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venerdì 19 novembre 2010

UNA MAPPA INTERESSANTE



La mappa dell'Italia del X secolo che vedete qui sopra, in realtà in se non ha nulla di straordinario. La suddivisione dei territori corrisponde alla realtà storica dell'epoca. 
Anche il dettaglio riguardante la Sardegna che vedete qui a destra, riporta fedelmente la suddivisione dei territori nei quattro regni giudicali medievali. La legenda riporta correttamente la situazione reale, con la dicitura "Territori ex bizantini indipendenti".
Allora cosa avrà mai di tanto interessante questa normalissima mappa? La cosa interessante è che la fonte da cui è tratta non è una fonte sarda, né del professor Francesco Cesare Casula, né di qualsiasi altro storico sardo. La fonte è italianissima, ovvero è il Dizionario enciclopedico di arti, scienze, tecniche, lettere, filosofia, storia geografia diritto e economia della Zanichelli, nell'edizione del 1999.
La mappa è interessante perché è praticamente impossibile trovare in qualsiasi manuale italiano di storia medievale per le scuole elementari, medie e superiori (e spessissimo anche nei testi universitari) la Sardegna come in realtà era dopo la caduta dell'impero bizantino fino ai primi decenni del 1400. 
Solitamente la si trova suddivisa tra pisani e genovesi fino al 1297 e da quella data in poi la si trova assoggettata agli aragonesi, che in realtà la sottomettono completamente solamente intorno al 1420. 
Naturalmente entrambe le suddivisioni nelle diverse mappe disseminate nei libri di storia, sono chiaramente false, anche se non si può negare che sia i pisani e i genovesi prima, che gli aragonesi poi (sino alla sottomissione dell'isola) stipulavano degli accordi con i regni giudicali e ne influenzavano in qualche modo la politica. Questa però è una cosa molto diversa dal governo e dalla giurisdizione diretta. Sarebbe come se in una mappa dell'Europa della guerra fredda le zone di influenza di U.S.A. e U.R.S.S. non venissero identificate come tali, ma diretti possedimenti statunitensi e sovietici, cosa che nella realtà storica non è stata.
I giudicati, per semplificare, erano in qualche modo delle zone di influenza, ma erano dei regni sovrani e indipendenti, come correttamente riportato da questa mappa. Ciò nonostante perdura tra i sardi il luogo comune del "siamo sempre stati dominati", che è appunto un luogo comune e che è il risultato della "omissione" dei libri di storia italiani su cui tutti abbiamo studiato.
Urge l'insegnamento della storia della Sardegna nelle scuole dell'Isola, ancor prima della lingua sarda, perché se domandiamo a un muto chi è, lui ci saprà rispondere, ma se lo chiediamo a una persona che ha l'uso della voce ma ha battuto la testa e perso la memoria, non potrà mai farlo. Anche se parla il sardo.


4 commenti:

  1. Ancora questa storia che abbiamo bisogno dell'Italia per avere l'"avallo" sulla nostra storia.
    Gli studiosi sardi sono abbastanza preparati e privi di pregiudizi nazionalitaliotici per essere considerati credibili.
    Sfido chiunque a trovare un numero significativo di sardi che non siano a conoscenza dell'importanza dei giudicati nella loro storia.

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  2. IO PENSO CHE TUTTO SIA DATO DAL FATTO CHE ALLORA SI STUDIAVA E ADESSO SI VA' A SCUOLA!
    Commendatore Chiara Vigo
    Maestro di Bisso marino

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  3. Già da anni i programmi di insegnamento ministeriali possono essere modificati localmente, purché con valenza educativa comprovata. Quindi materie come storia, geografia, scienze e altro possono essere già insegnate partendo dal "locale" per arrivare al "generale". Occorre buona volontà e testardaggine da parte dei docenti, e (visto che i libri di testo necessariamente si devono basare sui programmi ministeriali) documentazione integrativa. Pensiamo però, ad esempio, all'impero romano o alle invasioni barbariche raccontati dal punto di vista isolano, o alla geologia di cui la Sardegna è un museo a cielo aperto, o altro... l'immaginazione, se vuole, può già andare al potere.

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  4. La storia è vecchia ma, sopratutto, la Storia è falsa! Sembra un banale gioco di parole ma in effetti voglio solo affermare ciò che palesemente emerge consultando i libri di Storia "ufficiali", scolastici o meno. E tutti quei sardi che si fermano a quel livello di conoscenza, finiranno per non apprendere mai la vera Storia della nostra amata terra. Questo è un dato di fatto oggettivo. Basta andare in giro per strada e interrogare i passanti. Io stesso sono una vittima di quel "sistema" che tende ad oscurare la vera Storia della Sardegna. Quanti testi è necessario consultare per conoscere quella vera? Quanti musei, quanti siti archeologici, anche extra regionali, è necessario visitare? E per fortuna che esiste Internet e la libera circolazione di dati in materia, sennò...
    Dunque, che ci sia un interesse comune perché la vera Storia, non solo della Sardegna, non venga divulgata all'umanità è cosa oramai consolidata. Gli interessi sono molteplici, economici (turismo archeologico), religioso (guai a mettere in dubbio le "verità" della Chiesa), politico (guai a mettere in dubbio la sovranità oggi consolidate), etc.
    Fino a quando prevarranno queste motivazioni, dipendenti dai grandi potentati che governano il mondo, la vera Storia si potrà occultare e le civiltà "minori" potranno essere comodamente cancellate. E' successo ieri grazie agli Egiziani, i Greci ed i Romani, è successo di recente con i colonizzatori europei a danno dei nativi americani ed australiani e succede ancora oggi con lo sterminio dei Curdi, o il caso Cina con gli Uiguri o il Tibet.
    Per fortuna che esiste Internet. Anche voi, grazie al vostro sito, potete contribuire alla causa comune per la divulgazione della vera Storia della Sardegna. Dai fatelo. Ne avreste solo vantaggi.

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