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martedì 8 marzo 2011

DIABLO (SIKITIKIS)

SOURCE: Switchzine

Musicista, radio dj, cantante, queste sono solo alcune delle parole che descrivono Alessandro Spedicati aka Diablo. Con una forte passione per ciò e il suo mestiere è un tornado di energie. La sua band, i Sikitikis vi faranno saltare, sudare e urlare per ore durante le loro performance dal vivo. Diciamo che questa rock, electro-pop band vi darà sempre il massimo. Avete bisogno di scaricare un pò di stress?...andate a vederli!

di Manuela Fiori

D: In poche parole... chi è Diablo?
R: Non ti saprei dire esattamente chi è Diablo. Diablo è la persona che vedono gli altri. In compenso ti so dire con relativa precisione chi è Alessandro. Sono un uomo che ha scelto di affrontare un percorso di vita in cui la musica è la colonna portante. Sono un uomo che ha scelto di seguire la propria vocazione ad ogni costo, ad ogni rischio e facendo affidamento sulle proprie vibrazioni più profonde, più semplici

D: Come e quando hai iniziato a cantare? Hai una musa?
R: Ho iniziato a cantare in macchina con mia madre. Non avevamo l'autoradio e quando mi portava all'asilo (e poi a scuola), cantava per tutto il tragitto. Presto mi sono unito anche io. Molte canzoni le ho imparate a memoria a 4 o 5 anni senza mai aver ascoltato l'originale.

D: Prima dei Siki suonavi nei "Cani da rapina", com'è cambiato il tuo stile?
R: Ovviamente è cambiato tanto. Sono passati quasi 15 anni da quelle esperienze musicali. Ci sono state molte esperienze, molte soddisfazioni e anche tante delusioni e porte chiuse in faccia. Stilisticamente c'è stata una maturazione forte, l'acquisizione di una scrittura più consapevole e la capacità di gestire le proprie energie in base ai limiti del proprio talento. Ma la cosa che amo più notare, non è ciò che è cambiato, ma ciò che è rimasto inalterato, ovvero l'attitudine, l'inclinazione e la voglia.

D: Hai due progetti paralleli: Sikitikis e Brain Department, iniziati entrambi nello stesso periodo (2000). Di chi è stata l'idea di dividere le due cose?
R: I due progetti sono iniziati insieme, è vero, ma tutto era racchiuso nel nome Sikitikis. Solo nel 2008 le due attività di sonorizzazione e di scrittura "pop" sono state separate in due contenitori differenti. Tutto ciò è servito soprattutto a creare un ordine nel nostro lavoro. Nel tempo, Brain Dept diventerà un organismo ancora più indipendente, fino ad avere una gestione completamente differente da Sikitikis. Questo perchè le due cose si riferiscono e si confrontano con mercati e pubblici sempre più differenti fra di loro.

D: La passione per le colonne sonore era una cosa che avevate in comune già da prima o è stato uno di voi a spingere verso quella direzione?
R: Il più ivasato sull’argomento e Jimi (bassista) lui ma coinvolse in questa passione quando ancora suonavamo nei Cani Da Rapina. Enrico e Daniele (tastierista e batterista), si sono dimostrati immediatamente molto ricettivi sull’argomento. Per il resto è bastato iniziare a suonare quella meraviglia e la strada si è fatta da sola.

D: Come descriveresti lo stile dei progetti con Brain Dep? Le immagini son solitamente retro( film, dialoghi) il suono e li contrasta? cosa volete esprimere musicalmente?
R: Con Brain Dept. sonorizziamo qualsiasi cosa. Dalle immagini di film alle parole dei racconti e dei romanzi, Dai monumenti ai Quadri alle fotografie e qualsiasi cosa valga la pena di provare a descrivere in musica. Il tentativo è sempre quello di creare un ipertesto che si intrecci con la materia da sonorizzare in modo da creare nuovo tessuto e nuova materia. La musica ha la capacità di far cambiare l’umore e la percezione delle cose. Noi, con le sonorizzazione proviamo a fare questo, interpretare l’umore, tradurlo, restituirlo.

D: La vostra cover di “Un cuore matto” è nella colonna sonora del Film “ Cosmonauta”(2009) con il quale ha esordito la regista Susanna Nicchiarelli, è stato Max Casacci ( Casasonica/Subsonica ) a contattarvi? La scelta della canzone di chi è stata? Cosa ne pensi del prodotto finito?
R: La nostra collaborazione con Casasonica risale al 2004. La mia personale amicizia con Max Casacci è ultradecennale. La Fandango (casa di produzione del film) ha contattato Casasonica per produrre la colonna sonora del film. La traccia da seguire è stata buttata giù dalla regista, che ha scelto i brani. A noi è stato chiesto di arrangiare Cuore Matto partendo dalla pulsazione originale del brano cantato da Little Tony. Noi abbiamo provato a portare il tutto in un’atmosfera epica e morriconiana. L’esperimento è piaciuto molto e il risultato finale credo sia una delle nostre rivisitazioni meglio riuscite.

