i
i
i

giovedì 23 dicembre 2010

IRS, DUE PROFETI PER UNA SETTA - ECCO PERCHE' TRA "SALE BARABBA" E "SEDDA GESU'" NEL PROCESSO SUL WEB I "ROMANI UNIONISTI " E I "SACERDOTI SARDISTI", HANNO SALVATO IL PRIMO E CROCEFISSO IL SECONDO.

Giuda Iscariota e Ponzio Pilato
A giudicare dai due siti web, dalle assemblee e dalle dichiarazioni incrociate, sembrerebbe che di iRS ce ne siano due. Ma la verità è che non ce n'è più nemmeno uno e al più presto bisogna che tutti abbiano il coraggio di ammettere che iRS è morto: scissione compiuta. E i dietrologi affascinati dalle teorie del complotto e dall'intervento di qualche longa manus, mettano a riposo la loro fervida immaginazione. Se si esclude qualche cattivo consiglio e frequentazioni sbagliate, dentro iRS sono stati capaci di fare tutto da soli.

DALLA PARTE DEL TORTO Ma ferme restando le mie posizioni sulla spaccatura del partito o movimento che dir si voglia, nel conformismo dilagante di cui sono stati preda diversi commentatori politici, intellettuali e giornalisti del web, nei loro blog e nei loro profili Facebook, oltre che cani e porci di ogni ordine e grado, nel processo mediatico svoltosi sul web nei confronti dei seddiani altrimenti ribatezzati gli "scissionisti",  mi trovo costretto mio malgrado a sedermi dalla parte del torto, visto che dalla parte della ragione i posti erano già tutti occupati.

UN PROCESSO SOMMARIO Mi siedo dalla parte del torto anche perché, alla faccia del garantismo, il processo sul web si è basato unicamente sulle prove fornite da una delle parti in causa, durante un altro "processo", quello di Abbasanta, dove lo straordinario animale politico Gavino Sale ha processato e condannato in contumacia i "complottisti" impersonando magistralmente e contemporaneamente, il ruolo di pubblico ministero, testimone, parte lesa, parte civile e giudice. Anche perché nel "processo" di Cagliari, celebrato lo stesso giorno dall'altra parte in causa, un "tribunale del popolo" ha processato e condannato in contumacia il Presidente, senza fornire alcuna prova, se non quella di aver tirato su un processo contro di loro basato su prove acquisite illegalmente. E naturalmente senza difendersi dalle accuse di Sale.

NESSUN PARTITO E' PIENAMENTE DEMOCRATICO Peccato, perché pur sedendo dalla parte del torto, anche io sono d'accordo sul fatto che IRS sia una setta, ma solo nella misura in cui il termine lo si usi in senso sociologico, quindi in senso neutro e non negativo o addirittura dispregiativo. E se lo si usa in senso sociologico, allora l'esistenza di una setta, presuppone l'esistenza almeno di una chiesa. E se un'organizzazione politica viene definita setta, allora anche tutte le altre forze politiche in gioco, a seconda del tipo di organizzazione che hanno, devono essere identificate come chiese, sette, confessioni o culti. Tra l'altro nessuna e sottolineo nessuna chiesa, setta, confessione o culto sono per definizione democratici.

DISTINZIONE TRA CHIESA E SETTA Sociologicamente parlando una setta è "un raggruppamento di credenti più piccolo e meno organizzato [rispetto a una chiesa] che di solito sorge in polemica con una chiesa". La chiesa è invece "un organismo religioso ben strutturato e di grandi dimensioni". Le sette "mirano di solito a scoprire e seguire la 'vera via' [...]. I loro membri giudicano corrotte le chiese ufficiali".
Il virgolettato è di Anthony Giddens, uno dei più grandi sociologi e politologi viventi, che in questo caso riporta le definizioni di chiesa e setta di Max Weber e Ernst Troeltsch.

