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lunedì 19 settembre 2011

PUBBLICITA' ISTITUZIONALE: LO SPOTTONE DI CAPPELLACCI E LA MOVIDA CAGLIARITANA

Scritto per Sardegna Quotidiano del 19/09/2011 e pubblicato con il titolo
"Cappellacci e lo spottone in stile Papi"

Il centrodestra berlusconiano già dagli esordi inaugurò l'utile pratica anglosassone, fino ad allora totalmente estranea alla cultura italiana, di utilizzare lo strumento della pubblicità per tenere al corrente la cittadinanza sulle proprie scelte politiche, sulla loro importanza e necessità e sulle loro conseguenze pratiche sulla vita dei cittadini.
Peccato però che ne abbia sempre fatto un uso strumentale e manipolatorio, finalizzato ad ingannare il cittadino su questioni che riguardavano l'interesse personale ed economico di pochi o a rinvigorire il consenso in calo, in prossimità di scadenze elettorali.
Non c'è da meravigliarsi quindi se Cappellacci, con il mega spottone pro cambiamento del piano paesaggistico, ha dimostrato di avere assimilato brillantemente la lezione del suo Papi putativo.
Come non ci sarebbe da meravigliarsi se lo spottone funzionasse. D'altronde il berluconismo è culturalmente egemonico in Sardegna esattamente come in Italia, con buona pace del sardismo culturale che è defunto da tempo, anche se qualcuno fa finta di non vederlo o ancor peggio, non se ne è proprio accorto.
Anche la sinistra, per molti aspetti berlusconista, in passato non si è astenuta dall'usare quell'utile strumento di informazione con le medesime finalità. Ma non con gli stessi risultati, forse perché un certo velo di ipocrisia ne ha minato la credibilità o forse perché la gente preferisce sempre l'originale all'imitazione.
L'amministazione Zedda potrebbe però inaugurare una nuova stagione di buon uso dello strumento, per esempio intervenendo per sedare la contrapposizione tra i detrattori della movida e i suoi protagonisti.
Spiegando ai primi che c'è un nesso tra la disoccupazione dei loro figli o nipoti e l'assenza di movida e ai secondi che c'è un nesso tra le loro pisciate sui portoni e l'idiosincrasia tipicamente cagliaritana nei confronti dei giovani.
Spiegando ai primi che non esiste nessuna città moderna ed europea cosiddetta turistica, dove la notte regna il silenzio assoluto e spiegando ai secondi che non esiste nessuna città moderna ed europea cosiddetta turistica dove la sanzione per chi urina per strada non sia un gradino sotto il taglio dell'uccello.
In fondo si tratta soltanto di venirsi incontro per il bene della collettività, alla quale spesso è necessario essere educati dalle stesse istituzioni.


3 commenti:

  1. Ho vissuto 6 anni a Barcellona e mi ricordo bene come vivono in simbiosi il popolo della notte con i cittadini della domenica che si svegliano presto per andare al mare, ora di sotto vi spiego come :
    ero presente una notte nella spiaggia della barceloneta che è molto simile al poetto c era una festa in spiaggia con piu di 150.000 persone, la festa era grandiosa musica a palla ecc ecc,
    verso le 6 del mattino i megafoni fissi presenti ogni 50 metri spiegavano in catalano cosa bisognava fare innanzitutto si pregava la gente di rispettare e lasciare il piu pulito possibile la spiaggia atrezzata con tanti cestini e che la mattina visto che la gente vuole andare al mare di sloggiare entro le 7.
    Con grande stupero mio alle 7 meno un quarto del mattino vidi una colonna di almeno 15 automezzi stile ducato della polizia che invitavano cortesemente i giovani a lasciare la spiaggia e di dirigersi per chi voleva ancora continuare la festa in dei locali aperti esclusivamente per loro e dietro questa colonna altrettanti furgoni dei netturbini che hanno ripulito in un ora la spiaggia completamente.....
    Alle 8 i playeros ovvero quelli che vanno in spiaggia la domenica non si sono nemmeno accorti che in quel pezzo di spiaggia sono passati piu di 150,000 persone ......veramente ben organizzati ... anziche proibire la movida hanno usato il cervello cosa che non succede qua a cagliari

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  2. Penzamentu Liberu20 settembre, 2011 15:44

    A dire il vero, il nano di Arcore ha usato la pubblicità per primo, ma a spese sue. Chi invece ha iniziato a farlo a spese dei contribuenti è stato Soru nella scorsa legislatura: pagine a pagamento sui principali quotidiani sardi e libretti apologetici sull'operato della giunta a spese della RAS. Non andava bene allora e non va bene adesso, però mi stupisce che ci si schieri con una parte o con l'altra e non si entri mai nel merito, allora come adesso. Ogni giunta ha i suoi interessi nel settore del turismo e delle costruzioni. Soru aveva vietato tutto ai comuni mortali con il PPR e si metteva d'accordo personalmente coi suoi amici imprenditori, in deroga al PPR, con lo strumento dell'intesa. In quel periodo sono stati colati milioni di metri cubi di cemento, anche a pochi metri dal mare, alla faccia di chi credeva alla favola dei 3 km dalle coste. Ora in questa giunta c'è chi ha interessi a far edificare i signori del golf. Possibile che la gente non abbia un minimo di cultura per capire cosa è utile per la Sardegna e cosa è esclusivo interesse dei nostri politici? Per risolvere la questione turismo ed edilizia in Sardegna si deve discutere su "CAMPI DA GOLF SI; CAMPI DA GOLF NO"???? Ma che tristezza...Più triste ancora è che non ci sia un giornalista capace di argomentare seriamente senza schierarsi da una parte politica o dall'altra e magari fare un po' di inchiesta...

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  3. No no! meglio che quest'abitdine, usata a destra e a manca come corretamente si puntualizza, non prenda troppo piede.. Altro che invitare il sindaco Zedda a farne uso per riapacificare residenti e avventori! La pubblicità sui giornali costa cara.
    Gli amministratori hanno tanti modi per comunicare con i cittadini. Il più semplice ed economico è il comunicato stampa. I giornalisti sono la proprio per quello. Non sanno mai che scrivere, avercene.. E ci sono le interviste, televisive e su casta stampata... E una lettera scritta di pugno dal primo cittadino e mandata a un quotidiano, chi è che non te la pubblica?

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