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mercoledì 8 dicembre 2010

LE FACCE TI GUARDANO STORTO QUANDO SEI SOLO - QUINTA E ULTIMA PARTE

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Stanotte, mentre mio nonno dormiva, sono entrato nel suo laboratorio. Ho preso una corda, un badile, la fiamma ossidrica e li ho caricati su una carriola. Ho preso tutto e sono uscito di casa, facendo attenzione a non fare rumore. Mi sono guardato intorno per vedere se c'era qualcuno in giro, ma la strada era deserta. Stavo per mettermi in cammino, quando ho sentito qualcosa di caldo e leggero posarsi sulla mia spalla sinistra. Ho trattenuto il respiro e sono stato rigido e immobile per un secondo.
       Poi lentamente ho allungato la mia mano destra sulla mia spalla. Ho toccato un'altra mano, una mano secca ed affilata. Mi sono voltato lentamente, in silenzio, col fiato sospeso. Era la vecchia vicina di casa, Jim. Mi fissava silenziosa guardandomi dritto negli occhi, con i suoi occhi liquidi. Poi mi ha sorriso, mi ha accarezzato una guancia e infine ha parlato. Mio figlio è vivo e sta tornando a casa, mi ha detto con una voce gentile e incerta. Ora devo andare, vado a prepararmi, ha aggiunto. Ha girato i tacchi e si è avviata verso l'uscio di casa. Io ho aspettato fino a quando non è sparita dietro la porta e finalmente ho ripreso a respirare. Che paura che mi sono preso, Jim! Comunque...
        Ho ripreso la carriola e mi sono avviato verso la mia destinazione, fino a che, dopo una decina di minuti, sono arrivato qui al cimitero di Père Lachaise. Con la fiamma ossidrica di mio nonno, ho aperto il piccolo cancello della piccola entrata che sta lontana a sinistra dalla grande entrata. Solo che nella piccola entrata ci sono le scale, Jim, per cui ho dovuto prima portare su con le mani il badile e la fiamma ossidrica e poi la carriola con dentro la corda. Che sudata, Jim! Mi sono dovuto togliere la giacca. La notte poi ieri era bella, quindi ho sudato anche di più. Ho dovuto fare una lunga camminata per arrivare alla tua tomba, perché da quella entrata è lontana. E’ molto più vicina dalla entrata grande, ma il cancello grande dell’entrata grande non si può aprire con la fiamma ossidrica e poi mi avrebbero visto. Comunque è stata una bella passeggiata, perché la notte era bella, l'aria era leggera, frizzante e profumata dai fiori. C’era anche la luna piena grandissima con i grilli che cantavano tutti la stessa canzone, ma ognuno fuori tempo. Le tombe con i lumicini, al buio mi sembravano tante piccole feste. Ho fatto tante passeggiate nel cimitero di Père Lachaise, Jim, ma stanotte è stata la mia prima volta di notte. E di notte, Jim, il cimitero di Père Lachaise è ancora più bello.
        Arrivato alla tomba, avevo ancora più caldo, onde ragion per cui prima di cominciare a scavare mi sono tolto anche il maglione, ho guardato la lapide e ho ripensato a cosa voleva dire quella cosa scritta in greco vecchio, “Allo spirito divino che dimora in lui”. A quel punto ho sentito chiaramente il mio cuore fare tum tum tum più forte del cri cri cri dei grilli, ma ho preso coraggio e ho cominciato a scavare. Scavare scavare scavare e sudare sudare sudare. Allora mi sono fermato e mi sono tolto la camicia. Mi sono passato il dorso della mano sulla fronte, ho ripreso il badile tra le mani e mi sono messo a scavare più veloce di prima. Mentre scavavo a un certo punto ho sentito una voce cantare da lontano. Allora Jim, sono uscito dal buco che ormai mi arrivava al collo per vedere se c’era qualcuno, ma non c’era nessuno e la voce aveva smesso di cantare. Allora sono risceso nel buco e ho risentito la voce. Mi sono accorto che la voce veniva da sotto terra. Ho iniziato a scavare velocissimo e più scavavo e più sentivo la voce vicina. Quando ormai faceva giorno ho sentito trok! Il badile aveva toccato la bara, Jim! Mi sono fermato e respiravo velocissimo e sudavo tantissimo, onde ragion per cui, mi sono tolto anche la canottiera. Allora mi sono accorto che quella voce veniva da dentro la bara e stava cantando la tua canzone intitolata “Quando la musica è finita”. Cantava il pezzo che dice “cancellate la mia sottoscrizione alla resurrezione”. Ma soprattutto Jim, quella voce… quella voce era la tua! Ho pulito il coperchio della bara e ho tentato di aprire il coperchio facendo leva con il badile e usando tutte le mie forze. Ma non ce n’era bisogno di tutte le mie forze, perché il legno era marcio e il coperchio è venuto via facilmente spezzandosi in due. Ma sotto il coperchio c’era la lastra di zinco, come mi aveva detto tante volte mio nonno. Allora sono uscito dal buco per prendere la fiamma ossidrica e sono tornato giù. Ho iniziato a passare la fiamma ossidrica sul bordo dell’allumino e nello stesso preciso momento in cui ho finito il lavoro e ho spento la fiamma, tu hai smesso di cantare. Ero sudatissimo e il cuore mi batteva a mille, ma mi sono fatto coraggio e ho tolto il coperchio di alluminio e finalmente… finalmente ti ho visto.
       Il resto lo sai, Jim.




THE END









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