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giovedì 17 marzo 2011

PER NON FESTEGGIARE L'UNITA' D'ITALIA SONO VENUTO A BARCELLONA. CHE AD APRILE VOTERA' PER L'INDIPENDENZA DELLA CATALOGNA...

Da ieri sono a Barcellona. Intanto tanti auguri a tutti gli italiani che festeggiano i 150 anni dell'unità nazionale. Immagino che sia una bella emozione, per cui sono davvero contento per loro. Come sono contento per i francesi il 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia. Tra l'altro chissà quanti sardi oggi festeggerebbero con entusiasmo e partecipazione il 14 luglio, se a Cavour fosse riuscita l'impresa di cedere la Sardegna ai francesi.

Sicuramente tutti i sardi il 28 aprile festeggerebbero l'indipendenza della Sardegna se nel 1793, proprio sull'onda di ciò che accadde in Francia qualche anno prima, la Sarda Rivoluzione capeggiata da Giovanni Maria Angioy, avesse preso un'altra piega.

Ma si sa, siamo italiani per caso. O meglio: non si sa!!! Perché la storia della Sardegna a scuola non si studia. Se dal 1948 ad oggi, anno della finta Autonomia della Sardegna, tutti i sardi scolarizzati l'avessero studiata, probabilmente oggi gli indipendentisti in Sardegna sarebbero la maggioranza. O forse addirittura saremmo già indipendenti. Chissà...

Intanto un personaggio di Cagliarifogna ha fondato un movimento di adesione alla Spagna. Il suo ragionamento non  fa una piega: siamo stati iberici per 300 anni (dal 1420 al 1720), cosa saranno mai 150 anni d'Italia? Uhahua! Iberici, non spagnoli. Perché prima "siamo stati" catalano-aragonesi e poi, con l'unione del regno di aragona con quello di Castiglia, "siamo diventati" spagnoli. 

Ma l'unione di quei due regni, avvenuta qualche secolo fa non ha certo trasformato i catalani in spagnoli. Almeno non tutti. In ogni caso qui a Barcellona lo spagnolo è una lingua straniera. A tal punto che il 10 aprile i barcellonesi verranno chiamati ad esprimersi sull'indipendenza della Catalogna in un referendum consultivo popolare cittadino. Pensate che anche la squadra del Barcellona di Guardiola e Messi appoggia il si al referendum! 

Con buona pace del Cagliari di Cellino e dei miei concittadini casteddai che hanno Milano come modello di riferimento. Io tutta la vita Barcellona. Fino all'indipendenza.


1 commento:

  1. Caro Mario, leggo con piacere il tuo post. Purtroppo, essendo stato scolarizzato in Italia, non so molte delle cose che dovrei sapere sul mio Paese, il Veneto. Dato che, da cinque anni e per molti ancora, vivo e vivrò in Catalogna mi sono interessato alla sua storia e non posso che essere d'accordo sulla sua indipendenza. Solo una cosa: i referendum consultivi popolari sono ammessi dalla costituzione spagnola solo in caso di autorizzazione da parte del governo (!?!?) e questo del 10 aprile non lo pe. Per questo è autogestito ed organizzato solo con lavoro e denaro dei volontari: http://catalognaoggi.blogspot.com/2011/03/diritto-irrinunciabile.html

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