IRS E' UNA SETTA TRA LE CHIESE Quindi è vero, IRS è una setta, perché nasce in polemica con una chiesa in particolare, quella sardista, perché mira a scoprire e seguire la vera via per l'indipendentismo e perché i suoi membri giudicano corrotte le chiese ufficiali, come PD e PDL (anche se il PDL è più un culto che una chiesa). Anzi, dirò di più: iRS ha anche alcuni aspetti tipici dei movimenti millenaristici. Infatti "si definisce millenaristico un movimento che si attende l'immediata salvezza collettiva dei propri membri in virtù di qualche cambiamento catastrofico o del ritorno a un'età dell'oro presumibilmente esistita nel passato." [Il giudicato d'Arborea]. Tra l'altro nei movimenti millenaristici "si riscontra l'attività di profeti (capi o maestri 'ispirati') che attingono alle idee religiose tradizionali e proclamano la necessità di rivitalizzarle." La definizione di movimenti millenaristici in questo caso è del Giddens.

LO SCONTRO INTERNO TRA CONFESSIONE E CULTO Lo scontro all'interno della setta IRS, nasce per il tipo di organizzazione, ovvero tra chi sente la necessità di trasformare la setta in una "confessione" (gli "scissionisti" seddiani) e chi invece vuole addirittura che la setta torni ad essere il "culto" delle origini (Sale). Infatti "una confessione è una setta che si è 'raffreddata' e ha cessato di essere un gruppo di protesta attiva per diventare un organismo istituzionalizzato. [...] Le confessioni sono riconosciute come più o meno legittime dalle chiese, a cui si affiancano e con cui molto spesso collaborano in piena armonia. I culti assomigliano alle sette, ma per certi aspetti se ne differenziano. Tra tutte le organizzazioni religiose essi sono le meno strutturate e le più transitorie [...]. I singoli individui non aderiscono formalmente a un culto, ma seguono piuttosto particolari teorie o forme prescritte di comportamento. Ai membri di un culto è di solito consentito conservare altri legami religiosi. Come le sette, anche i culti si formano molto spesso attorno a un leader ispiratore". 
Il virgolettato è sempre di Giddens, che in questo caso riporta le definizioni di Howard Becker.
Le confessioni hanno dei sacramenti rigorosi (simpatizzante, sostenitore, attivista) che ne determinano l'appartenenza o meno, mentre nei culti, anche il leader ispiratore, spesso egli stesso oggetto di culto, può formalmente far parte di un ordine religioso appartenente a un'altra chiesa (Gavino Sale ha la tessera di "Sardegna Democratica", che fa parte della chiesa del PD).

DUE PROFETI PER UNA SETTA E' evidente che come non possono coesistere due galli in un pollaio, non possono coesistere due profeti in una setta. Ed è così che il popolo ebreo, pur volendo tutto intero l'indipendendenza della terra di Israele da Roma, è costretto suo malgrado a scegliere tra Barabba e Gesù. Che da un punto di vista storico (non religioso, ma ribadisco storico) erano entrambi due leader politici indipendentisti con pari dignità. Il primo "movimentista" e "situazionista", il secondo "non-violento" e "ideologico".

(Una piccola parentesi: avevano talmente pari dignità che quello che conosciamo come Barabba e che ci hanno voluto spacciare per ladrone, cosa che non era affatto, di nome faceva Gesù, un nome parecchio diffuso in quell'area geografica a quel tempo. E quello che noi tutti conosciamo come il Cristo e che i credenti pensano sia il figlio di Dio, in realtà era detto Barabba, ovvero Bar Abba, che in aramaico significa Figlio del Padre. Erano quindi entrambi due profeti o se preferite due messia.).

PERCHE' HA VINTO BARABBA? La domanda che da sempre tutti si pongono è: perché gli ebrei scelsero Barabba? Perché scelsero il "movimentista" invece del "non-violento"? Perché preferirono il "situazionista" all' "ideologo"? Rispondere addebitando il tutto al populismo è in parte vero, ma certamente riduttivo. A mio modesto avviso una risposta soddisfacente a questa domanda l'ha data Enrico Galavotti nel ragionamento che segue:

"Il processo intentato a Gesù fu un processo politico, gestito da Pilato con l'avallo delle autorità collaborazioniste giudaiche, che, pur volendo un'indipendenza da Roma, non erano affatto convinte che sarebbero riuscite ad ottenerla in virtù del movimento nazareno; anzi, temevano che un'insurrezione capeggiata da questo movimento sarebbe stata sicuramente fallimentare e avrebbe scatenato una dura reazione romana, che avrebbe anche potuto portare alla morte della nazione giudaica.

