sono un tipo sveglio io, ma non ci avevo proprio pensato perché ci ho fatto l’abitudine. Ci ho fatto l’abitudine al fatto che mio nonno traduce tutte le parole straniere. Mio nonno dice che abbiamo la nostra lingua, quindi non vede perché dobbiamo usare quella degli altri, soprattutto quella degli americani. Non prendertela Jim, ma a mio nonno non piacciono gli americani. Dice sempre che sono degli sporchi imperialisti. Non so bene cosa voglia dire, però credo che abbia a che fare con l’igiene personale.
Comunque… Il negoziante disse anche che quello nella foto della copertina eri tu. Presi il disco in mano, lo guardai con attenzione eh… allora… insomma… guarda che a me piacciono le femmine Jim, e poi tu sei mio fratello, però… però Jim eri bellissimo! anche se avevi i capelli lunghi eri bellissimo! e magrissimo! Sai Jim, ho pensato che mi sarebbe piaciuto essere come te. Tu adesso mi vedi così, ma allora ero grassottello. Grassottello e con i capelli tagliati a scodella. E' stato in quel momento che mi è venuta una grande idea.
Vedi Jim, tanti anni fa, io non avevo un fratello e visto che il mio papà era uscito a comprare le sigarette e non era ancora tornato, e non è tornato nemmeno dopo che è morta la mamma, ho pensato che forse potevo adottare un fratello maggiore. D'altronde Jim, lo sai meglio di me, lo dici anche in una tua canzone: le facce ti guardano storto quando sei solo. Mio nonno diceva che non era possibile, che non si poteva adottare un fratello maggiore e neanche uno minore. Mi ha spiegato il perché, ma non ci ho capito molto. L’unica cosa che ho capito è che la legge non te lo fa fare. Comunque... Trovo che non sia giusto non poter adottare un fratello maggiore, non trovi anche tu, Jim? E neanche uno minore! Beh, anche se fosse possibile, bisognerebbe trovare qualcuno che sia d’accordo a diventare tuo fratello maggiore, ma io ho pensato che se lo chiedi a un morto, lui non ti risponde, giusto? E mio nonno dice sempre che chi sta zitto è d’accordo, o qualcosa del genere. Allora ho deciso di adottarti. Tra l’altro né io né te lo avremmo mai detto alla legge, quindi avevamo un segreto tra fratelli e come inizio non era affatto male, non trovi Jim? L’unico inconveniente è spuntato con il passare del tempo perché tu quando sei morto ti sei fermato, ma io ho continuato a compiere gli anni, onde ragion per cui ora mi ritrovo con un fratello minore. Ma non importa, nessun rapporto tra fratelli è perfetto, vero Jim? Comunque…



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