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sabato 15 gennaio 2011

BREVE STORIA DEL FUTURO

SOURCE: Fazi Editore

Autore: Jacques Attali

Editore: Fazi Editore

Data di Pubblicazione: 12/10/2007

Pagine: 256

Prezzo: Euro 16,00

ISBN: 978-88-8112-877-8


«Scrivo questo libro perché il futuro non assomigli a quello che temo sarà. Io credo nella vittoria dell’iperdemocrazia, forma superiore di organizzazione dell’umanità, espressione ultima del motore della Storia: la libertà». Jacques Attali

Come sarà il mondo nel 2060? E cosa accadrà nei prossimi cinquant’anni? Nell’immediato futuro dovremo affrontare il terrorismo e il fondamentalismo religioso, il surriscaldamento del pianeta e l’esaurimento delle risorse, l’ascesa di nuove potenze e il declino dello stile di vita occidentale. Ma questo è niente, paragonato a ciò che ci aspetta più avanti. La globalizzazione? Sostituita da un iperimpero che controllerà politicamente, e non solo economicamente, un mondo policentrico. Le guerre locali e nazionali? Inglobate da un iperconflitto dagli effetti inimmaginabili. E la gente comune? Sarà costretta a spostarsi in ogni angolo della terra per seguire le regole del mercato, innescando così una catena inesauribile di lotte fra nomadi e sedentari. Dunque tutto è perduto? Forse no, perché – dice Attali – il domani dipende da come intendiamo usare ora le innovazioni tecnologiche che abbiamo a disposizione. E da quanto sapremo condividere con gli altri le nostre capacità, soprattutto quelle creative. Solo se riusciremo a percorrere questa via (e a resistere a un cinquantennio costellato di enormi ostacoli), arriveremo alla fase finale: un’iperdemocrazia estesa a livello planetario, stavolta a beneficio di tutti. Pagine profetiche, visionarie e al tempo stesso realistiche e concrete, quelle di Attali, che ci inchiodano alle nostre responsabilità e alle conseguenze delle scelte politiche dell’oggi. Bestseller in Francia (250.000 copie) già tradotto in quindici lingue, Breve storia del futuro contiene nella presente edizione un piccolo omaggio ai lettori italiani: una sintetica ma incisiva analisi del possibile ruolo del Belpaese nei decenni a venire.


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