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martedì 1 marzo 2011

CAPPELLACCI E CELLINO FANNO GLI GNORRI, MA LO STADIO AD ELMAS NON SI FARA' MAI - FOSSI IL PRESIDENTE LO FAREI AD ABBASANTA. ANCHE IN CHIAVE INDIPENDENTISTA, PERCHE' NO?

Karalis Arena
Potete scommetterci, lo stadio ad Elmas non si farà. A meno che Cappellacci e Cellino non conoscano una formula magica per far cambiare idea all'ENAC, l'Ente Nazionale Aviazione Civile. Che come è noto ha gia espresso un parere negativo. Il parere dell'ENAC è vincolante ed è di natura tecnica, e cioè, detta brutalmente, uno stadio non può confinare con un'aeroporto.
A meno che l'ENAC da un giorno all'altro cambi idea e stabilisca che uno stadio può confinare con un aeroporto. Impossibile. In realtà la questione è molto più complessa di così, ma è comunque il problema minore. Il vero problema è un altro: il masterplan per l’ampliamento dell’aeroporto.

Masterplan Elmas
IL MASTERPLAN Ampliamento che riguarda anche l'area di Santa Caterina, dove Cellino vorrebbe (o fa finta di volere?) costruire la Karalis Arena. Il Masterplan risale infatti almeno al 2009 e ha il beneplacito della Regione, ovvero di Cappellacci! Lo stesso Cappellacci nel 2009 all'inaugurazione della nuova pista dell'aeroporto dichiarava: "bisogna lavorare per l’emergenza, ma non si deve perdere di vista la programmazione per il futuro e un’infrastruttura come questa guarda al futuro". 

A questo punto il caro Ugo ci deve spiegare come fa ad appoggiare entrambi i progetti, perché a meno di non essere deficienti o di far finta di esserlo, è chiaro anche a un bimbo di quattro anni che a Santa Caterina o si costruisce l'aeroporto o si costruisce lo stadio; entrambi non è possibile. 

LE TRE OPZIONI Siccome sono più che convinto che Ugo è tutt'altro che deficiente, le opzioni sono tre: o sta prendendo per i fondelli Cellino oppure vuole volontariamente ostacolare l'ampliamento dell'aeroporto che è finalizzato a raggiungere un traffico di 5 milioni di passeggeri all'anno. Presupposto quet'ultimo,  per il riconoscimento come scalo europeo da parte della UE.

Aeroporto di Fenosu
E la terza? Sappiamo bene quanto Cellino non sia il tipo da farsi prendere per i fondelli da nessuno, figuriamoci da Cappellacci. E sappiamo bene che l'unico aeroporto che Cappellacci ha ostacolato veramente in questi anni è quello di Fenosu, proprio in funzione dell'ampliamento di Elmas, o almeno così dicono gli oristanesi.  La terza opzione: non sarà mica che Massimo e Ugo si sono messi d'accordo per fare gli gnorri? Chissà...

IN SPECULA SPECULORUM? Sta di fatto che, se Cappellacci appoggia l'ampliamento dell'aeroporto, di questo ampliamento Cellino ne era certamente al corrente. Nonostante questo ha acquistato lo stesso i terreni. I maligni dicono che la parola "nonostante" non sia quella giusta da utilizzare, e che vada sostituita con le parole "proprio per". Quindi la frase andrebbe riletta in questo modo: "di questo ampliamento Cellino ne era certamente al corrente, proprio per questo ha acquistato lo stesso i terreni".

I maligni affermano ciò perché, in caso di ampliamento dell'aeroporto, adesso i terreni verrebbero espropriati a un prezzo decisamente più altro rispetto a quanto pagati da Cellino. Perché ora che ci vuol fare lo stadio (o dice di volerlo fare), ovviamente valgono di gran lunga di più. In sostanza i maligni dicono che Cellino abbia fatto una mera speculazione. 

Lo stadio e il quartiere
DA MINCHIONE MI DOMANDO O forse ad essere una mera speculazione è soltanto il mio ragionamento. Però a questo punto la domanda mi sorge spontanea: se l'ostacolo maggiore alla cessione dell'area in cui è situato lo stadio Sant'Elia è il vincolo regionale, non era sufficiente fare una legge, sempre regionale, per rimuovere quel vincolo? Cappellacci non poteva entusiasticamente appoggiare quel progetto in funzione di rilancio del quartiere, come tra l'altro aveva detto? Domando da minchione, naturalmente. Da minchione nel senso etimologico del termine.

