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sabato 27 agosto 2011

UNA SMART CARD PER SENTIRCI TUTTI SIEROPOSITIVI E SOLI

Una campagna patrocinata dalla LILA distribuisce 30.000 cartoline dotate di un QR Code per simulare la condizione di emarginazione sociale subita da una persona sieropositiva.

SOURCE: Comunicato Stampa

“Leggi il codice e guarda come ci si sente” è una campagna internazionale promossa dall'IFA (International Freecard Alliance) contro la discriminazione nei confronti delle persone sieropositive. Con il patrocinio della LILA sono state infatti distribuite dalla Promocard in Italia 30.000 cartoline/smartcard dotate di un QR Code capace di “scaricare” nello smartphone un software virus che, fingendo di infettare e cancellare tutti i contatti dalla rubrica del telefono, fa letteralmente provare al possessore cosa si provi ad essere abbandonato da tutti, così come accade spesso ai malati di Aids una volta fatto outing.

di Brunella Mocci*

La campagna „intelligente‟ ha subito trovato una diffusione internazionale con l‟adesione di altri Paesi membri di IFA, che hanno distribuito cartoline simili in Bulgaria, Inghilterra, Messico, India, Germania, Grecia, Albania, Finlandia, Portogallo.

In tempi di assenza totale di campagne informative sull’aids, questa campagna intende farci riflettere sulle conseguenze sociali dei comportamenti collettivi e individuali di rimozione del rischio. Compresi quelli che adottiamo spesso con leggerezza nei nostri rapporti sessuali.

Comportamenti che portano la persona sieropositiva a scegliere il silenzio per la paura del giudizio altrui, alla luce di situazioni in cui purtroppo, chi rivela il proprio stato sierologico, viene ancora oggi confinato in un forzato isolamento ed emarginato dai normali rapporti sociali senza che si comprenda che questi rapporti non comportano rischio alcuno.

Comportamenti che cambiano la vita e portano ad una progressiva chiusura in se stessi ed alla solitudine con la perdita dei contatti sociali che diventa non solo fittizia, come nel caso della campagna informativa di cui parliamo, ma reale.

Ma la paura delle reazioni di chi ci circonda o la solitudine sono solo degli effetti. Le cause, oggi più che mai, sono da ricercarsi solo nella mancanza di informazione.

La stessa mancanza di informazione che porta ad ignorare i rischi reali e ad avere rapporti senza protezione, con il rischio di contagiarsi con il virus dell‟hiv o delle molte altre malattie a trasmissione sessuale che sono prepotentemente tornate alla ribalta. L.I.L.A. “Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids” Sede di Cagliari email - website

E l‟ignoranza in questo caso, in Italia, non è soltanto dei cittadini ma soprattutto delle istituzioni.

Si continua infatti a registrare, da parte delle nostre istituzioni pubbliche, a tutti i livelli, un ritardo inspiegabile e colpevole nella promozione di comportamenti sessuali responsabili.

Continuano a mancare in Italia campagne informative ministeriali che indichino il profilattico come l’unico strumento efficace per prevenire il contagio delle malattie sessualmente trasmissibili e dell‟HIV.

Anche nel nostro quotidiano, quest‟opera di rimozione dalla sensibilità pubblica del rischio nei confronti del virus è costante. Le istituzioni non danno certo il buon esempio ma anche i privati giocano la loro parte.

Un caso abbastanza emblematico che riguarda la ns. città di Cagliari è dato ad esempio dall‟impossibilità di trovare un profilattico femminile nelle farmacie.

Abbiamo infatti ricevuto numerose segnalazioni da parte di donne, alcune delle quali straniere in vacanza in Sardegna, interessate all‟uso del Femidom (il profilattico femminile appunto) che non riuscivano in nessun modo a trovarlo in vendita in città. Abbiamo quindi svolto una ricerca sul campo, contattando la stragrande maggioranza delle farmacie cittadine e scoprendo purtroppo che in nessuna di queste non solo il Femidom non viene distribuito e venduto ma spesso nemmeno se ne conosce l‟esistenza. Alla fine lo abbiamo fornito noi, come Lila, alle dirette interessate.

Eppure il Femidom, al pari del preservativo maschile, è da anni un importantissimo presidio sanitario. Determinante per la libertà di scelta delle donne, sieropositive o meno, che in tal modo possono farne un uso autonomo e responsabile proteggendo se stesse o i partner senza dover dipendere dalla scelta, purtroppo solo maschile, di usare il preservativo tradizionale.

Questa mancanza di informazione e di strumenti adeguati è stranamente tutta italiana. In altre realtà europee le stesse sono oggetto di campagne nazionali studiate e promosse dalle Agenzie alla Salute. E‟ quindi solo l‟ennesima carenza da parte delle nostre istituzioni di cui chiunque subisce le conseguenze.

Chiunque voglia, responsabilmente, aver diritto ad una vita sessuale libera. Sieropositivo e non. 

*Presidente Lila Cagliari




3 commenti:

  1. non sono un amante del preservativo, non lo sono mai stato per motivi ovvi....ho una sola donna. Ma non posso immaginare un profilatico femminile! non ci riesco..
    conosco molti sieropositivi e rimango, purtroppo conservatore, dell' idea che il profilatico "maschile" sia una soluzione ottima e testata da anni...
    magari sarò anche fuori tema, ho letto molto velocemente.
    in tal caso scusatemi
    Alessandro S.

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  2. ...anzi, ripensandoci... data un esperienza di un amico sieropositivo con compagna negativa sarebbe una ottima idea... tanto prima o poi si cede alla forza della carne, dell'amore e tanto altro. basta una debolezza... infatti ora hanno un bimbo, per fortuna sanissimo...solo cilo, una scommessa vinta... forse il prof femminile potrebbe servire a queste coppi...e perchè no a tutti... da provare.
    Scusate il poema

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  3. il preservativo maschile non è amato dai maschi e lo sappiamo bene noi donne...e allora nel caso il partner non lo usi, quello femminile mi sembra un'ottima occasione per noi.. non dover chiedere ad altri di usarlo, è una grande libertà..peccato che non si trovi, a Sassari almeno..

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