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giovedì 30 maggio 2013

PRENDIAMO SUL SERIO LO SFOGO DI DIABLO

Sono abbastanza amico di Alessandro da aver diviso il mio letto con lui quel paio di volte in cui l'ho ospitato quando vivevo prima a Milano e poi a Roma. Abbastanza, quindi, da capire che se Diablo condivide pubblicamente uno sfogo come questo, c'è da essere seriamente preoccupati. Per Cagliari, naturalmente, e per le sue giovani generazioni.

Perché se c'è una persona fastidiosamente carica di pregiudizi positivi nei confronti della propria città, questa persona è Alessandro. È sempre risultato inutile da parte mia fargli ammettere i difetti e i limiti, anche gravi ed evidenti, che questa città porta con sé.

Nella peggiore delle ipotesi, lui i limiti e i difetti di Cagliari li ama. Alessandro è uno di quelli che, come ha anche ricordato nel suo sfogo, il nome di Cagliari se l'è tatuato sulla pelle, rivendicandone non tanto i natali, quanto addirittura la stessa sostanza di cui è fatto. Roba mica da poco.

È di tutta evidenza che Cagliari e i cagliaritani non siano solo e solamente quelli descritti da Diablo e che certi aspetti di Cagliari non siano suoi prodotti tipici. È banale farlo notare. Ma se Alessandro non avesse suonato quelle precise note dolenti, il suo sfogo su Facebook rilanciato sul mio blog (e poi da Casteddu Online con due giorni di ritardo) non avrebbe fatto diecimila visualizzazioni in due giorni (e più di duemila "mi piace" su Facebook). Il secondo post più letto di tutti i tempi. Non è affatto un caso, c'è qualcosa di più e di molto più preoccupante. 

Ho pubblicato altri scritti di Alsessandro nel mio blog e alcuni di questi hanno a mala pena raggiunto le mille visualizzazioni, a testimonianza del fatto che in questo caso non è tanto il personaggio a richiamare l'attenzione, ma il fatto che quel personaggio dica proprio quelle cose.

Dovremmo chiederci perché i giovani cagliaritani (dei quali solitamente non gliene frega un cazzo a nessuno) si sentono particolarmente coinvolti da questo argomento. E anche perché a centinaia vedano Cagliari esattamente come la descrive Diablo.

Perché da musicista pop, Diablo, più di chiunque altro, ha un osservatorio privilegiato nei confronti delle giovani generazioni, per le quali scrive le canzoni e nelle quali, molti esponenti di esse si riconoscono, soprattutto in Sardegna e in particolar modo a Cagliari.

Alessandro (che è anche padre di un figlio) con i giovani di Cagliari si confronta tutti i giorni, li vede ai suoi concerti e ai suoi dj set e ci parla, li osserva e cerca di capirli; per una naturale propensione alla curiosità, per il talento innato alla comunicazione e per lavoro. Il lavoro di artista: che è quello di guardare per poi raccontare al fine di anticipare tendenze sociali (per auspicarle o per mettercene in guardia) o mediare quelle già in atto esorcizzandole e "medicandole".

Diablo, da musicista, conosce perfettamente quali corde sollecitare quando vuol far suonare determinati accordi dissonanti. È così che paradossalmente i commenti avvelenati nei confronti del suo sfogo, ci mostrano parte di quella Cagliari che quei commenti stessi vorrebbero negare. (Personalmente è il cinismo l'aspetto che mi ha colpito di più).

Diablo non è uno qualunque; è un personaggio pubblico di Cagliari e della Sardegna, un artista e un musicista molto popolare nella sua terra, per cui le sue parole hanno un peso e un significato importanti. E lui lo sa. Lo sa anche perché le parole sono il suo mestiere di autore di testi di canzoni e quindi ne conosce i segreti e lo straordinario potere. Per questo non le spara ad mentulam.

È da ingenui non capire che Diablo è stato volutamente retorico, luogocomunista e provinciale. Le parole di Diablo non sono le parole di un intellettuale e non è con quel metro di giudizio che vanno misurate. Diablo è un artista, come tale si esprime e proprio in quanto tale bisognerebbe ascoltare quello che vuole dirci sulla generazione di ventenni più sola di tutti i tempi. E prenderlo maledettamente sul serio.




19 commenti:

  1. "diablo è padre di un figlio".geniale.

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    1. ...cosa c'è di strano? poteva essere padre di una figlia... ...ma ta na' chi ci 'nd esti genti callona?...

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    2. ah ecco, poteva essere padre di una figlia, certo...
      l'italiano, questo sconosciuto

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    3. ...poteva essere padre di DUE figli... l'intelligenza, questa sconosciuta...

