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venerdì 13 gennaio 2012

LUOGHI COMUNI TRA I FANTOZZI E L'AUTOIRONIA

SOURCE: Sardegna Quotidiano (Pubblicato con l'autorizzazione dell'autore)

Fantozzi ha sempre diviso il mondo in due.
C'è chi guarda e ride del Ragionier Ugo, vedendo il lui la straordinaria maschera - sempre attuale - di un paese a struttura piramidale, impregnato fino al midollo di luoghi comuni, serbante sempre il DNA feudale, clientelare, gretta, ignorante, dove chi nasce sfigato ha, nella sfiga vita (in)natural durante, la sua unica e grande certezza, e c'è chi si rattrista, nel vedere il destino maligno del condannato alla sopravvivenza, al sopruso e alla prostrazione.

di Alessandro "Diablo" Spedicati

Forse questo voleva il suo autore Paolo Villaggio, quando, nel 1971, pubblicò Fantozzi, primo di una serie di libri che portò all'inevitabile realizzazione di una fortunatissima saga cinematografica.
E c'è riuscito. Ha diviso, fatto riflettere, senza mezzi termini né mezze misure.
Laddove non divide, l'anziano saltimbanco, è in alcune uscite coerentemente prive dei famosi mezzi termini e mezze misure.
L'ultima di queste uscite riguarda proprio noi sardi. In una trasmissione su Rai 3, l'attore ha infatti associato il tasso di poca natalità dell'Isola al fenomeno di accoppiamento fra esseri umani e ovini.
Ancora un luogo comune, quindi, come quelli che, distorti e storpiati, hanno creato i grotteschi tratti del suo “figlio” più famoso.
Ovviamente il gesto ha provocato lo sdegno dei Sardi e il putiferio su stampa e rete.
Ebbene a me ha fatto ridere. Ed è una battuta (e sottolineo BATTUTA) che avrei potuto fare io, che amo la comicità cinica e pesante, che so che Paolo Villaggio ha intitolato la sua autobiografia Vita, Morte e Miracoli di un pezzo di merda, che so che ha chiamato il suo monologo autobiografico teatrale Delirio di un povero vecchio. E allora chapeau di fronte all'autoironia, qualità in grado di atterrire chiunque.
Perciò mi chiedo, è davvero il caso di offendersi platealmente per il delirio (meravigliosamente comico) di un povero vecchio? Non è forse uno spreco di energie, inchiostro e succhi gastrici, prendersela così tanto per un battuta che pungola l'ennesimo luogo comune sui quali i Sardi hanno costruito (ed evidentemente continuano a costruire) le proprie frustrazioni?
Allora luogo comune per luogo comune, diciamo che i Sardi sono permalosi? E vogliamo aggiungere che i Sardi sono privi della qualità dell'autoironia? O ci basta quello di essere troppo galanti con le pecorelle?
Non lo so. So solo una cosa, ho imparato che tutti i luoghi sono differenti, ma se un luogo diventa comune, un motivo c'è.


4 commenti:

  1. Grande Diablo. Concordo in pieno...finalmente qualcuno che ragiona e non si "butta" in questa campagna contro Paolo Villaggio per spirito di patriottismo e orgoglio Sardo dell'ultim'ora.

    Mauro.

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  2. Anche io ho capito da subito che si trattava di battuta fine a se stessa data da un luogo comune; quindi vorrei aggiungere:
    diablo, ti ho comprato una batteria di cucina e ancora sto aspettando che mi porti i coperchi :D

    Antonio Piludu

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  3. mi dispiace "el diablo" ma non concordo quello che dai scritto,il caro fantocci hai offeso tutti i sardi trattandoci da persone ignoranti e sopratutto da bestie e non da animali

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  4. Laera Elisabetta14 gennaio, 2012 01:15

    Caro Diablo,la comicità che faceva il Villaggio non mi faceva ridere, anzi mi faceva piangere non di rabbia perchè io non sono una raggioniera ma di compassione perchè è facile prendersela con chi e debole,e non si ride per le disgrazie degl'altri, si ricordi che è veramente da viscidi e poerili ridere dietro le spalle delle persone. Per quando riguarda il pensiero del Villaggio, mi conferma la sua ignoranza,se lui pensa che i sardi si accoppiano con gli animali, vuol dire che lui è stato il primo a farlo, e si dice bene che il bue dice cornuto all'asino.( PREMETTO CHE IO NON SONO SARDA),ma lei con Villaggio siete peggio delle<<<<<<<<<>>>>>>>>>

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