Tuttavia questo movimento e il suo capo erano troppo popolari perché si potesse facilmente avere la meglio su di loro (basta vedere il successo ottenuto una settimana prima della pasqua, in cui il Cristo entra trionfante a Gerusalemme, pur seduto su un asinello in segno di pace). La cattura di Cristo fu resa possibile solo grazie a un tradimento, e nel Getsemani non vi fu spargimento di sangue soltanto perché il Cristo si consegnò spontaneamente, ottenendo in cambio che la vita degli altri apostoli restasse salva e nessuno venisse catturato (evidentemente nella speranza di poter essere successivamente liberato).

Al momento del processo Pilato e i capi ebrei collaborazionisti non erano affatto sicuri che sarebbero riusciti a farlo condannare. Temevano la reazione del popolo. Il processo infatti è durato un'intera mattinata, nel corso della quale le autorità hanno cercato di convincere il popolo che sarebbe stato meglio condannarlo alla croce.

Tra i vari tentativi, riportati nei vangeli, per dimostrare la giustezza o la necessità della condanna, due sono molto evidenti: la flagellazione e lo scambio dei prigionieri. Barabba era un politico rivoluzionario come il Cristo, ma apparteneva a un partito, quello zelota (o dei sicari), che praticava il terrorismo e che aveva meno seguito popolare rispetto a quello nazareno. A Pilato e ai capi giudei Barabba faceva meno paura del Cristo.

Durante il processo si riuscì però a dimostrare che per la causa d'Israele sarebbe stato meglio liberare Barabba piuttosto che il Cristo. Pilato non fece altro che accettare la proposta dei capi giudei. E il popolo lì presente (cioè la sua maggioranza) credette a questo inganno e contribuì anch'esso, indirettamente, a far condannare il proprio messia.

[...]

E' probabile quindi che la scelta di liberare, al momento del processo, l'estremista Barabba, dipese dal fatto che il popolo era stato persuaso dai sacerdoti ch'egli avrebbe dato maggiore affidabilità antiromana (il popolo voleva l'insurrezione e i sacerdoti, per poterlo ingannare, dovettero tenere conto di questa istanza rivoluzionaria).

Naturalmente i sacerdoti sapevano che Gesù sarebbe stato un avversario più pericoloso per Roma, avendo un movimento più consistente e organizzato, ma sapevano anche che, cacciando i Romani, anche il loro destino sarebbe stato segnato, avendo il Cristo fatto loro capire chiaramente, già con la prima insurrezione della cacciata dei mercanti dal tempio (compiuta almeno tre anni prima, secondo Giovanni), che una gestione politica della fede religiosa sarebbe stata inammissibile in un paese che voleva realizzare non solo la liberazione nazionale ma anche la democrazia.

[...]

Infatti non è possibile ingannare il popolo se non si riesce a convincerlo che quello che sta per fare è per il proprio bene. Pilato non fu affatto una marionetta nelle mani dei capi-religiosi ma un co-responsabile, poiché è da escludere categoricamente ch'egli non sapesse quanto fosse più pericoloso Gesù rispetto a Barabba. D'altra parte la stessa idea di mettere i due in alternativa, fa capire eloquentemente quanto temesse che, condannando senza mezzi termini il Cristo, il popolo gli si rivoltasse contro immediatamente."

DIVIDE ET IMPERA Personalemente a questa analisi io aggiungerei anche il fatto che vedendo i sacerdoti schierati contro Gesù, Pilato non si lascia scappare l'occasione di applicare l'arma per antonomasia dei dominatori romani, ovvero quella del divide et impera, costringendo quella ristretta cerchia di popolo ebreo indipendentista a scegliere per forza tra due leader indipendentisti e le loro visioni di indipendentismo. 
Da non dimenticare poi che i sacerdoti vogliono che Gesù sia condannato per bestemmia (si è proclamato figlio di dio), mentre Pilato lo condannerà per lesa maestà (dice di essere re dei giudei).

