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mercoledì 1 dicembre 2010

RAZZISMO MADE IN CAGLIARI QUANDO I CATTIVI SIAMO NOI

Quando Giulio Angioni riflette sul fatto che i sardi si siano scoperti razzisti nei confronti dei napoletani e si interroga sulle cause ci pone di fronte a un fatto che sarebbe meglio non sottovalutare.

di D.G.

Non mi preoccupano i 'buu' scagliati dalla curva all'indirizzo di questo o quel giocatore della squadra avversaria durante Cagliari – Inter. Chi conosce la Curva e gli ultras sa perfettamente che questo genere di cori hanno un carattere specifico all'interno della curva e che nel momento in cui vengono cantati vanno presi come un'amplificazione teatrale di una società parallela, quella della curva appunto e che possono essere letti in quella chiave soltanto e fuori dall'equazione giornalistica classica.

Al contrario se di razzismo si vuol parlare allora bisognerebbe affrontare l'argomento Napoli. Non sono sicuro che le radici di quest'odio vadano ricercate nella notte dei tempi. Non per i sardi almeno. Sono del parere che c'è un evento in particolare che può essere stato il motore di un'escalation di razzismo che ha compromesso l'immagine dei napoletani agli occhi dei sardi e ha fatto in modo che su di loro si incollasse il marchio d'infamia, la convinzione della loro inferiorità.

Con non poca imprudenza sostengo che le radici di un odio così forte vanno ricercate proprio in ambito calcistico, nello spareggio tra Cagliari e Piacenza, partita giocata a Napoli nel 1997 che metteva di fronte due squadre, in un campo neutro, che si stavano giocando l'opportunità di rimanere in serie A.

Non si è trattato di un evento squisitamente calcistico, ma di una mobilitazione di massa che portò circa 20000 sardi al S. Paolo, cifra che se letta con gli occhi di oggi, solo tredici anni dopo, ha dell'incredibile.
Le ricostruzioni di quella giornata sono molto confuse, addirittura controverse, ma convergono tutte su un epilogo che vede scoppiare contro i tifosi sardi l'ira dei napoletani, da un certo punto della partita in poi, e protrarsi oltre i minuti effettivi di gioco fino alle strade della città.

Questa è la storia che tutti conosciamo, o forse quella che ci interessa. Ma qualcosa non torna.

Nel corso di una ricerca da me condotta sul tifo calcistico a Cagliari tra il 2006 e il 2009, uno degli ultras che intervistai ricostruì la vicenda prendendo in considerazione diversi accadimenti che riguardano soprattutto quanto successo all'inizio di quella giornata fino allo scadere del primo tempo. Il supporter sostiene che fin dall'arrivo nella città partenopea vi furono, da parte di un gruppo di tifosi cagliaritani, dei comportamenti provocatori e addirittura dei cori di dileggio verso i napoletani. Si tratta probabilmente, è vero, di un fatto circoscritto a un piccolo gruppo di tifosi più accesi, che non rispecchia il clima di generale serenità della spedizione sarda, ma che, come vedremo, può scatenare seri cambiamenti nella prospettiva del tifo, soprattutto quando il coinvolgimento emotivo del pubblico, si trova all'apice.

E' importante premettere che è impossibile immaginare che il comportamento di 20000 persone fosse omogeneo partendo dal presupposto che si trattava di un pubblico misto che comprendeva giovani e anziani, talvolta addirittura bambini. Tuttavia al comportamento degli ultras dobbiamo dare, in queste occasioni, un'attenzione particolare, dal momento che i loro codici comunicativi sono ritualizzati e che le tifoserie presenti in uno stadio si osservano e si confrontano per tutto l'arco della partita. Questa premessa dev'essere fatta in primo luogo per anticipare che ciò che nel tifo vale per uno spettatore non sempre vale per un gruppo di tifosi organizzati e viceversa.

