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venerdì 8 luglio 2011

QUEL TENERONE DI NONNO FELICETTO CONTU E IL CONFORMISMO BANALE DELLE "LUCIDO SOTTILE"

Felicetto Contu, alla venerenada età di quasi 84 anni, con la sua interrogazione moralizzatrice in Consiglio Regionale fa quasi tenerezza. Bisogna avere rispetto per le persone anziane, soprattutto quando sono più anziane dei nostri nonni. Arriva un'età in cui certe persone vanno assecondate, perché discuterci o contestare ciò che dicono, ti copre di ridicolo. Gli dedico quindi nulla più di sorriso compassionevole.

UN MANIFESTO CONFORME ALLA NORMALITA' Infatti, in un mondo in cui la rivoluzione sessuale è vecchia di quarant'anni, in cui i messaggi sessuali nei media si sprecano, in cui i preti fanno rap  o ascoltano Lady Gaga in cuffia con l'iPod a palla mentre camminano per le strade della Città del Vaticano (giuro, è successo), insomma, in un mondo in cui tutto ciò è divenuto la normalità, solamente nonno Felicetto poteva venire urtato nella sensibilità da un manifesto conformista, banale e privo di qualsiasi originalità come quello delle Lucido Sottile. La vera notizia è questa.

La Pietà di Jan Fabre
UN'IMMAGINE ABUSATA Tralasciando infatti le migliaia di rivisitazioni in chiave pop-art della pietà di Michelangelo (l'ultima in ordine cronologico è quella esposta alla biennale di Venezia dell'artista fiammingo Jan Fabre, nella quale il Cristo ha il volto e le fattezze dell'artista stesso e la Madonna ha quelle di un teschio), i richiami blasfemi, a sfondo sessuale o meno, nell'iconografia pop sono infatti talmente usati, abusati e usurati che perfino Madonna (la Ciccone si intende, non  la madre di Dio), oggi usa le gonne all'altezza delle caviglie e i maglioni a collo alto.

C'ERA UNA VOLTA MADONNA Sono infatti passati ventidue anni ormai dal 1989, anno in cui Madonna lanciava il suo album Like A Prayer con un video, un cult, in cui un Cristo nero flirtava con una donna in sottoveste con le stigmate. Sembra passata un'era geologica da allora, quando nonno Felicetto aveva appena, si fa per dire, 62 anni e le Lucido Sottile erano poco più che bambine.


La copertina dell'album Holy Wood
OGGI CI SONO MANSON E LADY GAGA Non che prima non ci fossero state altre cose simili. Qualcuno addirittura ebbe l'ardire di tacciare di blasfemia il musical Jesus Christ Superstar, che evidentemente blasmefo non è. Sta di fatto che però oggi un mito come Madonna lascia queste banalità a gente come Marylin Manson e Lady Gaga. Che comunque hanno successo.

Lady Gaga nel video Judas
ROBA DA ADOLESCENTI Comprensibilmente oserei dire. Perché il loro pubblico è fatto da quella categoria di persone conformista per antonomasia: gli adolescenti. Che, sia chiaro, hanno tutto il diritto di esserlo. L'accettazione da parte del gruppo passa necessariamente attraverso il conformismo, che in qualche modo è un banco di prova per la crescita dell'individuo. Con la maturità comincia ad affermarsi la propria personalità e ci si sottrae alle logiche del gruppo.

PER UN PUBBLICO "ADULTO" O almeno così dovrebbe essere. Ma a quanto pare non è affatto così. Altrimenti non si spiegherebbe la ragione per cui, una performance destinata ad un pubblico adulto, venga pubblicizzata attraverso un manifesto per adolescenti. E qui arriviamo al nocciolo della questione che si basa sostanzialmente su due punti. Primo. L'adolescenza sempre più spesso ormai si protrae almeno fino ai quarant'anni. Secondo. Lo spettacolo delle Lucido Sottile è uno spettacolo per tutti.