GESU' STORICO Ora nessuno si offenda, né i saliani, né i seddiani, né i credenti, se paragono Sale a Barabba e Sedda a Gesù. Il paragone è metaforico e serve a portare avanti un ragionamento. Qui non c'entra la religione, né quella ebraica né quella cristiana. Barabba e Gesù erano due leader politici indipendentisti ebrei e il popolo che votò a maggioranza e scelse Barabba, era composto da ebrei che volevano l'indipendenza della terra di Israele da Roma esattamente come chi votò per Gesù. Quindi non è mia intenzione dire che Sale è il cattivo e Sedda il buono.

SALE BARABBA E SEDDA GESU' Specificato questo, riprendiamo il testo di Enrico Galavotti e sostituiamo le parole "Gesù" e "Cristo" con "Sedda" o "seddiani" o "scissionisti", come preferite. Sostituiamo la parola "Barabba" con "Sale", la parola "Pilato" e "romani" con "italiani", la parola "sacerdoti" con "intellettuali sardisti" (dove per "intellettuali sardisti" non si intende aderenti al Psd'Az o politicamente sardisti, ma culturalmente sardisti nel senso di figli dello status quo, dell'egemonia culturale dell'autonomia sardista che permea la politica e la cultura sarda di ogni schieramento, anche nei partiti italiani in Sardegna), la parola "giudaico" con la parola "sardo" e con qualche altra modifica per adattare il tutto, sintetizziamo i concetti e quello che viene fuori è questo:

"Il processo mediatico sul web agli scissionisti è stato un processo politico, gestito dagli italiani con l'avallo degli intellettuali sardisti, che, pur volendo un'indipendenza da Roma, non sono affatto convinti di riuscirla ad ottenere in virtù del movimento seddiano; anzi, temono che l'indipendenza guidata da questo movimento sia sicuramente fallimentare e possa scatenare una dura reazione italiana, che possa portare alla morte della nazione sarda.

Tuttavia questo movimento e il suo capo hanno argomenti particolarmente convincenti perché si possa facilmente avere la meglio su di loro (basta vedere il successo ottenuto a "Festa Manna", in cui i seddiani entrano trionfanti a Cagliari). Lo screditamento dei seddiani scissionisti è stato reso possibile solo grazie a un tradimento [ammesso e non concesso che l'invio del plico da parte di un "Giuda pentito" sia da ritenersi credibile] che ha consentito la pubblicazione illegale di corrispondenza elettronica personale, tra l'altro, per quanto dal contenuto moralmente discutibile, utilizzata in maniera strumentale decontestualizzando delle frasi, certamente politicamente sconvenienti, ma da ragionamenti più ampi, più lunghi e più complessi. 

Al momento del processo mediatico sul web (nei blog e su Facebook), gli italiani e gli intellettuali sardisti non erano affatto sicuri che sarebbero riusciti a farlo condannare. Temevano la reazione del popolo. Il processo infatti è durato diversi giorni, nel corso dei quali le autorità hanno cercato di convincere gli internauti che sarebbe stato meglio condannarlo politicamente alla croce.

Tra i vari tentativi, riportati nei blog e su facebook, per dimostrare la giustezza o la necessità della condanna, due sono molto evidenti: l'accusa di scarsa democrazia e di settarismo in termini negativi e la contrapposizione con l'abilità dell'animale politico Sale. Sale è un politico rivoluzionario come Sedda, ma appartiene a una cultura politica (o a un culto), che pratica il movimentismo e che per questo ha meno credibilità politica nell'elettorato moderato e/o riformista moderno. Per questa ragione agli italiani e agli intellettuali sardisti, Sale fa meno paura di Sedda.

Durante il processo mediatico sul web si è riusciti però a dimostrare che per la causa della Sardegna sarebbe stato meglio liberare Sale piuttosto che Sedda. Gli italiani non hanno fatto altro che accettare la proposta degli intellettuali sardisti. E il popolo indipendentista del web lì presente (cioè la sua maggioranza) ha creduto a questo inganno e ha contribuito anch'esso, indirettamente, a far condannare un potenziale leader politico come Sedda.

