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sabato 11 giugno 2011

DATEMI PURE DEL BERLUSCONIANO (O A FAVORE DI CESARE BATTISTI), MA IO STO CON BRUNO BELLOMONTE

Oltre la lettera iniziale del cognome, cosa hanno in comune Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio dei Ministri e impelagato con svariate vicende giudiziare), Cesare Battisti (ex terrorista, scrittore di noir e criminale in fuga) e Bruno Bellomonte (ex capo stazione delle Ferrovie che ha perso il lavoro per colpa della giustizia italiana e militante del movimento indipendentista A Manca pro s'Indipendentzia)?

Risposta semplicissima: tutti e tre hanno guai seri con la giustizia italiana.
Ma non solo. Perché non è questa la cosa più importante e curiosa che accomuna i tre B.. La cosa più importante e curiosa che accomuna i tre B. è che tutti e tre si difendono d'innanzi all'opinione pubblica, nello stesso identico modo.

Nel suo ultimo comunicato in favore di Bellomonte, il movimento politico "a Manca pro s'Indipendentzia", tra le altre cose afferma:

"è stata rigettata la richiesta di scarcerazione al patriota, nonostante sia chiaramente emerso dal processo il carattere politico e persecutorio di questa farsa processuale".

Carattere politico e persecutorio. Sembrerebbero parole di Silvio Berlusconi. E di Cesare Battisti. Si perché questi ultimi due, come messo ironicamente in rilievo dal vignettista Vauro con un ironico quiz, in merito alla magistratura e alla giustizia italiana, la pensano allo stesso modo. Ecco il quiz di Vauro proposto diversi mesi fa, sia ad Annozero che sul Fatto Quotidiano:

"Chi l'ha detto? Indovinate di chi sono le seguenti dichiarazioni sulla giustizia
Sottolineo che le dichiarazioni sono rigorosamente autentiche

Dichiarazione 1 
"In Italia la giustizia non è al di sopra delle parti e, d'altra parte non c'è più un'opposizione che ora vuole vincere le elezioni tramite la magistratura"

Dichiarazione 2
"Sono indignato perché vedo una democrazia in libertà vigilata sotto il tacco dei giudici politicizzati"

Dichiarazione 3
"Consegnarmi alla giustizia significherebbe consegnarmi nelle mani dei miei avversari politici"

Dichiarazione 4
"Sono oggetto di una inaudita catena di inchieste giudiziarie segnate dal più ostile e prevenuto accanimento"

Dichiarazione 5
"Riaffermo la mia condizione di perseguitato politico"

Dichiarazione 6
"Sono l'uomo politico più perseguitato"

Dichiarazione 7
"Rimando molto triste pensando che la storia della mia vita sia raccontata con tante falsità"

Dichiarazione 8
"Debbo constatare con amarezza che la mia vita privata viene continuamente utilizzata mediaticamente a fini politici"

Risposte al quiz 
Come avete detto, sono tutte di Berlusconi? Sbagliato siete faziosi ed ignoranti!

Risposte esatte
Due, quattro, sei, otto
Solo le dichiarazioni contrassegnate con i numeri pari sono di Berlusconi

Uno, tre, cinque, sette
Quelle con i numeri dispari sono del terrorista rosso Cesare Battisti

Peccato, non avete vinto e in palio c'era una romantica cena con Ghedini".

Al di là della battuta finale, questo quiz potrà sembrare divertente per alcuni, inquetante per altri, illuminante, inequivocabile, insinuante, pretestuoso, fazioso, inaccettabile per altri ancora. Tutto questo a seconda dell'appartenenza (o forse sarebbe meglio dire per la tifoseria) politica di provenienza. Ma la giustizia non ha colore politico.

Io personalmente, unito alla dichiarazione sopra riportata in favore di Bellomonte, e a prescindere dall'innocenza o dalla colpevolezza dei tre B., lo ritengo sintomatico del fatto che la giustizia italiana ha bisogno urgentemente di una riforma organica e strutturale in senso garantista. Perché tutti e tre, sempre a prescindere dalla loro innocenza o dalla loro colpevolezza, tra le tante cose, dicono delle cose vere.

Perché la storia della giustizia dell'Italia repubblicana è costellata non solo di clamorosi e inaccettabili errori giudiziari, ma anche di singoli casi di uso politico della giustizia da parte di singoli magistati. Dove per "uso politico" non significa necessariamente di destra o di sinistra, ma può significare l'utilizzo della pratica giudiziaria atta ad indirizzare il potere politico, magari anche attraverso la spinta dell'opinione pubblica, su determinate scelte piuttosto che su altre.