La testimonianza del sopracitato ultras ricostruisce l'innalzarsi della tensione tra la tifoseria cagliaritana e il pubblico partenopeo a partire da due importanti premesse. Innanzitutto l'andamento della partita, che già dalle prime battute della gara vede per il Cagliari avvicinarsi l'ipotesi della retrocessione, questo costituisce un fattore di frustrazione soprattutto per i sostenitori più accesi. In secondo luogo l'ingresso nel settore dei tifosi del Cagliari di un gruppo di rumorosi ragazzini napoletani, probabilmente entrati allo stadio in un secondo momento, ma comunque intenzionati a tifare Cagliari. Questi due eventi insieme scatenano probabilmente un equivoco comunicativo, un black-out nelle effettive intenzioni del pubblico. Spiegata in quest'ottica la trasformazione radicale dei rapporti tra la tifoseria cagliaritana e quella partenopea, secondo questo ultras, nascono quindi da un’incomprensione comunicativa. Non si tratterebbe di un caso isolato e in questo senso è utile la spiegazione che, in merito a questi difetti di comunicazione, fornisce Fabio Dei, spiegando che certi eccessi incontrollabili dipendono da disturbi nella comunicazione: dal fatto cioè che il codice simbolico usato è così sottile che talvolta non viene inteso allo stesso modo dai partecipanti all'evento (1992). In questo caso i tifosi cagliaritani recepiscono in un modo sbagliato i cori dei napoletani.

La cosa straordinaria è che questo fenomeno in questo caso non coinvolge soltanto una parte del pubblico, quella più accesa, ma una parte più ampia dei partecipanti all'evento. Ne è dimostrazione il fatto che diventano protagonisti di scontri fuori dallo stadio anche altri individui che quel giorno non si erano nemmeno recati allo stadio.

Inutile dire che non si sta cercando di giustificare gli atti inqualificabili di violenza che si sono ripetuti ai danni dei tifosi del Cagliari. Si vuole piuttosto spiegare quali possono essere state le cause di un odio tra le tifoserie che tutt'oggi resiste e di cui, prima del '97 non ci sono segnali documentati.

Alla domanda di professor Angioni si può forse rispondere che gli eventi di quella giornata hanno in qualche modo fatto sì che si incancrenisse una forma di razzismo verso i napoletani, a partire dalla cattiva accoglienza che ai tifosi sardi è stata riservata in quella occasione. Ma se non possiamo dire con certezza che non ci fosse una forma di avversione verso i napoletani anche prima di quella gara, possiamo invece dire con certezza che se questa avversione ci fosse stata anche prima, dallo spareggio Cagliari – Vicenza in poi, questa ha trovato forti motivazioni per diventare più forte.

Il calcio oltre che uno sport è un fenomeno sociale totalizzante. Sentimenti come la gioia, l'euforia, la rabbia e e l'odio, vengono fortemente amplificati.

La cosa che risulta interessante è che questa ostilità si è allargata a macchia d'olio anche per moltissimi sardi che con il calcio non hanno nulla a che fare, che non seguono le partite di calcio, che non sanno chi sia Conti o Cossu, che a mala pena hanno sentito parlare delle prodezze di Gigi Riva.

Naturalmente in questo contesto lo stadio dovrebbe rappresentare il luogo di risoluzione delle controversie e dovrebbero essere gli ultras a condurre le manifestazioni d'odio più acceso. Tuttavia così non è. Le nuove disposizioni in materia di sicurezza negli stadi impediscono l'arrivo degli ultras partenopei il che rende impossibile lo scontro, cosa che ha fatto giungere una tifoseria intransigente sui valori ultras come gli Sconvolts ad evitare qualunque coro di dileggio, sulla base della logica per cui se una tifoseria non è presente è inutile insultarla o provocarla.

Navigando sui blog in cerca di informazioni mi sono per caso imbattuto in una lettera che un tifoso del Napoli ha spedito a un direttore di un quotidiano in cui descrive il modo in cui il pubblico e gli steward della tribuna laterale Nord avrebbero insultato e addirittura sputato lui e il suo gruppo di amici, in tutto una decina di ragazzi che per ragioni di lavoro si trovano nella nostra isola.

E' evidente che in questo contesto le responsabilità sono tutte nostre e che si tratta di una forma di razzismo che come tutte le forme di razzismo irrimediabilmente costringe la ragione nell'ombra. L'odio verso i napoletani è un esempio di come, qualche volta, nelle storie che sentiamo o che ci raccontiamo, ci scopriamo essere noi i cattivi.


24 commenti:

  1. perchè se vanno dei sardi a vedere la partita a napoli secondo te vengono trattati bene o vengono sputati e insultati come quei ragazzi?

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  2. se saranno insultati o sputati coloro i quali sputano e insultano sono in uguale modo degli idioti senza speranze.

    daniele

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  3. Premettendo che nel caso dei "razzismi" (tutti) si potrebbero liquidare i colpevoli semplicemente come IDIOTI....bell'articolo.