[...]

E' probabile quindi che la scelta di liberare, al momento del processo sul web, l'estremista Sale, è dipesa dal fatto che il popolo del web è stato persuaso dagli intellettuali sardisti ch'egli avrebbe dato maggiore affidabilità anti-italiana (il popolo vorrebbe scendere in piazza per l'indipendenza ogni giorno e gli intellettuali sardisti, per poterlo ingannare, hanno dovuto tenere conto di questa istanza rivoluzionaria).

Naturalmente gli intellettuali sardisti sanno che Sedda è un avversario più pericoloso per l'Italia, potendo avere potenzialmente un movimento più consistente e organizzato in virtù della sua forza persuasiva, ma sanno anche che, cacciando gli italiani, anche il loro destino sarebbe segnato, avendo Sedda fatto loro capire chiaramente, con i suoi vari libri contro la bandiera e contro i padri dell'autonomia, che una gestione politica della memoria storica è inammissibile in un paese che vuole realizzare non solo la liberazione nazionale ma anche la democrazia.

[...]

Infatti non è possibile ingannare il popolo se non si riesce a convincerlo che quello che sta per fare è per il proprio bene. Gli italiani non sono affatto una marionetta nelle mani degli intellettuali sardi, ma co-responsabili, poiché è da escludere categoricamente che essi non sappiano quanto sia più pericoloso Sedda rispetto a Sale. D'altra parte la stessa idea di mettere i due in alternativa, fa capire eloquentemente quanto si temesse che, condannando senza mezzi termini Sedda, il popolo moderato gli si rivoltasse contro immediatamente."    

FRANCISCU SEDDA L'ERETICO Ecco spiegato perché dalla parte del torto non c'era seduto nessuno. (E spiegato anche perché si sia accantonato con leggerezza lo spirito garantista che in primo luogo contraddistingue i politici e gli intellettuali liberal-democratici). Perché "Sale Barabba" è un semplice sciamano, uno stregone, capace di mandare in trance un'intera folla, ma "Sedda Gesù" è molto di più: è un ERETICO. Un eretico che mette in discussione la storia, l'autonomia, gli autonomisti, i sardisti, il sardismo, i quattro mori, i padri dell'autonomia da Emilio Lussu a Camillo Bellieni e tutta una lunga serie di dogmi, tabù e luoghi comuni sui sardi e la Sardegna. Praticamente mette in discussione l'egemonia culturale su cui si basa il sistema di potere in Sardegna. Un eretico da mettere al rogo sia per bestemmia che per lesa maestà. Non solo sul web, anche se sempre metaforicamente parlando.

IL CRISTIANESIMO SOPRAVVISSE A BARABBA Ora, detto ciò, Barabba rimase vivo, pare per almeno altri 30 anni e continuò a fare il suo mestiere fino alla morte. Il cristianesimo invece cambiò radicalmente la storia dell'umanità. Tra l'altro, circa 300 anni dopo la morte di Gesù, il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell'impero romano, dei dominatori, fino a diventare addirittura esso stesso un impero di potere temporale.

NON ESISTONO POTERI BUONI E qui nasce il problema. Perché il pensiero di un leader indipendentista ebreo, che tra l'altro non aveva nessuna intenzione di fondare una religione, viene manipolato a tal punto da perseguitare gli ebrei per duemila anni e compiere in suo nome i crimini più spregevoli che l'umanità abbia mai conosciuto. E tutto ciò a causa di una serie di libri apparentemente innoqui racchiusi in una raccolta chiamata Nuovo Testamento. Spesso i cristiani sono stati e sono delle persone lontanissime dalla figura evangelica di Cristo, e a giudicare dal web, alcuni seddiani sono molto distanti da ciò che c'è scritto nei suoi testi.

Come diceva Fëdor Ivanovič Tjutčev, "a noi non è dato predire, l'eco delle nostre parole". Ma questo Franciscu Sedda lo sa, visto che è una delle epigrafi presenti all'inizio di un suo libro.