D: Torniamo ai Siki, sei tu a scrivere i testi? Il vostro nuovo album è intitolato Dischi Fuori Moda, perché questo nome ? come descriveresti questo album al livello di contenuto rispetto a B, c’è stata una crescita , un bisogno di esprimere qualcosa di diverso?
R: Si, sono io che scrivo i testi. Dischi Fuori Moda è il frammento di un verso di una delle canzoni dell’album. Ci sembrava che suonasse bene, che potesse rappresentasse “il colore” del disco. La crescita c’è stata sicuramente, non fosse altro perché siamo cresciuti anche per età ed esperienze. “B” è un disco che descriveva cose diverse, anzi, per meglio dire, descriveva le cose in modo diverso. Dischi Fuori Moda è stato concepito in un mood opposto, molto più leggero, libero, anche dove c’è la disillusione è velata della costante presenza di un’ironia positiva. In altre parole è un disco che abbiamo scritto sol sorriso e per il sorriso.

D: Hai mai pensato di cantare in inglese?
R: Mai. Credo che per cantare, o peggio ancora scrivere, in inglese si debba essere inglesi, americani o indiani. O, al limite, aver vissuto in uno di questi luoghi per lungo tempo. L’utilizzo di una lingua è una cosa delicata, importante. Si sentono di certi gruppi sardi o italiani cantare in un inglese imbarazzante… mi chiedo spesso cosa vogliano realmente esprimere… Oltre ai Sikitikis e Brain Department Organizzavi un “Golpe”ogni venerdì all’ FBI,( Locale

D: Oltre ai Sikitikis e Brain Department Organizzi un “Golpe” all’ FBI,( Locale, Discoteca di Cagliari) che tipo di scena vuoi creare? Che genere musicale ?
R: Il Golpe non crea una scena, la ricompatta. La scena esiste già, lo dimostrano le oltre 800 persone a serata che sono i protagonisti della nuova onda divertentista cagliaritana. Nessun genere musicale, vale tutto. Questo è il nostro motto. Quella del Golpe è una Cagliari, una Sardegna, che si guarda negli occhi direttamente con l’Europa. Quando si è al Golpe, la sensazione è quella di potersi trovare ovunque. Questo restituisce un grande senso di libertà.

D: Dj o cantante? Quale dei due ti da le emozioni più forti?
R: Neanche a paragone: Cantante. Ma più ancora: Autore.

D: Come vedi il tuo futuro professionale? Con i Siki?,… altri progetti? Un sogno nel cassetto?
R: Ho tanti sogni. Portare i Siki a certi livelli è uno di questi. Altri progetti sono nei cantieri della mente, ma parlarne è troppo presto. Un grande sogno nel cassetto è quello di poter fare una colonna sonora per un regista importante, di quelli che candidano agli Oscar.

D: Radio Press, un altro progetto, hai limiti nella scelta musicale?
R: Come dicevo prima, nessun limite. Il mio parametro come direttore artistico di una radio non è quello di selezionare ciò che piace a me, ma ciò che ritengo essere meritevole del giudizio del nostro pubblico.

D: Cosa ne pensi della scena musicale di Cagliari ( live music ) ?
R: Penso che sia molto sana. A Cagliari si produce, musica di ottima qualità. Il pubblico locale segue in maniera soddisfacente gli appuntamenti live, è selettivo, a Cagliari raccoglie davvero solo chi merita.

D: I miglior locali per ascoltare e ballare live music a Cagliari?
R: Cagliari ha una carenza storica di spazi per la musica dal vivo. Spesso i problemi di convivenza col vicinato hanno causato problemi ai gestori con conseguente ridimensionamento della programmazione. Altre volte i locali non sono tecnicamente attrezzati per garantire un’esibizione di qualità. In questo momento in città c’è poco o nulla. Certo, il Fabrik, il Caracol e pochi altri stanno cercando di tenere viva l’attività del live. Il locale della zona tecnicamente più attrezzato è l’FBI, a Quartu, ma è da tanto tempo che non c’è più una programmazione trasversale, in grado di accontentare una certa fascia di pubblico. Probabilmente le cose cambieranno.

D: Che musica ascolti al momento?
R: In questo periodo sto ascoltando diverse cose. Per esmpio sto osservando la nuova scena elettronica Angolana. Produttori africani che fanno un grande lavoro sul ritmo utilizzando matrici stilistiche del raggamuffin. Poi sto ascoltando parecchio l’ultimo disco dei Tre Allegri Ragazzi Morti, i testi di Davide Toffolo mi piacciono molto.

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