    Io da tifoso del Cagliari, che non riesce a disprezzare/odiare gli avversari chiunque siano, credo che il problema riguardi il calcio stesso.
    E' palese come sia una "grandezza" extra-sportiva sulla quale vengono proiettate manie di rivincita sociale e individuale nonché necessità di avere dei nemici come ovviamente di tracciare confini.

    Sul fenomeno ultras lasciamo perdere.
    Gente che parla continuamente di "fedeltà alla bandiera (o alla maglia)" come se potesse essere un valore sportivo...
    Nazionalisti inconsapevoli, senza bussola, senza nazione e che (in gran parte) ignorano il senso delle loro stesse pulsioni.
    Ma forse è meglio così...

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  4. Ti ringrazio molto.
    La problematica degli ultras è molto complessa e necessita di qualche approfondimento che molto spesso i mezzi di comunicazione tralasciano. Quello che però è interessante al di la degli ultras è che l'odio verso napoli e i napoletani si è esteso a macchia d'olio e trasversalmente in tutta la città di cagliari. Forse in tutta la sardegna prendendo spunto da un'avvenimento forse neanche mai successo o accaduto in un modo completamente diverso da quello che si crede. La cosa interessante è proprio che qui gli ultras non sono il problema. se fossero loro a comportarsi così lo farebbero rispettando una logica precisa. I cagliaritani odiano i napoletani fuori da qualunque logica, e l'odio è universale, verso tutti e tutta la città. Nessuno escluso.

    Daniele

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  5. Inesatto.
    Riassume bene qui http://www.tuttonapoli.net/?action=read&idnotizia=50838 , come ricordavo, essendovi stato presente in curva nord, la partita Cagliari-Napoli, il gestaccio di Fonseca alla curva, la guerriglia in viale Diaz, davanti a Bonaria.
    Quindi è forse anche piu' idiota come motivazione.
    Insomma, la mentalità provinciale di Cagliari anzichè mitigarsi, peggiora.
    Saluti.

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  6. STAGIONE 1990/91
    il cagliari va a vincere a napoli (campione d'italia in carica), e i primi scontri furono causati da un contatto per un eventuale gemellaggio fra le due tifoserie che si risolse con alcuni cagliaritani accoltellati. arma nel cosiddetto codice ultras "infame". le origini provengono da molto prima del 1997.
    saluti.
    alessio

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  7. @ al terzo anonimo e @ alessio: mi sa che non avete letto l'articolo che non parla degli ultrà, ma dei sardi. anche quelli che non seguono il calcio o che non sono tifosi. l'articolo si chiede perché i sardi siano diventati razzisti nei confronti dei napoletani e dice che la causa è lo spareggio a napoli. Gli scazzi tra gli ultrà c'erano da prima dello spareggio, ma qui non si parla di ultrà.

    silvio

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  8. Ti faccio un esempio. ho un amica che, pur essendo la persona più lontana dal mondo ultras non è ben disposta nei confronti dei napoletani. Non ha motivo di esserlo dal momento che non ne cnosce e non ne frequenta neanche uno.
    In questo senso il razzismo va identificato. Le dinamiche ultras che tu racconti sono vere. Ma non dicono qualcosa in più, anzi confermano, che il razzismo di chi non è ultras a Cagliari sia immotivato. Questi episodi sono precedenti, è vero alla partita di Napoli. Ma il razzismo di chi non è ultras no. Ora la domanda è perchè chi non è ultras ha problemi con i napoletani?
    Spero di essermi spiegato meglio.

    saluti

    daniele

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  9. non solo una questione calcistica...
    i napoletani sono e saranno sempre un popolo di ladri camorristi ... ne ho conosciuti tanti ... prima fanno gli amiconi poi te la mettono in culo... meglio non averci niente a che fare... meglio averli contro anche calcisticamente

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  10. ...e sopra il mio commento, cari lettori, potete "ammirare" un tipico esemplare di razzista...

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  11. Come rompono i coglioni con il ""razzismo"". È in parte vero quello che afirmano i ""razzisti"", soltanto hanno dimenticato --la maggior parte dei/degli ... sono tata tata..--.