Ned Flanders
CAGLIARI COME SPRINGFIELD Definirlo "adatto a un solo pubblico adulto" o vietarlo ai minori è fastidiosamente retrò oltre che ridicolo. Fa tanto assomigliare Cagliari alla Springfield bacchettona di Homer Simpson e famiglia. Anzi, lo spettacolo delle Lucido Sottile bisognerebbe vietarlo ai maggiori di quarant'anni, per salvaguardarli da una regressione della personalità.

Pinocchio e Geppetto




LA PASSIONE PER LE FIABE Anche perché lo spettacolo, almeno da quel che ho letto, oltre a prospettarsi interessante e ricco di spunti di riflessione intelligenti è un cross-over tra la Passione di Cristo e la fiaba di Pinocchio. Cosa c'è di più infantile di una fiaba? Da qui la Madonna fata turchina e il Cristo Pinocchio del manifesto. Chissà se c'è anche San Giuseppe Geppetto: entrambi falegnami, entrambi divenuti genitori senza aver consumato.

L'Orto Botanico di Cagliari
UNA NUOVA LOCATION Battute a parte, da adolescente trentaseienne quale sono, credo proprio che lo spettacolo andrò a vederlo, anche se il manifesto promozionale non è alla sua altezza. Almeno spero. Come spero che al più presto si ponga fine a questa farsa e venga trovata una location per mettere in scena la performance, visto che, almeno ad oggi, l'Orto Botanico non è più disponibile.

Una giovane palestinese col chador
UN'IMMAGINE FORTE In ogni caso, a prescindere dalle Lucido Sottile e dal loro spettacolo, se io dovessi proprio rivisitare la Pietà di Michelangelo in chiave moderna e davvero provocatoria, la rappresenterei col corpo dilaniato e sfigurato dall'esplosione in un attentato di un Cristo kamikaze palestinese (come effettivamente era), e sorretto da una Madonna vestita di nero e con il volto coperto dal chador (come con tutta probabilità vestiva). Forse non sarebbe particolarmente originale e magari qualcuno l'ha già pensata, ma la trovo un'immagine forte.

La pubblicità dei jeans Jesus
LA PUBBLICITA' E P.P.P. Il richiamo blasfemo a sfondo sessuale è talmente banale che ormai ha invaso perfino la pubblicità e non c'è nulla di più conformista e pop della pubblicità. Tra l'altro non da oggi. Già nel 1973, un certo signor Pier Paolo Pasolini (alzatevi tutti in piedi e mettetevi sull'attenti dopo aver letto questo nome!) ebbe da ridire sulle colonne del Corriere Della Sera, sulla ormai celeberrima pubblicità dei Jeans Jesus, ideata da un allora giovane Oliviero Toscani. L'articolo di P.P.P. era intitolato "Il folle slogan dei jeans Jesus", poi riproposto negli "Scritti Corsari" con il titolo "Analisi linguistica di uno slogan". E' noto che P.P.P. non era certo un bacchettone moralista.

Lucio Dalla
L'IMPRESA ECCEZIONALE E' ESSERE NORMALE Insomma, starò diventando anziano, ma per me oggi la trasgressione è rinchiudersi tutta la vita in un convento. Infatti sono abbastanza conformista da ritenerla un'idea talmente aberrante da urtare violentemente il mio senso del pudore. Non si dovrebbero permettere delle cose del genere, che poi i ragazzini mi diventano tutti come Felicetto Contu. La verità è che oggi "l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale". Lo cantava Lucio Dalla in una canzone, quella si, davvero trasgressiva. Nel 1977.

12 commenti:

  1. Assolutamente d'accordo con te, per chi ha studiato il DADA o Marchel Duchamp , quel manifesto non dice nulla di nuovo, per citare esempi più recenti legati al new surrealism/pop, David La chapelle ha fatto decisamente peggio e tecnicamente molto meglio. Resta che mi piace l'idea che quel manifesto giri per Cagliari e mi piace che le protagoniste siano donne. Mi aspettavo il polverone e loro sono state brave a gestirlo, è così che ci conquista la notorietà. Ovviamente sarò allo spettacolo.

