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mercoledì 24 novembre 2010

VITO BIOLCHINI RISPOLVERA UN SIGNIFICATO DESUETO DELLA PAROLA "SARDIGNA": IMMONDEZZAIO (PER LA SPAZZATURA CAMPANA)

Il 23 novembre Vito Biolchini, direttore della testata giornalistica di Radio Press, ha pubblicato nel suo blog personale un post intitolato "Rifiuti a Napoli: Saviano e Fazio invitino Soru in trasmissione. E noi sardi prendiamoci l’immondezza della Campania".

Nel suo post, Biolchini sostiene che la Sardegna, insieme alle altre regioni, dovrebbe farsi carico dello smaltimento dei rifiuti campani in nome della solidarietà nazionale e fa appello a Fazio e Saviano perché invitino Renato Soru a Vieni via con me, per testimoniare la sua "straordinaria mossa politica che ha dato lustro e onore alla sua presidenza", ovvero quella di accogliere parte dei rifiuti campani durante la "emergenza" del 2008.

Beh, intanto sarebbe molto meglio che Soru, piuttosto che andare in TV, ogni tanto presenziasse alle sedute del Consiglio Regionale, visto che con il 98% di assenze, è il consigliere più assenteista della legislatura.

Per il resto che dire? In realtà non c'è tanto da aggiungere rispetto a ciò che già in molti hanno detto in risposta al post di Biolchini. Tra l'altro in maniera civile, circostanziata e con cognizione di causa.

Con Biolchini condivido la parte relativa al conformismo della classe politica sarda, indipendentisti esclusi. Gli indipendentisti hanno un sacco di handicap, ma non certo quello della miopia. La condivido solo nella misura in cui si riconosce la protesta del centrodestra di allora, come strumentale e in malafede. Protesta capeggiata da un Mauro Pili nelle improbabili vesti di condottiero barricadero, difensore della violata dignità dei sardi.

Perché se all'epoca dei fatti, Pili fosse stato Presidente della Regione e a Palazzo Chigi ci fosse stato il "governo amico" di Silvio Berlusconi, le parti, con tutta probabilità, sarebbero state invertite. Pili sarebbe stato il "lungimirante" e Soru il "barricadero". Solo che all'epoca il "governo amico" era quello di Romano Prodi e così, con "lungimiranza", ci sono toccati i rifiuti campani. (Ottimo pretesto per sfogare la rabbia degli Sconvolts per quello spareggio perso a Napoli col Piacenza, che ha contribuito a rendere razzisti molti cagliaritani idioti.)

Perché il problema della Sardegna sono sempre questi "governi amici".
Che in amicizia si tengono 9 miliardi di euro di tasse che sono nostri mentre noi spiantati, pensiamo follemente all'opportunità di accendere un mutuo per rimodernare la Sassari - Olbia.
Che in amicizia dirottano i soldi dei FAS per risarcire gli allevatori padani che hanno violato le quote latte, mentre manganellano a sangue i nostri allevatori.
Che in amicizia mandano in nomination i partecipanti all' Isola dei Cassintegrati e che vogliono salvare Alcoa costruendoci una centrale nucleare, così l'energia costa meno.
Che in amicizia riempiono le nostre carceri con i boss della camorra, gli stessi boss che sono responsabili, insieme agli amministratori (perché negarlo? non lo ha fatto nemmeno Saviano) delle montagne di rifiuti per le strade di Napoli, mentre la penisola è disseminata di detenuti sardi che per legge avrebbero diritto di scontare la pena in Sardegna.
Che in amicizia ci uccidono con le nanoparticelle dell'uranio impoverito provenienti dalle servitù militari o con le raffinerie di petrolio, in nome dell'interesse nazionale. E naturalmente dell'amicizia.

Ci volete mettere una scopa in culo cosi' vi ramazziamo la Campania? (Giusto per citare una nota canzone di Elio e le storie tese, che non a caso è intitolata "Servi della gleba".)
Va bene, mettetecela questa scopa, perché noi siamo solidali. Siamo solidali anche se non ce lo possiamo permettere. Siamo solidali come uno zoppo che aiuta un cieco ad attraversare la strada, come ha detto un commentatore del blog di Biolchini.
Mentre quelli che hanno gli arti funzionanti e godono di sana e robusta costituzione sotto il sole delle Alpi, attarversano velocemente la strada per i fatti loro, magari disseminando il percorso del cieco con la loro spazzatura. Corresponsabili come i camorristi e gli amministratori campani. 