    Non so di che razzismo parlate voi, è il calcio, è naturale vedere emozioni e sentimenti di tutti generi. Penso che si sta diffondendo molta paranoia, fra poco arriva la razzismo-fobia.

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  12. Sono stato a Barcellona per un po, e ho conosciuto vari ragazzi da tutta italia: Milano, Treviso, Roma, e anche Napoli. Uscendo in gruppo, ho con sorpresa notato come ci fosse una coalizione ai danni del napoletano. Oddio, sia chiaro, le cose dette erano scherzose e lui tacitamente (seppur non ridendo ogni volta) accettava.
    Ecco, vi ho raccontato questo perché penso che sarebbe interessante indagare (per quel che si può) sul motivo per il quale questo fenomeno NON È circoscritto alla nostra realtà.

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  13. Avrei alcuni grossi dubbi sull'articolo...direi che basta digitare "perchè si odiano i napoletani" su google e potrete notare come sia un sentimento diffuso da un pò in tutta italia..
    Inoltre se vogliamo circoscrivere il problema ai sardi, direi che vi è una grossissima componente comportamentale di diversità che crea queste grosse frizioni a livello personale.

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  14. si vede che nello spareggio non eravate a napoli...sti figli della monnezza ci hanno accolto al porto ritatrdando lo sbarco di 2 ore e mezzo,per tutta la mattina c'e' stato un clima intimidatirio per le vie di napoli.addirittura si sono permessi di entrare nel nostro settore con cinti in mano ....ditemi voi se era per tifare cagliari...e poi sig.ANGIONI questi fondamenti di sociologia spiccia lasciano ilo tempo che trovano...per lei e' razzismo?? no e' solo semplice e puro odio,tutta un'altra cosa.non odiamo napoli per la sua meridionalita',odiamo napoli per come sono fatti i napoletani vigliacchiu,parassiti e illegali,che c'entra il razzismo???

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  15. Interessante leggere come oggi il quotidiano Casteddu Online nella sostanza fornisce la stessa versione dei fatti:

    «Oggi si gioca Napoli-Cagliari, la sfida dell’anno per i tifosi dal quel maledetto spareggio del 1997. Sul quale vi raccontiamo in esclusivo retroscena come andò al San Paolo: si giocava Cagliari- Piacenza, un gruppo di crica trecento tifosi ragazzini entrarono nei distinti del San Paolo con la chiara intenzione di tifare Cagliari. Ma al loro grido “Cagliari, Cagliari”, il capo dei Furiosi Albino Portoghese (oggi ricercato in Brasile per maxi spaccio di droga) intimò ai suoi supporters il grido “Napoli colera”. Da allora fu l’inferno: tifo contrario dei napoletani, scontri dopo la gara, sassate sui pullman dei tifosi del Cagliari, pestaggi da ambo le parti. Partita persa e Cagliari di Mazzone in serie B. Con Tovalieri in lacrime sotto la curva dei tifosi del Cagliari, partiti in migliaia con due navi al seguito. Intanto oggi si gioca Napoli-Cagliari, Ballardini cerca l’impresa con gli uomini contati. Si teme che Larrivey giochi dall’inizio. Vogliamo mettere una copertina beneagurante: quella del Corriere dello Sport sullo scudetto del Cagliari, Guardate che bei tempi.»

    http://www.castedduonline.it/sport/oggi-napoli-cagliari-ecco-la-vera-storia-degli-incidenti-del-1997-al-san-paolo/11818

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  16. primo non erano trecento tifosi ragazzini,dal momento che c'erano tantissimi ragazzi molto piu' grandi che una volta avvicinati hanno cominciatio a offendere,arrivando addirittura a schiaffeggiare donne e anche bambini.per non parlare dell'atteggiamento delle forze dell'ordine.
    si puo' parlare infinitamente di una cosa che non si e' vista,inventando storie e storielle.
    poi esiste la realta' dei fatti , ma vedo che in questo blog non interessa tanto!!

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  17. parliamo tanto di razzismo nei confronti di questi poveri angioletti napoletani ma qualcuno si dimentica del razzismo che ce verso i sardi..come pensate che siano reputati i sardi a napoli(e non solo),come brava gente o come pecorari e banditi che si fanno le capre..a me sinceramente se un napoletano pensa queste cose di me non mene frega niente ma che non si venga a parlare di sardi razzisti e napoletani vittime.per me e normalissimo che se un popolo prova odio verso un altro sara ricambiato con l'odio.hanno voluto questo che non si mettano a pingere se poi gli viene datto della fecia

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  18. I sardi che insultano i napoletani non sono più intelligenti degli altri...