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  2. L'editoriale che ieri Maninchedda gli ha dedicato su Sardegna Quotidiano, vale più del manifesto, ma è una gran piacere vedere quei manifesti appesi sui muri, i tg e i giornali che titolano e tutta la città che si interroga su cose di questo genere.
    E chi ha seguito le ragazze in questi anni, dispicendosi del fatto che la città tributasse loro meno di quanto meritassero, non può che rallegrarsi di come, in un modo o nell'altro, i più se ne siano finalmente accorti.
    Lo dico per le ragazze, che lo meritano veramente, ma per Cagliari soprattutto, che spesso non ha consapevolezza di ciò che di interessante cresce nel suo vensi agita nelle sue viscerere

    Andrea

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  3. Altro che manifesti scandalosi. Scandalo è il trattato di Maastricht che affama i popoli europei, scandalo è la disoccupazione, scandalo è il parlamento italiano, scandalo è andare in un convento, come dici tu Mario. Ma i moralisti si fermano a un manifestino che richiama la Pietà, peraltro con un concetto artistico ormai datato, roba da "épater les bourgeois", borghesia che non si scandalizza più per nulla. Ma forse Contu deve fare orario in consiglio :)
    Graziano

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  4. Un piccolo appunto. La pubblicità dei Jeans Jesus è stata ideata da Emanuele Pirella, gigante della pubblicità in Italia. Toscani collaborò, facendo la foto di quel bel culo su sfondo bianco.

    [A proposito della pubblicità Jesus Jeans] "Toscani ricorda: «Feci l'immagine con Maurizio Vitali, il proprietario del marchio Robe di Kappa, ma non conoscevo Pirella, non avevo contatti con la sua Agenzia che fece poi la campagna. Poi lo conobbi e lo apprezzai: l'ho sempre considerato come un fratello maggiore, uno zio, lo "zio Emanuele", con la sua aria posata, riflessiva. Non è mai stato un sovversivo come me e la mia generazione. Aveva di contro il senso della politica e del consenso»" http://www.corriere.it/cultura/10_marzo_23/toscani-pirella_76090796-36a8-11df-95eb-00144f02aabe.shtml

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  5. Viral marketing scadente... ecco la definizione per quel manifesto. Se questa è la premessa dello spettacolo... non ci sarò! Lucidosottile, siete arrivate tjardi e senza originalit

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  6. Sembra un caso di trasgressività molto provinciale. Non so se avrò voglia di vedere le spettacolo sperando di ricredermi. Anche le repliche ironiche delle Lucidosottile suonano abbastanza terraterra. E' da lungo tempo che Cagliari vola solo quando tira maestrale.

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  7. L'importante è che se ne parli...questo sembra il motto della compagnia! Farsi pubblicità in questo modo mi sembra ridicolo per chi sostiene il teatro come massima forma di espressione.
    Avrebbero potuto trovare temi più convincenti di un banale manifesto provocatorio che può toccare solo allocchi poco svegli o anziani rincoglioniti.
    L'unione sarda ci mette del suo.

    Cadute in basso, voto 2

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  8. L’ignoranza di credere che l’arte non debba mai essere banale


    C’è una presunzione diffusa tra il popolo dei fruitori dell’arte, è quella di credere che l’espressione artistica debba sempre tendere all’originalità.

    Senza capire che uno dei principi fondanti di tale materia è che non vi sia un prodotto artistico esistente che non sia stato realizzato prima.

    Chissà perché una parte di pubblico, che dovrebbe essere preparato, perché interessato all’arte, si dimentica spesso che l’intuizione e la genialità risiedono nella creazione, e che creazione, spesso, coincide con banalità, e può farlo senza timore e senza vergogna, perché ugualmente interessante e ugualmente bella.

