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venerdì 19 aprile 2013

NOI SARDI PER IL GAS PREFERIAMO UCCIDERE I TALEBANI PIUTTOSTO CHE TRIVELLARE ARBOREA?

Scrivo questo post in commento a un post di Vito Biolchini, in merito all'opportunità o meno di riconoscere la cittadinanza onoraria di Cagliari allo scrittore israeliano David Grossman, perché non sono sicuro che Vito avrebbe posto la questione se al posto di Grossman ci fosse stato, per esempio, Clint Eastwood.

Non certo perché Vito sia sionista o antisionista o filopalestinese o quant'altro, ma perché tutti noi, quando si tratta della questione israelo-palestinese, siamo vittime di odiosi, anacronistici e ridicoli retaggi ideologici novecenteschi.

Vito, tra le altre cose, si pone la questione di come, nell'eventualità, possa reagire la comunità musulmana cagliaritana, ma si sarebbe posto il problema di come avrebbe potuto reagire la comunità vietnamita se al posto di Grossman ci fosse stato Eastwood? Eppure l'attore e regista americano, all'apice della sua popolarità mondiale, fu un forte sostenitore delle politiche di Richard Nixon e della guerra in Vietnam. E più in là ha appoggiato convintamente Reagan e Bush padre e figlio.
E 'sti cazzi, mi viene, molto poco elegantemente, da dire. Clint Eastwood resta un grande attore, un grande regista, un grandissimo artista.

E ancora 'sti cazzi se Louis-Ferdinand Céline era antisemita. Qualcuno a Cagliari ha avuto qualcosa da ridire, quando in piazzetta Savoia, un attore ha letto un passo di "Viaggio al termine della notte"? No. E grazie a Dio! Stiamo parlando di una delle opere letterarie più straordinarie del '900! E infatti le città francesi sono costellate di Rue e Avenue Céline: un riconoscimento allo scrittore e alla sua opera a prescindere dalle sue idee antisemite.

Qualcuno a Cagliari ha avuto qualcosa da ridire, quando il Castello di San Michele ha ospitato una mostra delle opere più importanti di Filippo Tommaso Marinetti? No. E meno male! E infatti le città italiane sono costellate di Via e Piazza Marinetti: un riconoscimento all'artista e alla sua opera a prescindere dalle sue idee fasciste.

E 'sti cazzi, mi viene da dire, sempre poco elegantemente, se i musicisti del Buena Vista Social Club appoggiano convintamente il regime dei fratelli Castro: restano dei musicisti dalla grandezza incommensurabile! Come resta notevole la poesia di Ezra Pound.

Ma il punto è che non stiamo nemmeno parlando di un personaggio nazi-stalinista aberrante, odioso e impresentabile che appoggia un regime dittatoriale, ma di un intellettuale, David Grossman, appunto, che ha delle idee che, per carità, come tutte le idee sono discutibili o non condivisibili (ma legittime), ma che spesso e volentieri ha assunto delle posizioni critiche nei confronti delle politiche del governo israeliano, all'interno di un dibattito politico-culturale vivo, aperto, laico e democratico come quello di Israele che, ci piaccia o meno, noi in Italia ci sogniamo, mentre continuiamo la nostra politica coloniale in Afghanistan nel silenzio più totale.

In Sardegna, addirittura, i media (e buona parte dell'opinione pubblica) esaltano retoricamente l'epica della Brigata Sassari chiamando orwellianamente "missioni di pace" quelle che invece sono azioni di guerra, come nemmeno il TG1 fa più.

Ebbene si: anche noi sardi siamo cattivi e, per pure ragioni economiche, ammazziamo persone che difendono la loro terra, esattamente come gli israeliani ammazzano i palestinesi. Con la differenza che i talebani, oltre a non averci fatto mai un cazzo, probabilmente non sarebbero nemmeno in grado di indicare la Sardegna in una mappa geografica.

Quindi? Il nostro nazionalismo (sardo) è meglio del nazionalismo israeliano? Si può essere contemporaneamente colonizzati e colonizzatori? Pur di avere il gas preferiamo una guerra in un luogo lontano dagli occhi e dal cuore alle trivellazioni ad Arborea? Perché in Sardegna non si apre un dibattito su questo? Pongo semplicemente la questione e invito ufficialmente Vito Biolchini a rilanciarla nel suo blog.

L'Università di Cagliari ha riconosciuto (giustamente) decine di lauree honoris causa ad intellettuali molto vicini a partiti di centrosinistra che puntualmente in Parlamento hanno votato il rifinanziamento alla missione in Afghanistan senza che questo abbia (giustamente) suscitato scandalo.

Per cui per concludere il ragionamento pongo due questioni e chiudo con una considerazione:

Non sarà forse che gli intellettuali, gli artisti, gli scrittori israeliani in occasioni del genere vengono discriminati per il solo fatto di essere israeliani?

Pensateci: avete mai visto qualcuno che, come premessa a un suo ragionamento, si è dovuto trovare nella condizione di dover dire: «non sono contrario all'esistenza del Perù e riconosco il suo diritto ad esistere, ma contesto le politiche del suo governo»?

Occhio, che i riconoscimenti ad artisti, intellettuali e scrittori vengono dati o negati in base alle loro idee politiche, esclusivamente nei regimi dittatoriali.

3 commenti:

  1. Sempre intelligentissimo Mario.

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  2. Il fatto è che l'opposizione alla cittadinanza a Grossman non è perchè e cittadino israeliano ma chiaramente perchè è ebreo.
    Se fosse perchè è cittadino israeliano, e la cosa fa il paio col tentativo di far ammainare la bandiera israeliana durante il 25 aprile cagliaritano, sembrerebbe meno ma invece è ancora di più segno di antisemitismo.
    Infatti prendersela con lo Stato d'Israele e i suoi simboili, massimamente la bandiera nazionale significa negarne l'esistenza stessa. Proprio il requisito fondamentale per un processo di pace che veda due popoli e due stati presenti nella regione. Negare l'esistenza d'Israele significa negare la ricerca della pace e di un accordo fra nemici che si siedano attorno ad un tavolo senza pregiudiziali tranne quella del mutuo riconoscimento e diritto a vivere in frontiere sicure e intavolino appunto un negoziato. Negoziato che si svolge fra nemici, non fra amici i quali possono in ogni momento bersi assieme un bicchiere di vino o aranciata se preferiscono.Negare l'esistenza di Israele, significa anche volerne la distruzione, la scomparsa in quanto Stato e in quanto stato con caratteristiche ebraiche. Proprio come vuole l'Iran, Hetzbollah e Hamas, stato canaglia il primo che contribuisce al ( questo vero ) genocidio del popolo siriano con l'aiuto di Hetzbollah e con Hamas che vuole chiaramente la distruzione d'Israele e nessun accordo e trattativa di pace e quindi neanche lo Stato palestinese in quanto punta al califfato islamico e alla guerra santa continua contro l'Occidente. Ora non stupisce che palestinesi filo Hamas abbiano egemonizzato l'associazione Sardegna Palestina e diffondano razzismo, antisemitismo odio e propaganda bugiarda, impensierisce che dei sardi li seguano su questa strada, acriticamente e dando spazio a propaganda violenta e filoterrorista e francamente razzista e antisemita come nel caso Grossman e bandiera israeliana il 25 aprile.

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  3. @ Mario Carboni: Dubito che il problema per Moni Ovadia o Gad Lerner si sarebbe posto.

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