Basti pensare al caso Tortora, a Toni Negri o al caso Carlotto che noi sardi conosciamo bene se non altro perché lo scrittore ha vissuto a lungo a Cagliari. Ma per rimanere in Sardegna, si pensi al caso Manuella. A tal proposito vi suggerisco la lettura del libro di Ottavio Olita intitolato "Vite Devastate: il caso Manuella - Una storia di depistaggi".

Il libro scritto dal giornalista di Rai Tre, narra la sconvolgente vicenda giudiziaria vissuta agli inizi degli anni '80 dagli avvocati Sergio Viana e Aldo Marongiu (poi ammalatosi e deceduto in seguito alla vicenda), ingiustamente incarcerati per ventidue mesi in attesa di giudizio (alla faccia della custodia cautelare) e poi assolti in primo e secondo grado perché il castello accusatorio, a dir poco arbitario, pretestuoso e privo di riscontri, si basava sul niente.

Tra l'altro a testimonianza di ciò, basta fare riferimento alla cinematografia italiana degli anni '70 e '80, che è ricca di film di denuncia nei confronti della giustizia italiana. Cito ad esempio tre pellicole su tutte:

- Detenuto in attesa di giudizio, di Nanni Loy, 1971;
- Sbatti il mostro in prima pagina, di Marco Bellocchio, 1972.

La cosa singolare è che i registi di questi film erano (o sono) dichiaratamente di sinistra se non addirittura comunisti. Perché all'epoca la sinistra comunista e non, con il Pci in testa, era rigorosamente garantista e qualsiasi giustizialista era inevitabilmente bollato come una sporca carogna fascista.

Cos'è successo in questi anni per cui le posizioni si sono ribaltate? Per dirla con una metafora è successo che per quanto una riforma dell'Avis sia giusta, sacrosanta e necessaria, non è credibile o non è accettabile che a compierla sia il Conte Dracula in persona. Dove l'Avis è il sistema giudiziario italiano e il Conte Dracula è il Cavaliere Berlusconi. Il punto è che a rimetterci sono i trasfusi, ovvero i cittadini.

Intanto la giustizia italiana è talmete ingiusta che le condanne da parte della Corte di Giustizia europea sono all'ordine del giorno e le denunce di Amnesty International si sprecano. A prescindere dalla colpevolezza, è su queste basi e non certo su basi di simpatie politiche sinistrorse, che Cesare Battisti è riuscito ad ottenere l'asilo politico dalla Francia prima (dove per esempio, come negli Stati Uniti non è concepibile il processo, tantomeno la condanna, in contumacia), e una sentenza favorevole dalla corte Brasiliana poi.

Tutto ciò in parte spiega il consenso (e forse anche la simpatia) di cui Berlusconi ha goduto in questi diciassette anni, su questo ed altri temi, cari all'opinione pubblica. Consenso che in molti vorrebbero attribuire solo ed esclusivamente alle televisioni (che certo hanno inciso) o alla presunta stupidità ed ignoranza del suo elettorato. Non sarà invece che forse Berlusconi ha detto o proposto diverse cose giuste e/o condivisibili, tali da meritarselo quel consenso?

Infatti Berlusconi il consenso lo sta inesorabilmente perdendo, forse proprio perché non ha mantenuto le promesse con il suo elettorato, come per esempio la tanto agognata riforma della giustizia o come altre riforme care al suo elettorato. L'unica "giustizia" a cui Berlusconi ha pensato è la sua, attraverso le leggi ad personam.

In conclusione: se il disegno di legge sulle intercettazioni proposto da Silvio Berlusconi e dalla sua maggioranza di centrodestra  già approvata in Senato, ma non ancora alla camera, fosse già stato in vigore all'epoca dei fatti che riguardano Bruno Bellomonte, l'indipendentista marxista-leninista del movimento politico "a Manca pro s'Indipendentzia" non avrebbe mai messo piede in galera.

Infatti tale disegno di legge prevede che per autorizzare intercettazioni telefoniche o ambientali per presunti reati di terrorismo, gli inquirenti devono essere già in possesso di “sufficienti indizi di reato”. Indizi completamente assenti nel caso di Bellomonte.

Perché, come ha ottimamente sintetizzato il sito di ProgRes, "Bellomonte è stato incarcerato sulla base di intercettazioni ambientali in cui si faceva riferimento ad un attacco al G8 mediate l’uso di modellini radiocomandati, ma a 2 anni dall’arresto non è stata rinvenuta alcuna evidenza probatoria a supporto di tale piano, nemmeno i progetti di tali presunti modellini".

Detto in altri termini, la pubblica accusa non ha in mano nessuna prova, se non parole. Come dire: un processo alle intenzioni, ovvero il contrario del principio base della giustizia penale. E siccome la giustizia, ancor prima che su una sentenza di innocenza o colpevolezza, si basa sui diritti e sui principi (è una questione di principio!), io sono un garantista. Se volete datemi pure del Berlusconiano, ma io sto con Bellomonte.