    La storia porta esempi clamorosi di quanti prodotti artistici identici ad altri realizzati prima, per nulla originali e dunque, anche piuttosto banali e scontati, abbiano avuto successi stellari, pur essendo riprese poco sofisticate di prodotti preesistenti.

    La stessa pietà di Michelangelo, con il Cristo adagiato sulle ginocchia di Maria, viene prodotta da numerosi altri artisti in periodi precedenti, in forme a mio gusto, anche più interessanti.

    Gli artisti veri insomma, non temono la banalità, spesso la ricercano e la utilizzano con una sagace ironia, che per fortuna, non è per tutti.

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  9. (seguito) Ciò nonostante sono sbigottita e rammaricata, di apprendere che ancora molti giovani siano così ignoranti e retrogradi da credere che per realizzare il prodotto artistico, sia necessario essere “veramente” anticonformisti e mai banali.
    Stereotipo superato da tempo immemore, è quello dell’artista pazzo che vuol essere anticonformista e teso sempre all’originalità del prodotto, più che all’efficacia del messaggio.
    Oggi una corrente di pensiero diffusa, che non teme la contemporaneità dell’arte, si accosta strategicamente alla banalità, senza esserne intimorita e la utilizza volentieri come mezzo espressivo, di comunicazione globale.
    Credo realmente che, se si vuole intavolare una discussione sul manifesto di LucidoSottile, e quindi su di un artista, sia necessario conoscere le sue opere innanzitutto e i suoi scopi in seconda battuta.

    L’Opera di queste artiste è evidentemente permeata dalla ricerca della banalità, come status contemporaneo dello stesso prodotto che il fruitore ultimo anela.

    L’ironia spiazzante delle Lucide risiede proprio nella trasfigurazione dell’artista che ricerca il prodotto, che il fruitore culturale a sua volta ricerca e che (ironia della sorte) ignora, perché privo di conoscenza.
    Mi spiego meglio, quando esplode la critica sulla BANALITA’ del prodotto realizzato da LucidoSottile, io credo che le artiste siano perfettamente riuscite nel loro fine ultimo, circuendo, come sempre, quella fascia di pubblico che loro sbeffeggiano, spesso e volentieri. Il pubblico “culturale”, elitario, alla ricerca di “quel qualcosa in più” che egli stesso non conosce, ne produce. Il pubblico insomma, che spesso è citato nelle loro opere.

    La verità artistica che trasmettono tutti gli spettacoli di questa compagnia, di qualsiasi argomento trattino, è che l’arte non sia per tutti, ma che tutti possono in egual misura appassionarsi ad essa.
    Sembrano stanche Le Lucide, di quel pubblico cultural-chic a cui vendono volentieri il prodotto finito, impacchettato, infiocchettato.
    Un pubblico che non ammette la noia, nemmeno quando assiste a spettacoli mortalmente noiosi, ma culturalmente riconosciuti.
    Un pubblico, attenzione, molto contemporaneo, che vuol scartare il prodotto artistico come un pacchetto di patatine, all’interno del quale si aspetta una sorpresa, che non riceve, per il semplice fatto che non conosce e dunque non la riconosce.
    La sorpresa delle LucidoSottile è la mistificazione della sorpresa, come se fossero fermamente consapevoli che la vera sorpresa dell’arte non risiede nel prodotto creato, ma solo nell’occhio dell’osservatore (riconducendoci alla teoria fisico-quantistica, risolta nell’esperimento irrealizzabile del gatto di schroedinger, che peraltro citano spesso in alcune interviste ed in alcune opere).

    Ecco dunque che è permesso trattare la banalità, la dove il trattamento stesso di tale argomento, scandalizza il popolino profano e poco avvezzo al concetto artistico, ma che piuttosto si erige a popolo elitario e cultural-chic.
    Battaglia di una pop art che diventa realmente adatta a tutta la popolazione, anche a quella più sfacciatamente predisposta alla critica culturale, benché priva di basi fondanti e di conoscenze reali, per farla.