BUON NATALE A TUTTI







19 commenti:

  1. Molto interessante e motlo intenso. Sono molto valide le ricostruzioni. Il tessuto è avvincente ma non sono molto d'accordo o forse pecco di conoscenze sulla questione della figura di Gesù Cristo come indipendentista. Se di rivoluzione e di indipendentismo si può parlare lo si deve fare in senso spirituale [Nietzsche]. Non sono poi del tutto sicuro che i sacerdoti giudei fossero davvero preoccupati che la rivoluzione per mano di Gesù non sarebbe riuscita, piuttosto erano preoccupati del contratrario e quindi della possibilità di perdere il loro potere politico nel dilagare delle idee Cristiane. E qui il paragone con Sedda è ancora più forte perchè la paura di Sale è quella di vedere sconfitta la sua figura di leader per mano di un giovane ideologo di belle speranze che scrive libri che la gente compra ed è in sintonia per modi e linguaggio a un pubblico/elettorato diverso dal solito, più giovane e più colto.
    Altro particolare. Sale se la canta e se la suona. Fa la vittima, il mandante ed il sicarico. E', ancora meglio,il regista, l'attore e l'impresario. Di cosa? Del suo destino nella vicenda. E come Pilato quasi se ne lava le mani, proprio nello stesso modo di Ponzio che si scarica una responsabilità che sa benissimo di avere.
    Il problema è che al processo Gesù si difende dicendo che non era quella la terra di cui era il Re. Sedda, non avendo il carisma di Gesù nenache si difende, e non lo fanno neanche i suoi timidi seguaci che più che nel ruolo di apostoli sono veramente scadenti.
    Altra questione molto seria. Nella tua ricostruzione manca il ruolo del traditore, Giuda. Mi sembra efficace ai fini della chiarezza, oppure come espediente narrativo per alleggerire la storia.
    Ultima cosa. La tradizione religiosa (di sicuro non quella storica, è vero) descrive un Gesù conscio fin dall'inizio del suo destino. Consapevole. La consapevolezza Sedda non l'ha mai avuta e le sue parole se pur frammentarie e decontestualizzate non sono certo quelle di un leader pacifista; piuttosto assomigliano a un rabbioso Gesù nel tempio che sente il suo tempio profanato e in quel momento non è Dio, ma solo l'uomo spogliato del divino a scapito della rabbia cieca, sperduto nell'angoscia di sentirsi incompreso.

    RispondiElimina
  2. Interessante l'analisi, anche avvincente, e interessante il commento.
    Faccio notare alcune cose.
    1) Sedda non sembra un pacifista: infatti ha sempre asserito di essere un non-violento, e la differenza, per quanto lieve, c'è.
    2) Arrabbiarsi o adirarsi non fa parte della non-violenza o del pacifismo? Allora dimenticate che quando Gesù s'inc***a con i cambia-valute attorno al tempio, non è propriamente un pacifista. Forse allora la forza del pacifismo e/o della non-violenza non stanno nel rimanere impassibili e tacere di fronte al fango lanciato.
    3) Noto in tutti i commentatori non di parte (cioè che non parteggiano apertamente né per Sale né per Sedda), un sottofondo di gioia, un sentimento di goduria nell'aver visto iRS a pezzi grazie a Sale. E all'di là delle personali convenienze politiche, noto una somiglianza tra questa gioia e la gioia, che nasce dall'invidia, dei sardi nel vedere che qualcuno che dice di voler essere diverso poi cade, crolla. E' strana tutta questa invidia, non è tanto politica perché stiamo parlando di un 3,76% di voti alle provinciali, facendo una media con tutte le province. Gli si rubava qualcosa? Davvero poco. No, è la gioia sarda nel vedere sé stessi come mediocri, e nel pretendere che chi cerca (forse senza riuscirci) di non essere mediocre, debba cadere.
    Categorie analitiche vaghe? Leggete le (poche) ultime pubblicazioni riguardo all'invidia come sentimento sociale distruttivo. Tutto sommato non è altro che una distorsione del sentimento di uguaglianza, una perveersione di quell'idea.
    Ma in questo i sardi, soprattuto i politici sardi - ma non solo - obbediscono alla massima italiana: che vincano i mediocri.
    Quanta gioia sprecata nell'aver visto iRS spaccarsi. Invito tutti, soprattutto (e qui entro nel politico) sardisti e sinistra tutta a riservare un po' di gioia per poter sopportare, con tale riserva di gioia, le future sconfitte politiche (la Sinistra) o per poter nutrire con altro entusiasmo il monopolio (i sardisti)che vorrebbero sempre avere. D'altronde loro si prendono la responsabilità di governare! Che peso immane da portare!