Ma per fortuna ci siamo noi sardi con la nostra solidarietà. Solidarietà che diamo a tutti, insieme alla parte del nostro corpo che solitamente usiamo per sederci, salvo poi sbandierarla per rivendicare l'elemosina con il "governo amico" di turno.  E' per questo che siamo sempre in prima fila per essere gli "italiani" più solidali. Siamo talmente italiani che ci comportiamo come gli italiani, mai solidali con i sardi. La "Sardigna" non ci interessa e la trattiamo come la trattano i "governi amici" italiani. Come un "luogo fuori porta ove si ammucchiano le carogne e i rifiuti della macellazione". Parola di vocabolario della lingua italiana.



8 commenti:

  1. Solidarietà nazionale? Di quale nazione?
    Biolchini probabilmente non ha chiaro il concetto di nazione..

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  2. condivido.. tranne che per lo zoppo che aiuta il cieco. Trovo più calzante e paradossale un cieco che aiuta lo zoppo ad attraversare..

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  3. la parte più importante dell'articolo di Biolchini è quando chiede a Fazio e Saviano di invitare Renato Soru sperando che qualcuno anche a distanza di due anni magari si vergogni dell'assalto alla casa di Soru che ha rappresentato una delle pagine più vergognose della storia cagliaritana...a me questo fatto sembra più rilevante delle assenze di Soru al consiglio regionale, ma sarà una mia fissazione..........Marcella

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  4. Penso che l'articolo non affronti quello che io ritengo il cuore del mio ragionamento, e cioè: aiutare i campani a smaltire i rifiuti è in questo momento, come spiega bene Saviano, un modo per combattere la Camorra. Capisco che dal punto di vista dell'indipendentismo parlare di solidarietà nazionale è un paradosso, ma, cari amici, sfrondando i ragionamenti dagli argomenti laterali, come pensate si debba risolvere l'emergenza rifiuti a Napoli? Dicendo solamente "noi siamo indipendentisti"?
    Quanto al resto, registro in questo intervento un vittimismo conformista: la Sardegna ha preso sonore batoste da questo e da altri governi, né più e né meno delle altre regioni del sud. Rivendicare un gap storico è giusto e sacrosanto. Ma poi cosa succede? In attesa dell'indipendenza che si fa?

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  5. Dice bene Vito in attesa dell'indipendenza, noi sardi, come pensiamo di risolvere l'emergenza campana? In effetti per un unionista italiota questa domanda paradossale è lecita. La Sardegna, che già non sa risolvere i suoi di problemi, dovrebbe addirittura risolvere quelli italiani, prendendosi la monnezza napoletana col nobile fine di combattere la camorra!
    Ma per un repubblicano sardo l'emergenza non è quella che i media italiani ci inducono a credere o come tale dipingono. Per un Repubblicano Sardo l'emergenza è Furtei, col suo lago di cianuro ormai prossimo all'inquinamento delle falde acquifere di mezzo campidano. L'mergenza è il benzene a Porto Torres 18 mila volte sopra i limiti di legge. O se preferite per un Rep. Sardo l'emergenza è la "Sindrome di Quirra" coi bambini che nascono deformi a causa di mutazioni genetiche e dove il tasso mortalità, in proporzione, è maggiore del disastro nucleare di Chernobyl!
    Vito istimadu,
    perchè non prova a girare la domanda a un campano, italiano o Saviano che sia, su come possono risolvere le Nostre gravissime emergenze. Chissa cosa rispondono?
    Saludos