    Barbara Coni

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  10. Cara Barbara Coni, il tuo commento, oltre che essere banale, è talmente pieno di pregiudizio nei confronti del mio post, che non ti sei nemmeno presa la briga di leggerlo. E se lo hai letto, non hai fatto nemmeno il minimo sforzo per capirlo.

    Buona educazione vorrebbe che dicessi di essere io a non essermi speiegato, ma mi permetto questa insolenza, perché, con un tono da persona cultural-chic, hai fatto la tua lezioncina sull'arte e mi hai dato dell'ignorante. Quando in realtà l'ignorante sei tu. Te lo dico senza intenti offensivi, ma proprio nel senso letterale del termine, e cioè che hai ignorato ciò che ho scritto.

    Innanzitutto perché non capisco da quale passaggio del mio post tu abbia concluso che io aderisca allo "stereotipo superato da tempo immemore [...] dell’artista pazzo che vuol essere anticonformista e teso sempre all’originalità del prodotto, più che all’efficacia del messaggio".

    E poi perché da nessuna parte ho parlato di anticonformismo che è la forma peggiore di conformismo che io conosca. Il non conformismo è invece cosa ben diversa, a cui ogni buon artista dovrebbe severamente attenersi. Ma questa, per carità è la mia umile opinione.

    In ogni caso chiedo venia perché a volte ho la presunzione di credere che i miei interlocutori siano sufficientemente attrezzati da potermi premettere di tralasciare di esplicitare il significato dei termini utilizzati in un determinato contesto.

    Nella fattispecie, mi sembrava assolutamente lapalissiano, per chi è abituato a masticare l'arte, esplicitare il significato che in quest'ambito ha il termine "originale". Faccio lo sforzo per i profani come te, per cui spero che mi perdonerai per la piccola lezioncina che mi appresto a farti con un tono un po' cultural-chic.

    Chiunque si occupi di arte (artisti di ogni genere come attori, scrittori, cineasti, musicisti etc, ma anche imprenditori dell'industria culturale, critici, fruitori, e ogni sorta di addetti ai lavori), sa che l'arte è fatta di schemi fissi e temi ripetitivi da quando esite l'uomo sulla faccia della terra.

    In altre parole, chi si occupa di arte con cognizione di causa, sa perfettamente che l'arte risponde al primo principio della termodinamica: nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.

    Ergo, in ambito artistico il termine "originale" indica un'opera che ripropone tali schemi fissi e tali temi ripetitivi in maniera personale. Non solo, il termine "originale" in ambito aritstico viene tributato soprattutto a quegli artisti che si cimentano negli schemi fissi e nei temi ripetitivi solitamente meno battuti.

    Faccio un esempio "terra terra" per spiegarmi: tutta la narrativa gialla segue un unico schema fisso e si destreggia tra quattro o cinque temi che si ripetono. L'originalità dello scrittore giallo sta nel saper (ri)modulare in maniera personale lo schema fisso e il tema che ha scelto di sviluppare. Più la (ri)modulazione è personale, più si dice che è originale. E' questo rende Fred Vargas originale e Giorgio Faletti banale. Chiaro?

    Esplicitato il significato del termine "originale" in ambito artistico, ribadisco: il manifesto delle Lucido Sottile è banale. In primo luogo perché schema e tema vengono riproposti in maniera per nulla personale. In secondo luogo perché schema e tema sono in assoluto tra i più battuti in ambito pop. Detto questo, il mio giudizio non si riferisce in alcun modo all'arte delle Lucido Sottile, ma soltanto al loro manifesto.

    In ogni caso non nego che l'arte possa anche essere banale, ma nella storia dell'umanità non conosco nessun grande artista banale . E comunque l'arte banale non fa per me. Ma si sa, de gustibus non disputandum est. Argomento chiuso.

    Cordialmente.

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  11. volete fare i toghi con le vostre idee moderne ma siete solo dei cazzoni...puligoni!!!

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  12. dimenticavo: siete dei comunisti del cazzo...

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