    RispondiElimina
  3. Non è Sedda contro Sale. E' sale contro una enorme parte degli attivisti.

    Sale è identificato col partito a livello mediatico e di immagine. Gli attivisti a livello di immagine, purtroppo, non rappresentano niente, e non vengono creduti, anzi vengono condannati per essere complici della setta. Spesso viene detto anche che gli attivisti sono in larga parte manipolati e pilotati.

    Le email sono evidentemente state tagliate in modo da far gridare allo scandalo ma quel che c'è scritto è una normale dialettica accesa fra amici impegnati in politica. Per altro i temi son tutt'altro che segreti perchè il pensiero e le posizioni degli intercettati venivano espresse regolarmente a voce. Le email son state in parte commentate dai diretti interessati spiegando i punti oscuri e i fraintendimenti volutamente creati ad arte per avere il consenso dell'opinione pubblica.

    Al "processo di cagliari" è stata confermata l'espulsione emessa la sera prima dall'esecutivo. L'espulsione è motivata ed è stata accompagnata da un ultimatum pubblicato da molte assemblee regionali giorni prima di quel sabato.

    Per il resto il paragone dell'articolo è acuto ed interessante.

    RispondiElimina
  4. Non è Sedda contro Sale. E' Sedda contro la gran parte degli elettori.

    RispondiElimina
  5. Analisi perfetta. Condivido e sottoscrivo.

    RispondiElimina
  6. Una bella fantasia, complimenti..potresti scrivere romanzi, tipo IL SIGNORE DELLE SETTE E IL SUO RIVALE...

    RispondiElimina
  7. In iRS le decisioni interne al partito e le cariche le votano (votavano?) gli attivisti. E' previsto dal regolamento.

    Sostanzialmente gli elettori non decidono un bel nulla, se vogliono possono votare iRS alle elezioni. Se agli elettori non piace iRS possono tranquillamente votare gli altri partiti!

    Chi preferisce un partito dove le cariche le decidono gli elettori può iscriversi a Sardegna Democratica, Sale l'ha già fatto, seguitelo!

    Chi non rispetta le regole del partito si può accomodare fuori. Chi non accetta che in iRS le cariche le eleggano gli attivisti si può accomodare fuori.

    Altrimenti, se iRS dovesse diventare un'accozzaglia di gente con manie di persecuzione, gente che crede ai complotti e alle scie chimiche, gente con una venerazione per il leader indiscusso e in definitiva gente di un'ignoranza mostruosa, beh saremo in tantissimi ad andarcene via a gambe levate!

    RispondiElimina
  8. beh, illuminaci tu sulle scie chimiche.. ecco quale è la lotta: umilta vs presunzione.. attivista? prrrrr....

    RispondiElimina
  9. far votare solo un élite invece che solo gli iscritti è un metodo scelto da un élite per controllare il partito. un partito che aspira a creare una classe dirigente autonoma deve avere nel suo dna i principi e le coordinate di un partito popolare.

    RispondiElimina
  10. "Chi non rispetta le regole del partito si può accomodare fuori. Chi non accetta che in iRS le cariche le eleggano gli attivisti si può accomodare fuori."

    non ho capito se state facendo un partito di stampo stalinista.

    daniele

    RispondiElimina
  11. complotto o non complotto un membro dell'esecutivo non si puo permettere di rivolgersi ad una buona parte del elettorato con frasi del tipo

    "gaviniani di merda","sgherri", "pretoriani" e " cancro da estirpare con tutti i mezzi"...

    e io dovrei farmi rappresentare da questi personaggi?????.. ma pro piaghere!!!!!

