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mercoledì 24 agosto 2011

INTERNET E BUFALE: USIAMO IL WEB SENZA CADERE NELLA RETE

Scritto per Sardegna Quotidiano del 24/08/2011


Quando si è ignoranti su un determinato tema, è bello scoprire che sul web esiste qualcuno che, non solo sa ciò che tu non sai, ma si è pure preso la briga di spiegartelo.
Se poi lo ha fatto attraverso un video in cui trovi scritte per bene le informazioni, allora basta premere play ed il gioco è fatto.
Così, quando qualche giorno fa su Facebook mi è capitato di incappare su un video di YouTube intitolato “Cosa sai sul trattato di Lisbona?”, mi sono dovuto rispondere che praticamente non ne sapevo nulla. A quel punto premere play è stato facilissimo.
A un certo punto, tra le varie informazioni che scorrevano sul video, ho letto che il trattato reintroduce la pena di morte in Europa. Il video spiegava che «con ambiguità il trattato non cita la pena di morte, ma rimanda alla “carta dei diritti fondamentali”, che nel suo articolo 2, prevede la pena di morte per reprimere: “una sommossa o un'insurrezione”».
A quel punto ho sentito puzza di bruciato. Mi sembrava assurdo che l'Europa avesse reintrodotto la pena di morte, anche se per situazioni di emergenza.
Allora ho fatto una cosa che se non ci fosse stato il web, avrebbe richiesto giorni per risalire alla fonte originaria: sono entrato in un sito della Ue e mi sono letto l'articolo 2 della Carta dei diritti fondamentali dell'uomo.
E' così che ho scoperto che quell'articolo sanciva l'esatto contrario di quanto attribuitogli dal video: «1) Ogni individuo ha diritto alla vita. 2) Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato».
La morale della favola è che Internet è uno strumento e come tale va saputo usare. Soprattutto quando si ha a che fare con le notizie. Perché, se ci si beve passivamente tutto quello che il web ci propone, tanto vale guardare la tv.
L'interattività è infatti una prerogativa del web, il ché spesso richiede uno sforzo che non tutti sono disposti a fare.
Perché è più facile prendere per buone tutte le bufale che circolano su internet, piuttosto che accertarsi se ciò che si è letto sia vero o meno. Anche perché preferiamo credere soprattutto alle cose che confermano le nostre convinzioni.
Insomma, la grandezza di internet non sta tanto nella libera circolazione delle notizie, quanto nella straordinaria possibilità di verificarne l'attendibilità o la veridicità, magari risalendo in un tempo rapidissimo alla fonte originale, quando c'è.



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