10 commenti:

  1. Un bell'accostamento, anche se a mio parere poco pesato. Mi spiego meglio: Bruno Bellomonte, oltre questa pietra del presunto terrorismo, avrà a carico suo qualche multa per divieto di sosta o poco più di quello. Silvio B ha delle belle grane da risolvere per quanto riguarda la giustizia, grane che risolve di volta in volta con lodi o legittimi impedimenti. Mi sembra un po' diverso, ma è un mio parere. Per quanto riguarda Bruno, il fatto che da due anni sia in galera per altro fuori dalla sua terra credo che non sia riconducibile ai giudici. Dobbiamo abituarci a pensare che gli individui non sono solo scomodi ai governi o ai giudici, ma che al di sopra di quei poteri ce ne siano altri molto, molto più forti.

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  2. qualche appunto. Per i primi due si è mosso il mondo addirittura elogiandoli come se fossero dei benefattori o dei grandi intellettuali mentre per Bruno Bellomonte solo battute e frasi come :"se è dentro un motivo ci sarà". Secondo punto: Bruno Bellomonte si difende dalle accuse con gli strumenti della legge non certo con benefici o biglietti di libera uscita di dubbia etica e legalità. Ah e poi piccolo particolare: Bellomonte è in carcere.
    Buona lettura
    Gianfranco Scuotri

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  3. @ Enrico: il punto non è questo. Il punto non è se Berlusconi o Battisti o Bellomonte siano colpevoli o innocenti. Il punto è se la giustizia in Italia è degna di un paese occidentale e democratico. Il punto è se forse il potere della magistratura in Italia è paragonabile a quella dell'esercito in Turchia. Il punto è che una cosa è giusta a prescindere da chi la dice. Anche se questa cosa la dicono Berlusconi o Battisti. Il punto è l'ipocrisia e le posizioni di convenienza da parte della politica italiana.

    @ Gianfranco Scuotri: Appunto! Le garanzie servono ai cittadini qualunque come Bellomonte.

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  4. Certo, su questo sono d'accordo. E' ovvio che sono d'accordo con chi dice che se sbaglia un politico, un magistrato, un operaio o un contadino devono pagare tutti, nessuna differenza. Però bisogna vedere anche il passato politico e civico che le persone che fanno certe dichiarazioni hanno alle spalle, non trovi? Quindi ripeto, se Bruno mi dicesse d'essere un "perseguitato politico", non avrei né prove, né pregiudizio per dire il contrario. Mentre per quanto riguarda Berlusconi trovi materiale sulle sue vicende giudiziarie anche in strada, questo è quello che volevo dire. Ricordo anche che c'è un magistrato che fu punito, poi assolto da tutte le accuse: si chiama Luigi De Magistris, ex parlamentare IDV e attuale sindaco di Napoli.

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  5. @ Enrico: Certo, ma il tuo è un giudizio di carattere etico e morale, che è sacrosanto e che attiene all'ambito dell'opinione pubblica e della approvazione o della censura morale da parte del corpo sociale, ma non ha nulla a che vedere con l'esercizio della giustizia e con l'applicazione di norme giuridiche alle quali la magistratura è soggetta. Norme giuridiche che, attenzione, non sono necessariamente giuste. E ribadisco, la questione è proprio questa. E' giusto che uno finisca in galera solo sulla base di una intercettazione, che per altro non ha trovato alcun riscontro? Secondo Berlusconi no e pur non essendo Berlusconi di mio gradimento, e pur essendo la posizione di Berlusconi con tutta probabilità interessata e opportunistica, trovo che abbia ragione e sono d'accordo con lui. Quanti riescono ad avere il coraggio di dire questa cosa al di là dell'appartenenza politica? Quello che è successo a Bellomonte non è un problema di destra e sinistra, è un problema di tutti noi, è un problema dei cittadini normali come me e te. Sarebbe potuto succedere a chiunque di noi! Ed è un fatto che se fosse stata in vigore la legge che vorrebbe Berlusconi sulle intercettazioni, Bellomonte non sarebbe nemmeno mai stato incriminato!

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  6. Oltre alla giustizia italiana bisogna riformare il codice Rocco,di fascista memoria,che prevedeva fino al 2006 anche i reati di opinione.Toni Negri qui citato ma come lui un intera generazione che ha cercato di cambiare la società italiana è finita in prigione in esilio grazie a queste leggi.Il periodo italiano degli anni di piombo è talmente oscuro e controverso da far credere che difficilmente molte persone condannate in quegli anni abbiano compiuto realmente quegli omicidi.più vanno avanti le indagini su stragi e omicidi politici più saltano fuori eserciti segreti,piani operativi,infiltrazioni a destra e a manca di servizi,logge massoniche tanto da ipotizzare che le cellule terroristiche di quegli anni siano frutto di una vera e propria strategia internazionale.Guerra fredda,ma guerra lo stesso.Ci son 70 terroristi impuniti rossi e neri in giro per il mondo, ma se fossi un giudice straniero,sapendo come avvenivano e avvengono i processi e che dietro gli omicidi di quegli anni in italia c'erano tutte le organizzazioni sopra citate,ci penserei anche io due volte prima di concedere l'estradizione.

