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lunedì 4 luglio 2011

ANCORA SUI DUE NUOVI QUOTIDIANI: "SARDEGNA (DEMOCRATICA) 24" E "SARDEGNA QUOTIDIANO"

Il blogger Massimo Marini pone delle questioni interessanti sul modo di fare giornalismo e informazione, in una sua nota su Facebook intitolata “Sardegna 24, il nuovo combat newspaper della "sinistra" sarda. Ma se ne sentiva davvero la necessità?”. La mia risposta alla sua domanda è: magari la necessità no, ma la "necessarietà" si. Mi spiego.

La nascita di Sardegna 24 è il risultato di decenni di informazione parziale da parte dell'Unione Sarda. Dove il termine "parziale" sta a significare a un tempo "di parte" (politica) e "non totale" (omissiva). Sardegna 24 completa quella "parte" di informazione che l'Unione Sarda non dà e viceversa.
In altri termini, quello che omette di dire Sardegna 24 lo si trova sull'Unione Sarda e viceversa. L'esempio lo porta proprio Marini, sulla questione della flotta sarda.

Ovviamente tutto ciò in un'ottica di contrapposizione politica, ma anche economica, visti gli editori. Insomma, sono due “forze” uguali e contrarie. Entrambi i giornali praticano l'omissione, non la menzogna (come alcune volte fanno Libero e il Giornale), nel senso che la parte che rivelano è vera. Leggendo entrambi i giornali, con le due parti "completiamo la verità", per così dire. Poi dopo siamo liberi di farci un'opinione.

E' questo il senso della pluralità dell'informazione. Per cui "un'altra voce nel panorama editoriale è sempre una buona notizia", può suonare come una frase fatta, ma non è affatto retorica. Ed è questo il senso della frase di Bellu nel suo primo editoriale: "non esiste il giornalismo asettico, esiste il giornalismo che offre un punto di vista sul mondo".

Questo ci dice anche un'altra cosa però, e cioè che se L'Unione Sarda fosse stato un giornale che (semplifico) dava le “due parti” della notizia, non avremmo certo avuto bisogno di un giornale come Sardegna 24. Che si scrive col numero ma, diciamola tutta, in realtà si legge Sardegna Democratica.

Questo non toglie che avremmo comunque avuto bisogno di un'altro "punto di vista sul mondo". Certo, in questo caso avremmo avuto un'informazione più matura ed avanzata, ma a volte noi Cagliaritani pretendiamo troppo; spesso più di quello che meritiamo. Dovremmo invece essere felici per il "colpo di culo" (me lo voglio spiegare così) dell'avere in città addirittura cinque quotidiani!

Su Sardegna Quotidiano: spero fortemente in una sua crescita, non solo in termini di qualità (per esempio il basso livello di alcuni commenti alle volte è imbarazzante), ma soprattutto di apertura nei confronti della società civile, dei giovani, del web. La società sarda sta subendo una rapida mutazione antropologica che secondo me Sardegna (Democratica) 24 non è in grado di cogliere.

Sardegna Quotidiano invece può farlo, perché non ha guerre politiche da combattere e questo la gente lo ha capito. Questa è la ragione per cui Sardegna 24 è stato accolto freddamente da più parti. Tra l'altro la chiusura nei confronti della gente è ben rappresentata dalla cancellazione dei post degli altri sulla sua bacheca di Facebook. E' successo anche a me.

Invece sulla bacheca di Sardegna Quotidiano la gente è smaniosa di dire la sua, di dare consigli e suggerimenti, di segnalare notizie ed ingiustizie, in una parola di partecipare. E si sa, libertà è partecipazione, come diceva Gaber. Quella che Sardegna (Democratica) 24 sembra non apprezzare. Mi sa che il vento del cambiamento non lo hanno proprio capito.

  

4 commenti:

  1. A proposito di Sardegna 24 e' incredibile che manco uscito si debba far riconoscere per lo scivolone su Meli. Non e' che e' un giornale di centro sinistra, ma di una parte del centro sinistra, e conferma per l'ennesima volta l'esistenza di divisioni interne. Quanto al fatto che cancellino i commenti dalla pagina, e' perfettamente in linea con lo stile di Sardegna Democratica, dove non tutti i commenti vengono pubblicati. Se vai sul blog di Vito Biolchini leggerai alcuni commenti in particolare su come Sardegna Democratica sia una specie di casta dove a parlare sono sempre gli stessi e soprattutto vogliono avere visibilita' impedendo agli altri di entrare. Vedi qualcuno che vuole cambiare le cose, ma non puoi intervenire tu stesso dicendo la tua. Sembra quasi di guardare la televisione: e' tutto bello da guardare, ma sai che non ci puoi entrare.

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  2. michele cugusi04 luglio, 2011 18:19

    no, non credo sia vero che non tutti i commenti vengano pubblicati. Io due giorni fa ho postato il mio dissenso all'intervista offerta su un piatto d'argento a Meli e oggi compare ancora. Bisogna cliccare su "più recenti" e i commenti compaiono tutti, credo.

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  3. @ michele cugusi: infatti non parlo dei commenti, parlo dei post. Prova a postare un link. Appena se ne accorgono lo cancellano. Infatti non ce n'è nemmeno uno.

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  4. Io me ne sono accorta, ne avevi postato due se non sbaglio. Che dire? In perfetto stile Sardegna Democratica, dove i commenti che non piacciono al capo non vengono pubblicati.

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