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  6. Il vittimismo conformista è quello di chi è ben lieto di subire le batoste dai “governi amici” sperando di poterle strumentalmente usare come merce di scambio. “Noi diamo molto all’Italia, in cambio rivendichiamo una contropartita”. Contropartita che puntualmente non arriva, per cui si rilancia con l’accettazione di un nuovo fardello sempre più pesante sperando che quella sia la volta buona. Ma non è mai la volta buona e così si va avanti in eterno dal 1848 fino ad assumere dal 1948 in poi, le forme di una deriva ossessivo-compulsiva che ha del patologico. Questa è la distorta e malata interpretazione dell’autonomia da parte delle classi dirigenti sarde, scelte dai sardi anche se spesso con una scelta obbligata. Per cui si tratta in parte di un’autocritica a quel vittimismo conformista. E per fare autocritica non è affatto necessario essere indipendentisti. Piuttosto sarebbe stato necessario dare un’interpretazione diversa dell’autonomia.
    Per quel che mi riguarda l’unico paradosso in un mondo globalizzato è quello di accompagnare al sostantivo “solidarietà“, l’aggettivo “nazionale”. La solidarietà non ha bisogno di aggettivi, men che meno di quello che si rifà al concetto obsoleto di nazione. Perché se la solidarietà è “nazionale”, allora che ci importa di quello che succede ad Haiti? Infatti non ci importa. Che interesse può avere l’Europa delle banche nei confronti della spazzatura tedesca che c’è seppellita in Campania? Nulla. Invece ogni problema, in ogni angolo del mondo è un problema del mondo intero. E questa cosa è talmente vera che il modello borghese ottocentesco di stato nazionale è in crisi, proprio perché non riesce a far fronte alle nuove sfide della globalizzazione. Invece si fa sempre più spazio un nuovo modello di comunità locali, più adatte per la sopravvivenza in un mondo globalizzato, che con la loro interconnessione contribuiscono a costituire. Chi vuole fare l’indipendenza della Sardegna o di qualsiasi altro luogo, secondo il modello dello stato nazionale è fuori dalla storia che stiamo vivendo. Come la Lega.
    Per cui è ovvio che il problema della spazzatura campana è anche un problema sardo, ma noi non siamo nelle condizioni di poter offrire la nostra solidarietà perché non siamo nelle condizioni di poterla offrire liberamente. Il gesto di Soru come gesto solidale, non è credibile. E’ stato soltanto l’ennesimo tentativo di mercanteggiare favori col risultato di sempre: i soldi promessi in cambio della spazzatura non sono mai arrivati. E la solidarietà non siamo nemmeno nelle condizioni di scegliere di non offrirla. Perché l’unica ragione per cui Cappellacci questa volta non l’ha offerta, è semplicemente perché non è libero di farlo a causa dell’ antisorismo berlusconiano rappresentato da Pili due anni fa. Non è libero anche se ragioni reali per cui non siamo nelle condizioni di essere solidali ci sono davvero. Il problema rifiuti a Sassari, per esempio, che è diventata un ottima scusa per Cappellacci. In ogni caso la solidarietà imposta è un ossimoro. Indipendenza significa soprattutto libertà di scelta. Anche di costruire una centrale nucleare, se la si vuole.
    Per il resto, non riesco proprio a vedere in che modo si combatta la camorra, smaltendo i rifiuti campani senza contemporaneamente trovare una soluzione definitiva e duratura al problema. Smaltendo senza risolvere, il problema si ripresenterà. Smaltendo senza risolvere, si aiuta la camorra, non la si combatte.

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  7. Anonimo, io sul blog di Biolchini ho cercato di esporre civilmente la mia opinione di indipendentista (miope secondo Biolchini) e mi è toccato essere accomunato ai leghisti (io e tutti gli indipendentisti ovviamente)... fa tristezza, ma dopo un po' ci si fa l'abitudine (anche se è un po' frustrante dover ogni volta usare tempo prezioso per mettere su un ragionamento un tantino logico che richiederebbe una risposta nel emrito e un minimo articolata e leggere che l'interlocutore, che si ritiene una persona estremamente corretta e preparata, preferisca pure lui usare la solita scorciatoia del "leghista")... però usare espressioni come "unionista italiota" con qualcuno che, pur pensandola diversamente, si confronta il più delle volte onestamente e apertamente non lo trovo giusto. Io l'ho usato, ma per rispondere ad un frustrato simil-fascista che offendeva e sosteneva che gli indipendentisti fossero il cancro della Sardegna, ma non lo uso di certo con chi ha toni civili e rispettosi.

    Per parte mia ho già scritto a Biolchini che trovo ipocrita la scusa che lo smaltimento dei rifiuti della Campania costituisca un atto di contrasto alla Camorra... non è vero, è un favore bello e buono alla camorra che ha intascato i soldi dello smaltimento puliti puliti senza fare il suo lavoro e ora tocca allo stato usare i soldi dei cittadini per rimediare.

    Sarebbe molto più onesto dire che non importa se si fa un favore alla camorra, basta che venga risparmiato alla popolazione questo forte disagio. Pur continuando a non condividere questo punto di vista lo accetto di più in quanto mi sembra più onesto.

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  8. Daniele hai ragione.
    Mi scuso per l'appellativo "unionista italiota" che, chiarisco, per me non è un offesa ne un dispregiativo. Diciamo allora sardo molto confuso.
    E mi scuso per la firma "anonimo", non sono solito usarla, ma provando in altra maniera non riuscivo a postare!
    Il mio nome è Gianluca.

    p.s. il tuo intervento sul blog di Biolchini è stato più utile di quanto si possa immaginare.

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