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  7. Berlusconi, pur dicendo cose anche ovvie se vogliamo, mi fa incazzare perché se la prende con l'intera categoria dei magistrati, come se il cattivo funzionamento della giustizia dipendesse esclusivamente da loro. Non puoi al contempo insultare un'intera categoria e pretendere che la stessa accetti la tua proposta di riforma senza pensare che vada contro di loro come persone. L'idiozia del suo governo consiste proprio nel fatto che a parole vogliono cambiare tutto, ma agiscono per fare in modo che nulla cambi.
    A quei magistrati si dovrebbe chiedere scusa per aver creato uno strumento impossibile da far funzionare che li carica eccessivamente di lavoro e responsabilità.

    La giustizia italiana è perfetta per essere utilizzata come arma politica e per mettere a tacere chi ha opinioni diverse... uno strumento proprio di un paese incivile che nella sostanza non è mai cambiato negli ultimi 150 anni. Gramsci raccontava nel 1917 di un liberale italiano che, trovandosi a Londra, vide a Hyde Park degli oratori che dicevano cose intollerabili per le sue orecchie. Fermò un poliziotto e gli chiese se il suo lavoro non gli imponesse di mettere a tacere tali individui. Il poliziotto gli rispose che il suo lavoro gli imponeva solo di mettere a tacere gli individui come lui, che avrebbero voluto impedire ai liberi cittadini di manifestare le loro opinioni.

    Da allora poco o nulla è cambiato e l'Italia rimane un'anomalia nel consesso delle nazioni civili. Il problema è che è una società incancrenita, quindi ha poco senso impegnarvi risorse ed energie per cambiare questo stato di cose, soprattutto dalla Sardegna. Molto più proficuo sarebbe concentrarsi per concepire degli strumenti legali e giudiziari all'interno della Repubblica di Sardegna che verrà, in linea con quelli dei paesi civili.

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  8. si si..tante belle parole...solo che bellomonte non è presidente del consiglio..non ha un ghedini..ed è dentro..sempre grazie al garantismo...e alle interpretazioni oniriche della digos di roma..che ha usato delle intercettazioni ridicole...e dagli ultimi atti del processo sarebbe già fuori se non fosse SARDO.INDIPENDNTISTA.POVERO. se hanno le prove per condannarlo perchè non lo fanno. perchè prove non ne hanno.. ecco la differenza tra la magistratura politica e la vera magistratura.
    INTANTO STANNO RUBANDO LA VITA DI BRUNO.

    SALVATORE

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  9. Comunque.. vorrei dire che noi italiani, in fatto di proteggere terroristi, non siamo da meno! Vedi, per esempio Abu AbBas, protetto da Craxi! E' inutile che diamo dei cornuti agli altri quando i TORI siamo noi!

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  10. Ottimo post. Berlusconi ha il pessimo vizio di rovinare battaglie nobilissime e sacrosante (come, appunto, il garantismo) in due modi: in primo luogo associandole alla sua figura e alla sua storia. In questo modo catalizza l’odio popolare che è così bravo a raccogliere e le snatura. E poi con la classica operazione di annunciare le grandi riforme e fare l’esatto contrario. Lo ha fatto anche con le idee liberali, con la riforma del fisco, con il federalismo. E hai ragione a sottolineare che il garantismo esiste da prima di B. Il garantismo è il valore fondante della giustizia. Risponde all’esigenza di punire l’autore di un reato, riducendo al minimo la possibilità di mandare un innocente in galera. Purtroppo la storia d’Italia è la storia di orrori giudiziari, di giustizia di regime, di carcerazione preventiva per estorcere confessioni o delazioni. E’ la storia di Enzo Tortora, i cui persecutori hanno fatto carriera, e di tanti altri sconosciuti che hanno avuto la vita rovinata da incidenti giudiziari. Il garantismo è ciò che distingue una paese civile dalla dittatura o da una subcultura, nelle quali il cittadino è un semplice suddito sul quale esercitare l’arbitrio. E la diretta conseguenza di questo stato di cose a dir poco barbaro è la condizione delle carceri italiane, nella quali si sconta una pena superiore (non in termini di tempo, ma di disagio e sofferenze) a quella per la quale si è stati condannati.

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