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sabato 21 maggio 2011

SINDROME DI QUIRRA E GIUSTIZIA COLONIALE IN SARDEGNA

SOURCE: Facebook

L'indagine del procuratore Fiordalisi sulle attività del poligono ha causato il sequestro della base di Quirra-San Lorenzo per disastro ambientale, pericoli per la salute di persone e animali ed altri possibili reati.
La sentenza del GIP di Lanusei Paola Murru ha proibito il pascolo degli animali, coltivazioni, raccolta di funghi e asparagi e qualsiasi presenza umana nel perimetro del poligono comprese le balneazioni nelle spiagge e nel mare perché “si tratta di attività pericolose attualmente per la salute umana e animale, se svolte nei terreni del poligono”..

di Mario Carboni

Come non essere d'accordo.

Siamo testimoni con piacere e raccapriccio di un risultato atteso da moltissimi anni da chi sosteneva che il poligono, oltre a rappresentare un esproprio territoriale e di sovranità dei sardi, per le segretissime attività svolte senza nessun rispetto della natura, sottoposta a violenze ed inquinamenti inauditi in un paese civile, rappresentasse un pericolo per la salute dei militari e civili che vi operavano e delle popolazioni delle comunità che circondano il poligono e per la Sardegna intera.

Le denunce di uso di uranio impoverito, di brillamento di esplosivi sconosciuti in enormi quantità, di combustione di propellenti cancerogeni per razzi e missili, di sostanze chimiche diffuse al suolo come in alta atmosfera, di radiazioni di frequenze sconosciute e segrete per gestione e sperimentazione di guerra elettronica, si sono dimostrate plausibili, provate e inferiori purtroppo alla brutta realtà che l'inchiesta ha scoperto.

Era evidente che tutti aspettassero che fosse decisa la messa in sicurezza di persone ed animali, impedendo che potessero essere ulteriolmente inquinati, infettati e avvelenati dal permanere all'interno di un poligono così pericoloso, almeno sino a dopo un massiccio e radicale disinquinamento e rinaturalizzazione dell'area territoriale e marina, previo blocco di ogni attività militare o civile causa dell'inquinamento e dei pericoli.

Era stato quindi posto in conto che finalmente ogni attività sarebbe stata interdetta, col divieto di coltivazione e pascolo e relativo sgombero di persone ed animali.

Siccome le persone sono tutte uguali, si riteneva anche che gli stessi pericoli corsi dai pastori e contadini e dai comuni cittadini raccoglitori di funghi o bagnanti sulle spiagge, sarebbero stati corsi e anche in maggior misura data la maggior vicinanza ai luoghi e attività più pericolose, dai militari e dai civili addetti alle attività nel poligono.

Invece no.

I militari ed i civili impegnati direttamente nel brillamento di tonnellate di bombe ed esplosivo, nella raccolta di bossoli e rottami, nell'accensione dei motori a razzo, nelle prove a fuoco di serbatoi e tubi per gasdotti, tanto potenti da sollevare nubi di fuoco, fiamme e fumo alte come palazzi e dalla forma spesso di funghi atomici, non solo sono stati ritenuti non in pericolo ma le loro attività, al contrario di quelle della popolazione civile sono state consentite e continuano allegramente in barba ad ogni evidenza e buon senso.

Ecco, i militari e civili che lavorano nel poligono non sono stati considerati degni di tutela, accomunandoli nell'evacuazione, davanti al pericolo evidente di malattie gravissime e di morte in conseguenza del lavoro che gli è stato ordinato di svolgere senza la necessaria informazione dei pericoli né con adeguate misure di prevenzione e protezione.

Né le loro famiglie sono state tenute in minimo conto omettendo di valutare che le sostanze velenose vengono portate a casa con i vestiti e sopra il corpo, ponendole a contatto con le loro persone più care e accomunandole nel rischio di malattia e morte.

