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giovedì 21 luglio 2011

DESTRA E SINISTRA: PARTITI SARDI TROPPO ITALIANI E POCO EUROPEI

 Scritto per Sardegna Quotidiano

Cosa distingue la destra dalla sinistra nel ventunesimo secolo?
Per rispondere a questa domanda bisogna cogliere il significato che i due termini stanno via via assumendo rispetto al '900.
Le trasformazioni socio-economiche dovute alla globalizzazione, determinano la necessità di governarne gradualmente l'evoluzione, attraverso scelte politiche utili a riformare la società.
Tale necessità non è messa in discussione né dalla destra né dalla sinistra moderne.
Questa è la ragione per cui anche il termine riformista, che fino a qualche decennio fa veniva associato alla sinistra socialista non marxista, sta subendo una mutazione di significato, tanto da essere sempre più spesso accostato anche alla destra liberale moderna.
Per rispondere alla domanda iniziale, la differenza tra destra e sinistra risiede proprio nella scelta su quali riforme siano più adatte a realizzare il proprio modello ideale di globalizzazione. Differenza mica da poco.
L'idea secondo la quale destra e sinistra sono categorie da consegnare alla storia, è quindi un luogo comune tutto italiano figlio di un madornale equivoco.
La sua genesi va ricercata nella feroce contrapposizione tra berlusconismo e antiberlusconismo che ha caratterizzato la politica italiana dell'ultimo ventennio.
Quando la contrapposizione non è più sui temi, ma su una persona (o pro o contro), le opposte fazioni si formano a prescindere dalla cultura politica dei singoli.
E' così che in Italia troviamo all'interno degli schieramenti, persone provenienti da culture politiche differenti, con la conseguenza che personalità della stessa estrazione si ritrovano ad essere avversari politici.
Un'anomalia tutta italiana non presente negli altri paesi, dove le persone della stessa cultura politica militano all'interno del rispettivo partito di riferimento. Partito che a sua volta è affiliato a una delle grandi famiglie politiche europee.
E' facile capire perché i partiti italiani stentano a trovare una collocazione certa in ambito continentale. Ma soprattutto si capisce perché in tutti questi anni siano stati incapaci di compiere delle riforme organiche.
La classe politica sarda, molto italiana e poco europea, è responsabile di non essersi sotratta al gioco al massacro del “o pro o contro” che poco aveva a che fare con gli interessi dell'Isola. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.


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