    Chiedetevi anche come sono trattati i sardi a Milano e a Torino visto che molti sardi tifano Juventus, Milan e Inter.
    Se lo sapessero forse avrebbero più a cuore la loro terra e la squadra che porta la loro bandiera.

    Quando lo stadio di Torino salta urlando: "chi non salta un pastore è!" Vorrei vederli quei sardi che tifano la Juventus...

    Il Calcio è complesso, il tuo articolo evidenzia bene come amplifica certi stati d'animo. Ma la situazione di oggi è molto più complessa: tanti sardi insultano i napoletani e pure coloro che tifano il Cagliari che a loro volta rispondono con insulti...
    Ci sarà mai una fine?

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  19. CONFERMO GENTE DI MERDA BISOGNA STARE ATTENTI A QUESTA MERDAGLIA NAPOLECANA E COMUNQUE IL NAPOLECANO STA SUL CAZZO A TUTTI.

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  20. Ma per cortesia. Io, napoletano a Cagliari sin da bambino, sono stato insultato per anni, molto prima della partita col Piacenza. A scuola era un continuo di insulti. Se andavo a giocare a calcetto con la maglia del Napoli, la gente s'appostava sulle tribune del campetto e mi gridava insulti. Mi ricordo benissimo la partita della doppietta di Fonseca, quella del famoso gesto dell'ombrello dopo che Fonseca era stato insultato per tutta la partita (invece, grandi onori tributati a Francescoli, giusto perché era andato il Torino invece del Napoli): lanci di bottiglie di vetro sul nostro settore, col rischio di ammazzare qualcuno; gente che si turava il naso come per dire "quanto puzzate"; inseguimento dei bus dei Napoletani fino al porto (io ero miracolosamente riuscito a convincere un carabiniere a farmi scendere, gisuto perché risultavo residente a Cagliari sulla carta d'identità), con anziani e bambini dentro, gente che gridava "tornate in Africa" (chissà chi sta più vicino all'Africa). Ogni partita col Cagliari, insulti razzisti, colera e Vesuvio per tutta la partita. E poi molti cagliaritani si meravigliano se non sono stati accolti con lanci di fiori per lo spareggio col Piacenza (le violenze attribuite ai Napoletani, poi, sono tutte da verificare).
    Quindi, per cortesia, basta con questa storia: ammettete che il vostro odio per Napoli e i Napoletani è irrazionale e assurdo (so benissimo che il 99,99% dei cagliaritani non è mai stato a Napoli nè ha mai visto un Napoletano, quindi potreste parlare allo stesso modo degli abitanti di Samoa). Forse da lì si potrà ripartire per un dialogo civile.

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  21. Sardi di merda a Napoli le prendete sempre Ma pure in casa

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    1. ci prendiamo pure tua sorella

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    2. Sono sassarese è super tifoso della sef torres1903..ma tu napoletano che cazzo hai da dire sardi di merda??per caso hai preso calci in culo in terra sarda??noi siamo un popolo fiero voi la mondezza d'italia..sardinia no est italia..fozza torres e sa saldigna mea...

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  22. Vivo a Cagliari da tanti anni,ho vissuto in molte città del "continente" prima di conoscere la Sardegna. Ha ragione l'anonimo del 19 aprile 2013,a Cagliari città c'è troppo pregiudizio nei confronti dei Napoletani,anche da parte di chi non segue il calcio,anche da parte di chi non è mai stato a Napoli. Ho notato che c'è quasi un simile sentimento verso altre popolazioni del Sud Italia e,di converso,un'ammirazione da parte di alcuni verso la Lega Nord (provate a sintonizzarvi su Radio Padania e sentirete molti Sardi pro indipendentzia,non scherzo). Quello che mi dà fastidio è che grazie alla Cassa del Mezzogiorno tante persone sono rimaste nella loro terra senza dover emigrare e, ancora oggi, sento e leggo troppe affermazioni di questo tenore....se gli "sportivi" vogliono continuare a sostenere queste tesi non ci sarà mai un punto di incontro, che continuino a perdersi in questi ragionamenti da quattro soldi per non dire da ignoranti.Orgoglio non deve far rima con ignoranza,sveglia!!!

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