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mercoledì 19 gennaio 2011

SONO QUESTE LE COSE CHE MI RICORDANO IL PERCHE' HO DECISO DI VIVERE A BERLINO...

SOURCE: Facebook

Finalmente abbiamo una sala nostra, non proprio tutta nostra e per sempre, ma abbiamo un posto dove poter suonare più o meno quando e quanto vogliamo.

di Maurizio Rocca

Si trova a Lichtenberg a Berlino est, il quartiere più nazi che ci sia (o almeno così dicono), anche se io di nazi non ne ho visto neanche uno. La Rockhaus è un edificio prefabbricato tipico della DDR, una cinquina di moduli sovrapposti l'uno sull'altro, tutti uguali, tutti uffici dove si svolgeva quotidianamente la burocrazia della capitale dell'ex-Germania dell'est. Ora quegli uffici 3x3 mt. tutti uguali, centinaia per ogni piano, sono diventati delle sale prove, da ognuno di quegli uffici fuoriesce un'energia diversa, una musica diversa, ognuno di quegli ex-uffici ora vive di una storia musicale propria unica e diversa. Vengono affittati alle bands a partire da € 120 al mese e ai solisti a partire da € 50. I corridoi del palazzo sono affollati giorno e notte da musicisti di ogni età, stampo e genere musicale, giovanissimi punx, metallari, rockabilly, uomini più o meno attempati col sax nella custodia appassionati di jazz ecc... sono tutti cordiali e gentili ed è usanza salutarsi quando ci si incontra nei corridoi, nelle scale, in bagno o in ascensore, anche se non ci si conosce.

Quasi all'ingresso, nel pian terreno, c'è anche un negozio di corde, tracolle, strumenti musicali che funge anche da bar, è gestito da un vecchio rocker dell'est, sessantenne e amante del metal, l'ho capito dai CD che ha sul banco, vende la birra, la "Berliner Pils" da mezzo litro a € 1,10 e ogni volta che ti da la birra ti chiede quasi scusa con gli occhi per il prezzo a suo avviso "troppo alto", prende anche le bottiglie vuote e te le paga € 0,08 l'una. I bagni sono nel corridoio, uno in ogni piano e sono talmente puliti e rispettati che ci potresti mangiare sopra. Amo quel posto e ho deciso di volere una sala tutta mia.

Sono queste le cose che mi ricordano il perchè ho deciso di vivere a Berlino, ma allo stesso tempo i miei pensieri giungono fino all'Italia, piuttosto che mettere a disposizione della cultura, della musica un edificio dismesso avrebbero preferito che crollasse a pezzi! Come dice una barzelletta di Benito Urgu: "...piuttosto di darti l'acqua, deu a s'acqua ci pongu fogu!(io all'acqua ci metto fuoco)". Penso all Sardegna, a Cagliari, ai mille gruppi e musicisti che suonano e che vorrebbero suonare, ai mille spazi in degrado, abbandonati e che cadono a pezzi a causa della non curanza dei nostri amministratori, penso per esempio all'ospedale Marino, all'ingloriosa fine che hanno fatto il Jazzino e il Pallone Tenda dei Mondiali '90, alle fornaci di Quartu e ad altri mille spazi che potrebbero rivivere e risplendere di luce propria, che non avrebbero dei costi ma anzi produrrebbero ricchezza, arte, cultura, relazioni sociali, lavoro proprio come alla Rockhaus di Berlino est.

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