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martedì 30 luglio 2013

CARTELLI STRADALI IN "LIMBA": L'ULTIMO GRANCHIO DI MAURO PILI

Mauro Pili, non sapendo più che pesci pigliare, ha deciso di darsi ai granchi. Succede quando uno se la prende contro una circolare che non ha letto. O se l'ha letta non l'ha capita, perché per capirla bisogna aver letto il Codice della strada. E se ha letto anche il Codice della strada, non lo ha capito. Non indaghiamo sul perché.

A detta di Mauro Pili, «la circolare con la quale lo Stato invita i Comuni sardi a togliere i cartelli in sardo all’inizio e alla fine centro abitato è l’ennesimo atto di arroganza e ignoranza che va respinto al mittente senza un attimo di esitazione».

Intanto Mauro Pili si è svegliato con un anno abbondante di ritardo, visto che l'Anas ha dato disposizioni in tal senso già all'inizio del 2012. In secondo luogo le cose non stanno come dice lui.

In parole povere la questione è questa: in Sardegna molti comuni interpretano in modo erroneo il Codice della strada e posizionano i cartelli in parti di territorio che non sono di loro competenza o li posizionano di colore sbagliato (bianco invece di marrone) o posizionano solo quello in "limba" senza che ci sia anche quello in italiano come previsto dalla legge o addirittura tutte e tre le cose contemporaneamente.

L'Anas invita i comuni sardi a ripristinare la regolatità delle norme o rimuovendo i cartelli posizionati in area a loro non competente e/o di colore sbagliato e/o ad aggiungere al cartello in "limba" anche il cartello in italiano.

In altri termini, i comuni sardi possono tranquillamente continuare a mettere i cartelli in "limba" purché siano affiancati dal cartello in italiano e purché siano del colore giusto e posizionati nel posto giusto.

Conosco nel dettaglio la questione, perché me ne ero occupato in occasione del caso sollevato dal sindaco di Posada e ne avevo discusso ampiamente nella pagina Facebook di Mario Carboni, esponente de su Comitadu pro sa limba sarda.

Se siete coraggiosi, e siete interessati a conoscere la questione nei suoi dettagli tecnico-amministrativi, eccovi accontentati:

Il Codice della strada all'articolo 3 al comma 8 definisce così il centro abitato:

«insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine. Per insieme di edifici si intende un raggruppamento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada».

Il successivo articolo 4 obbliga il comune a deliberare la delimitazione del centro abitato e a ufficializzarla.

Art. 4.

Delimitazione del centro abitato (1)

1. Ai fini dell'attuazione della disciplina della circolazione stradale, il comune, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, provvede con deliberazione della giunta alla delimitazione del centro abitato.

2. La deliberazione di delimitazione del centro abitato come definito dall'art. 3 è pubblicata all'albo pretorio per trenta giorni consecutivi; ad essa viene allegata idonea cartografia nella quale sono evidenziati i confini sulle strade di accesso.

In oltre la Circolare 29 dicembre 1997, N.6709/97 sancisce che:

«I comuni sono tenuti a comunicare alle sezioni circolazione e sicurezza stradale dei provveditorati regionali alle organizzazioni provinciali, organi periferici di questo Ministero, di cui di riportano in allegato gli indirizzi, se hanno ottemperato o meno all'obbligo di delimitazione dei centri abitati previsto dall'art. 4 del nuovo codice della strada. In caso affermativo dovranno comunicare anche gli estremi della relativa delibera della giunta municipale. Ciascun comune farà riferimento al provveditorato regionale competente per territorio».

Ora, il Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della strada all'articolo 5 comma 5, stabilisce che:

«I segnali di inizio e fine centro abitato sono collocati esattamente sul punto di delimitazione del centro abitato indicato sulla cartografia allegata alla deliberazione della giunta municipale [...]»

Siccome l'articolo 37 del CdS stabilisce al punto "b" che «L'apposizione e la manutenzione della segnaletica» compete «ai comuni, nei centri abitati, compresi i segnali di inizio e fine del centro abitato, anche se collocati su strade non comunali», ciò sta a significare che se i comuni sardi hanno posizionato i cartelli fuori dal centro abitato (nel senso in cui lo definisce il CdS), anche se gli hanno posizionati all'interno del loro territorio comunale, lo hanno fatto al di fuori delle loro competenze, perché fuori dai centri abitanti, come stabilisce al punto "a" l'articolo 37, «L'apposizione e la manutenzione della segnaletica» spetta «agli enti proprietari delle strade», in questo caso l'Anas.

