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martedì 15 marzo 2011

PROVE TECNICHE DI CEMENTO SULLA SPIAGGIA DI SANT' ELIA - IL SENSO ESTETICO DEL COMUNE DI CAGLIARI

Questo piccolo angolo di paradiso che vedete nella foto qui accanto è la piccola spiaggia di Sant'Elia. La foto l'ho scattata io qualche pomeriggio fa, con il mio telefonino. La foto ha un po' un effetto grandangolo, per cui da questa immagine non si nota un obbrobrio che invece ad occhio nudo si vede benissimo.

Prima di svelarvelo, giusto per far capire la bellezza del luogo a chi non c'è mai stato, nelle foto qui a sinistra possiamo rispettivamente ammirare ciò che si vede guardando il mare e ciò che si vede guardando terra. Ciò che si vede nel lato opposto alla prima foto, ve l'ho volutamente risparmiato, perché è uno schifo di muro in cemento armato, costruito almeno tre decenni fa. Quel danno è fatto a termini di legge e non ci si può più fare nulla. Almeno per ora. E comunque non è del cemento passato che vi voglio parlare, ma di quello presente, per evitare quello futuro.

Torniamo alla prima foto. Se ci si avvicina, quello che si vede è ciò che mostra la foto qui a destra. Ripeto, vi assicuro che questa schifezza si vede ad occho nudo, sia da dove è stata scattata la prima foto, sia dall'alto della spiaggia, sia dal mare nel qual caso ci si avvicini con un gommone.

Questa schifezza sta qui dall'estate scorsa, quella del 2010. Lo so perché qualche volta ci sono venuto, ma in realtà lo prova anche l'adesivo dietro il cartello. Una schifezza simile c'è anche nella spiaggia di Calamosca, dove proprio l'estate scorsa, per ben due volte è crollato un costone di roccia. In una di queste due volte non si è sfiorata la tragedia soltanto per miracolo.

Questo è il motivo per cui c'è questa schifezza, e cioè perchè il tratto di costa che va dalla torre de Su Perdusemini, alla Torre del Poetto, come mostrato dalla cartina qui accanto, è interdetto al transito e alla sosta dalle ordinanze della Capitanerie di Porto, indicate nel cartello. Però, come potete vedere voi stessi, le ordinanze risalgono al 1987. Ordinanze emesse dopo la tragedia avvenuta quell'estate nella spiaggetta di Marina Piccola.

Il fatto grave, non è tanto che il Comune di Cagliari ci ha messo ben 23 anni a chiudere l'accesso. I fatti gravi sono due:

- il primo è che in 23 anni nessuno ha fatto nulla per mettere in sicurezza quel tratto di costa, in modo da far si che i cittadini ne potessero godere le bellezze. Come dire: chiudiamo via Dante al traffico perché a causa delle buche succedono troppi incidenti, invece che riasfaltare la strada;

- il secondo è che il Comune di Cagliari non perde occasione, appena può, di spruzzare un po' di cemento da qualche parte. In questo caso sugli scogli di Sant'Elia. Ma secondo voi questo è il modo di mettere un cartello in paradiso?


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