    RispondiElimina
  12. Ma se proprio vogliamo dirla tutta dal commento filo seddiano che ho letto sopra si può evincere che questi pensano che nessuno può capire tranne loro: chi non è d'accordo può andare fuori. Come se i dogmi possano essere discussi soltanto con la mediazione di un sacerdote. Un meccanismo del genere non può riuscire vincitore.

    RispondiElimina
  13. Sono un sostenitore di IRS e trovo intollerante e spudorato questo conflitto di interessi!

    La segretaria dell'IRS pubblica e vende i libri di Sedda Gesu. Liberissima di farlo ma allora nel nostro statuto deve essere scritto che NESSUNO dell'Esecutivo Nazionale, degli attivisti e dei sostenitori può fare attività a scopo di lucro all'interno del nostro partito!!! Per di più con i libri scritti da un altro dell'Esecutivo Nazionale!!! Basta!!!
    Questo sta diventando un comitato d'affari!!!
    Tutti parlano e bisbigliano di questo fatto ma nessuno glielo dice in faccia! Anche così si rovina l'indipendentismo!!!

    Nuova Sardegna, 04 dicembre 2010
    IRGOLI. Doppio appuntamento oggi nella valle del Cedrino per la Lìbera universidade mediterrànea sarda, «braccio culturale» di IrS. Alle 17.30 nell’aula consiliare di Irgoli, con il patrocinio dell’amministrazione comunale si terrà un incontro dibattito con Franciscu Sedda, autore del libro «I sardi sono capaci di amare», pubblicato per i tipi Kita edizioni.
    Oltre all’autore del libro, esponente di spicco di IrS, docente universitario di semiotica e autore di numerosi volumi e saggi tra i quali «La vera storia della bandiera dei sardi», parteciperanno all’incontro anche il sindaco di Irgoli Giovani Porcu e la segretaria nazionale del movimento indipendentista Ornella Demuru. A seguire, dopo l’appuntamento di Irgoli, il dibattito si sposterà ad Orosei dove in tarda serata la discussione proseguirà nei locali dell’enoteca «Il Portico», in vico de Gasperi.

    RispondiElimina
  14. Mi sembri un Dan Brown dei poveri che scrive tonnellata di cazzate!
    E ti sei dimenticato alcuni personaggi:
    Ornella demuru nella parte di Maria Maddalena o della salone'
    juanneddu sedda che fa Lazzaro alzati e cammina
    Michela murgia al posto di Tommaso sulla via di Damasco
    E Soru che fa Ponzio Pilato.
    La fine ve la propongo io. Un bel golgota per tutti i protagonisti, crocifissi sui loro alberelli del cavolo. Che si levino dalle palle una volta per tutte!

    RispondiElimina
  15. intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali intellettuali

    per fortuna che ci siete voi!!!!!!!

    siete miseri!

    RispondiElimina
  16. A QUANTO PARE SI TRATTAVA SOLO DI UNA BELLA E AFFASCINANTE SCENOGRAFIA . CI HA FATTO SOGNARE E'
    VERO . PECCATO CHE IL FINE NON ABBIA PREVALSO SUL TUTTO. ERANO DUE COMPONENTI IMPORTANTI,STRUTTURALI
    .IL VERO ELEMENTO PORTANTE DEL MOVIMENTO CHE PURTROPPO SI E' RIVELATO MOLTO FRAGILE E PROBABILMENTE NON PIU'CREDIBILE .
    IN OGNI CASO SU LA TESTA !!!...

    RispondiElimina
  17. Lasciamo le metafore e guardiamo la realtà: UNA MINORANZA SI HA FATTO DELLE REGOLE AD HOC PER DIVENTARE MAGGIORANZA E POTER RIMANERE TALE (vd. controllo delle tessere, selezione attivisti, espulsioni, ecc).
    Come diceva Bussa in una email? "Risanamento interno della base attivisti". No comment!

    RispondiElimina
  18. però... davvero complimenti per l'interpretazione e la narrazione dello scenario. mi chiedo però se la tua non sia una intelligenza sprecata. in fondo stiamo parlando di un partitino di quattro disperati...

    RispondiElimina

Contribuisci al dibattito in modo sereno e costruttivo.