E qui veniamo al punto dei colori dei cartelli. L'articolo 78 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della strada, al punto "c" stabilisce che sono bianchi i cartelli «per le strade urbane o per avviare a destinazioni urbane». Per strade urbane si intendono appunto le strade del centro abitato. Se il cartello è stato posto fuori dal centro abitato il cartello deve essere di colore marrone, come stabilito dal punto "e" dello stesso articolo che appunto parla di «indicazioni di località» e di «denominazioni geografiche». Tra l'altro il comma 2-bis dell'articolo 37, parla appunto di «localizzazione territoriale del confine del comune» (territorio comunale, non centro abitato).

In ogni caso lo stesso comma stabilisce che le «lingue regionali o idiomi locali presenti nella zona di riferimento», devono essere «in aggiunta alla denominazione nella lingua italiana» e non sole, perché altrimenti non sarebbero a termini di legge. Attenzione: le lingue non devono essere più di due, come stabilito dal comma 5 dell'articolo 125 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada : «nessun segnale può contenere iscrizioni in più di due lingue».

Amen.

14 commenti:

  1. Ho segnalato questo link nella pagina personale di mauro pili su facebook.
    Per tutta risposta son stato bannato dalla pagina stessa il link è stato rimosso.
    Complimenti Mauretto!!

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    1. Lo Stato italiano vuole rimuovere i cartelli in Lingua Sarda. Noi Sardi vogliamo rimuovere lo Stato Italiano.

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  2. Mi spiace constatare che in questo articolo ci sono scritte diverse falsità: 1 Anche se l'Anas aveva chiesto la stessa cosa al comune di Posada nel 2012, la circolare del ministero è in effetti recente. 2 Non viene chiesto di spostare i cartelli in sardo ma di rimuoverli, se il problema fosse il posizionamento avrebbero chiesto solo una ricollocazione nel posto giusto. 3 I cartelli in marrone sono i cartelli turistici e imponendo di fare i cartelli in sardo marroni stanno dicendo che quelli in italiano sono i cartelli "veri" mentre quelli in sardo sono solo folklore, negando quindi la stessa dignità alle due lingue. Una cosa gravissima e fatta a sfregio dall'ultimo funzionario di un ministero che non c'entra un cazzo con queste questioni. Mauretto Pili è certamente uno dei politici più viscidi che si possono incontrare in Sardegna, ma la questione non c'entra nulla con lui.

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    1. INCREDIBILE!!! MAURO PILI MI RISPONDE E MI DA PURE RAGIONE!!!: http://www.cagliarifornia.eu/2013/07/incredibile-mauro-pili-mi-risponde-e-mi.html

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    2. Siccome pili mi ha bannato non posso vedere il testo completo della circolare di cui parla. per caso potresti linkarmela o copiarla per intero?
      Grazie
      Enrico

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    3. @ Anonimo: Il testo completo della missiva non lo pubblica nemmeno lui.

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    4. art. 9, comma 2, DPR 2 maggio 2001, n. 345 (regolamento di attuazione della L. 482 sulla tutela delle minoranze linguistiche): "Nel caso siano previsti segnali indicatori di località anche nella lingua ammessa a tutela, si applicano le normative del codice della strada, con PARI DIGNITA' GRAFICA per le due lingue"

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    5. Tra l'altro la lingua sarda (per le leggi della repubblica italiana) non è nè un dialetto, nè un idioma dialettale, nè una lingua regionale, nè un idioma locale ma una minoranza linguistica storica riconosciuta a cui è attribuita nel territorio interessato la stessa dignità della lingua italiana. In questa circolare invece https://www.facebook.com/photo.php?fbid=582634505109393&set=a.360778367295009.77441.360685880637591&type=1&theater la lingua sarda è considerata alla stregua dei dialetti italiani, cosa che a termini di legge è falsa.

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    6. Luisi, legga questo: CARTELLI BILINGUI PER "NEGATI": TRE ESEMPI PRATICI PER CAPIRE http://www.cagliarifornia.eu/2013/07/cartelli-bilingui-per-negati-tre-esempi.html

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  3. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=582634505109393&set=a.360778367295009.77441.360685880637591&type=1&theater

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    1. Grazie mille! È la conferma che quanto ho scritto è corretto!

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  4. CARTELLI BILINGUI PER "NEGATI": TRE ESEMPI PRATICI PER CAPIRE: http://www.cagliarifornia.eu/2013/07/cartelli-bilingui-per-negati-tre-esempi.html

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  5. La saga continua... CARTELLI BILINGUI PER BUROCRATI: ECCO COSA DICE LA LETTERA DEL PROVVEDITORATO http://www.cagliarifornia.eu/2013/08/cartelli-bilingui-per-burocrati-ecco.html

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