Ma ciò che sorprende e lascia esterrefatti è la motivazione espressa dal GIP di Lanusei Paola Murru nell'ordinanza di sequestro che butta fuori pastori, contadini e bestiame, causando loro problemi economici enormi che solo adeguate compensazioni e risarcimenti possono alleviare, mentre conferma tutte le ambigue attività militari e di sperimentazione del sistema militare-industriale internazionale nel poligono e la presenza dei militari e civili addetti.

Leggiamo come riportato dalla stampa un passo dell''ordinanza : “bisogna evitare di portare a più gravi conseguenze il reato di disastro ambientale commesso da ignoti nel corso di anni nell'area del poligono. Visto che non si può impedire il proseguo delle attività militari, specialmente in un periodo di forte impegno delle Forze armate all'Estero, l'unico strumento che può essere operato è il sequestro preventivo. Il poligono si potrà usare soltanto per attività militari, industriali e commerciali autorizzate dal ministero della difesa..”

Il GIP di Lanusei sostiene quindi che le attività militari nel poligono non si possono impedire. Eppure sono proprio le attività militari, o meglio quelle gestite dai militari per interessi industriali e commerciali anche stranieri, che hanno causato il disastro ambientale e che bisogna evitare che portino a più gravi conseguenze.
Il GIP per giustificare la concessione de permesso di continuare le attività pericolose richiama l'impegno delle Forze Armate all'estero quasi che il blocco del poligono le possa pregiudicare.

Eppure è evidente come certamente con la missione in Afganistan, o nel Libano o l'impegno recente per la Libia, nulla centrano le esplosioni che tutti intorno alla base hanno potuto vedere a favore dei gasdotti cinesi.
Eppure è provato che siano le altissime temperature anche delle esplosioni che creano le micro particelle con metalli pesanti e nuovi composti chimici che avvelenano e causano leucemie e cancro.
Come nulla interferirebbe con le attività militari italiane all'estero il blocco delle attività di industriali e commerciali , sempre autorizzate dal ministero della difesa..

E sono proprio le attività industriali e commerciali quelle che, come la provata sperimentazione di un missile a uranio impoverito da parte di una industria tedesca degli armamenti, a causare quella serie di componenti chimici e fisici che originano la Sindrome di Quirra.

Potrei fare un elenco di attività commerciali ed industriali svolte nel poligono e che nulla hanno a che fare con la difesa e le missioni all'estero e che invece andrebbero coerentemente bloccate almeno come se non più di quelle agro pastorali.

Evidentemente anche in questo caso volano solo gli stracci, cioè i sardi, mentre il colonialismo viene graziato e favorito.

Mi stupisce che molti in buona fede concentrino le loro attenzioni solo sul richiedere che i pastori, contadini, cittadini e greggi, non vengano evacuati, mentre non battono ciglio sull'incongruenza rappresentata dal mancato blocco ed evacuazione anche dei militari da tutto il poligono, sino all'accertamento dei fatti, delle responsabilità, dei danni materiali e morali e relativi risarcimenti.

E' evidente che adeguati risarcimenti e ammortizzatori sociali devono essere pagati a tamburo battente come è necessario prevedere una grande opera di risanamento ambientale e rilancio di attività compatibili con la VITA anche attraverso una ristrutturazione tecnologica e di obiettivi e una verifica di un possibile rilancio del poligono, tolto ai militari, che bandisca ogni esplosione e avvelenamento, verso la ricerca ed altre tecnologie utili e non pericolose.

L'attività del Procuratore Fiordalisi aveva aperto un dubbio sulla generale disistima e sfiducia nella giustizia italiana che è storicamente diffusa nel popolo sardo e fatto nascere una flebile speranza di cambiamento e presenza di un minimo di giustizia anche per i sardi, mentre il testo e lo spirito dell'ordinanza di sequestro del poligono fa invece pensare che la giustizia coloniale sia pienamente operante e prevaricante anche sulle migliori intenzioni dei singoli, ponendo i sardi nelle condizioni appunto di cittadini di colonia di ultima categoria e senza diritti civili elementari.

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