Il rudere
SPC Qualcuno potrebbe obiettare che l'SPC, il Sistema di Potere Cagliaritano altrimenti detto Partito del Disfare o dei Becchini, da quell'orecchio non ci sente. Ci sente solo dall'orecchio del cemento, che potrebbe risultare utile per costruire un intero quartiere di palazzi al posto di quel rudere dello stadio Sant'Elia. 

Insomma, a Cappellacci reggere il gioco a Cellino, può portare solamente un ritorno di immagine in funzione delle elezioni comunali a Cagliari, mentre il secondo, quando lo stadio non si farà, potrà dirsi perseguitato dal potere e dalla burocrazia e assumere una posizione conflittuale e rivendicazionista.

Il "rudere" anfiteatro
PESO POLITICO ZERO L'unica possibile da parte sua, considerato che Cellino politicamente non conta nulla. In una città dove c'è chi riesce a costruire delle palazzine sulla più grande ed importante necropoli punica del mondo o dove c'è chi riesce a costruire palazzi e centri commerciali su Santa Igia, la città medievale capitale del giudicato di Cagliari, in una città del genere chi non riesce a costruire uno stadio al posto di un altro stadio, politicamente non conta nulla. Non è un caso che per il comune l'anfiteatro romano è un rudere e lo stadio Sant'Elia è un'area archeologica da preservare. 

Laporta candidato
ABBASANTA CAPUT SARDINIA Se fossi il presidente del Cagliari costruirei lo stadio ad Abbasanta, al centro della Sardegna. Sono sicuro che quel paese sarebbe disposto a cedere a Cellino un area di almeno 100.000 metri quadrati per fare lo stadio. Da almeno 40.000 mila posti, con annesso centro commerciale da 200 negozi e multiplex da 20 sale. Costruirei una squadra da Champions League e le cambiarei il nome da Cagliari in Sardegna. Fonderei un partito indipendentista come Laporta, il presidente del Barcellona e mi candiderei a presidente della Regione Sardegna. Così si che conterei politicamente. 

Ma io non sono il presidente, sono solo un povero minchione.




7 commenti:

  1. La tua disamina e' ben fatta, ma hai tralasciato il fattore fondamentale di questa vicenda: le cubature destinate ad edilizia residenziale. Della partita potrebbe essere giocatore anche chi ha acquistato la vicina area delle ex acciaierie FAS, area inquinata che volevano far passare per Parco Nazionale.
    Inoltre, qualcuno si e' mai preso la briga di andare in conservatoria o al catasto a verificare che Cellino abbia davvero acquistato quei terreni?
    Se si, a quale titolo (proprieta', riserva o altre forme)? E sopratutto, a nome di chi? Personalmente (difficile, essendo nullatenente), oppure a nome di qualche societa'? Partecipata da chi? Con sede dove?
    Ricordiamo che pure della Societa' Cagliari Calcio non e' chiara la composizione societaria.

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  2. a prescindere dalla composizione societaria se realmente i terreni sono stati acquistati,a qualsivoglia titolo, l'acquirente non può non essere la Società Cagliari Calcio!

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  3. L'acquirente puo' essere chiunque, la societa' cagliari calcio in tutta questa vicenda puo' essere solo un attore, la quale poi usufruira' a qualche titolo dello stadio.
    La proprieta' dei terreni e' importantissima perche' da li si capisce chi e' dietro a questa faccenda.
    Ricordiamo tutti, si tratta di un'intervento che produrra' cubatura residenziale, PA LA ZZI NE... quella e' la partita che si sta giocando e di cui tutti vogliono avere qualcosa indietro.
    Nulla di nuovo in citta'...

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  4. questo sta diventando il sito della dietrologia casteddaia.. se ne sparano di tutti i colori

    comunque Cellino non poteva acquistare i terreni del sant'elia a prezzo di mercato perchè non aveva i quanttrini per farlo. La cifra sarebbe stata esorbitante per le sue tasche.
    Quelli di Santa Caterina dice di averli pagati 8 milioni.

    andrea

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  5. Allora un'anima pia che vada alla cittadella finanziaria a verificare non si trova?
    Sputtaniamo l'SPC!!!

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  6. Laporta non ha cambiato il nome alla squadra e non l'ha fatta giocare a 100 chilomentri dalla capitale..

    La squadra è nata in città, può e deve continuare a chiamarsi Cagliari e Boh

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  7. La parte sulle espropriazioni è surreale. Mi sa che il genio in questione non ha ben presente la disciplina che regola le espropriazioni ed i relativi indennizzi.

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