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    4. ahhhhhhhhhhhhhhhh certo certo, poteva essere padre di due figli, o metti che poteva essere anche padre di un nipote, giusto? o padre di un alieno, o padre di un totano, non si sa mai nella vita.
      ammettere lo strafalcione no eh? allucinante
      sono il 2.b per la cronaca, trovatemi altri esempi di "padre di un figlio" in qualsiasi scritto di italiano corretto e io vi chiedo umilmente scusa. dai

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    5. Gentile Anonimo 2.b,

      Di solito non sono uso intromettermi nelle diatribe che nascono tra i commentatori del mio blog, tuttavia nel Suo caso mi trovo costretto a fare un'eccezione, non foss'altro per togliermi la soddisfazione di indicarLa ai lettori intelligenti come un fulgido esempio di cagliaritano del quale si discetta, considerato che si ostina a sostenere con arroganza e sicumera una tesi completamente sbagliata con la convinzione di essere nel giusto.

      Tra l'altro, avendo Lei posto la questione, è a Lei che spetterebbe l'onere di fornire la prova che dimostri la scorrettezza nell'uso corrente della lingua italiana della locuzione "padre di un figlio"; non a me e nemmeno al Suo interlocutore (che, per amor di verità mi sembra anch'egli appartenente alla Sua stessa specie di cagliaritano).

      Nonostante ciò, sempre allo scopo di dimostrare la Sua appartenenza alla categoria di cagliaritani in questione, come da Lei richiesto, Le fornisco, come dice Lei, un esempio di "uno scritto di italiano corretto" (in italiano sarebbe più corretto dire "uno scritto IN italiano corretto") in cui è presente la locuzione "figlio di un padre". Un esempio tra le migliaia che anche Lei avrebbe potuto trovare, se solo fosse stato un po' meno arrogante e si fosse preso la briga di compiere una semplice ricerca su Google.

      Io ho scelto l'esempio di Carlo Ambrosini (che di mestiere fa il linguista) che all'interno di un suo saggio cita la locuzione in oggetto utilizzata da Tristano Bolelli (che di mestiere faceva il glottologo). Potrà facilmente convenire sul fatto che i due studiosi, con tutto il rispetto, conoscono l'italiano molto meglio di Lei è di me messi insieme.

      Toverà l'esempio in questo link:

      http://books.google.it/books?id=X6odAAAAMAAJ&q=%22padre+di+un+figlio%22+linguistica&dq=%22padre+di+un+figlio%22+linguistica&hl=it&sa=X&ei=E9StUdrwM4yQ4gSs94DABA&ved=0CDwQ6AEwAg

      Ora, se vuole umilmente scusarSi con il Suo interlocutore consimile, lo faccia pure. Invece non c'è alcun bisogno che Si scusi anche con me, perché, come Le ho spiegato, Sono altre le ragioni che mi hanno spinto ad intromettermi.
      E poi sono buono e Le concedo l'attenuante della giovane età...

      Cordialmente,

      Mario Garzia

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    6. arieccomi, dunque, come detto chiedo scusa, potrei davvero stare qui ore a indicare svariate contraddizioni nella frase "padre di un figlio", e sinceramente prendere una frase di un linguista, toglierla dal suo contesto e prenderla come difesa di un diablo qualsiasi, lascia il tempo che trova.
      Mi fa piacere che tu mi dia del lei e che usi questo italiano forbito, questo evidentemente per sentirti superiore e più togo, io invece ti do del tu, perchè a 36 anni posso anche permettermelo. e giusto per la cronaca non sono di cagliari, ma questo per gente come te che di mestiere fa "di tutta un erba un fascio", conterà davvero poco.
      Credo che i commenti , sopratutto il 3 (gesucristo ripigliati!!) palesino quanto tutto questo articolo, ancora più dell'articolo di Diablo, sia surreale, scritto da una persona che come il suo amico, crede che TUTTI siano come lui e come la gente che frequentano.
      Avete realmente suscitato una reazione in città, si, un enorme presa per il culo nei vostri confronti, da parte di tutti, sia chiaro, ignoranti e colti, belli e brutti, compagni e camerata.
      asibbiri mellusu

      tuo
      2b

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  2. "Sono abbastanza amico di Alessandro da aver diviso il mio letto con lui quel paio di volte in cui l'ho ospitato" mmmm mi paridi ga ti sesi puru nnammorau!!

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  3. poba...tu e diablo ;)

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  4. mi hai impallato dopo la quinta riga.... ma boccirì...!!!!

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  5. L'avvocato del diablo!

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  6. prendiamo sul serio lo shfogo di diablo
    eia, tranquillo, è tutta la notte che piango e mi agito nel letto

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  7. n 1 chi ni gazzu è diablo!
    n 2 ci sono cose poù importanti dello sfogo di un signor nessuno

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  8. Ma chi e' Diablo? Perche' ho seguito questo link? Bho

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  9. mio dio che leccata...peccato che tu non abbia inserito anche un bel sottofondo musicale di violini sarebbe stato perfetto. anche una bella gif animata di cuoricini.
    ma per favore....a lavorare l'uno e l'altro!!!

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  10. ahahah vorrei che ogni giorno uscissero ''articoli'' del genere solo per leggere i commenti sotto.
    prendiamo sul serio quanto cazzo è ipocrita il tuo amico piuttosto. il solito blabla del cagliaritano a cui non segue nessuna azione. bravo diablo hai detto la tua,e quindi????

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