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martedì 30 luglio 2013

INCREDIBILE!!! MAURO PILI MI RISPONDE E MI DA PURE RAGIONE!!!

Roba da non crederci: Mauro Pili mi risponde nella sua pagina (per altro dandomi del servo, dell'ignorante e dell'imbeccille con due "c"), e postando le parti (quelle a lui utili, ma sufficienti a smascherarlo) che riguardano la missiva del Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche, conferma quanto ho scritto nel mio post precedente!!!

Vediamo:

1) La missiva ha come oggetto: "segnali di inizio e fine centro abitato in dialetto/bilingue. Chiarimenti"

Questo significa che la missiva tratta la fattispecie relativa anche al contenzioso tra l'Anas e il sindaco di Posada vecchio di più di un anno. E che è plausibile che tale missiva di chiarimento sia stata sollevata dal caso in questione.

2) Nella missiva si legge “Lo scrivente ufficio durante i numerosi sopraluoghi che svolge all’interno del territorio regionale ha riscontrato l’utilizzo diffuso della segnaletica di delimitazione di centro abitato in doppia lingua. Sebbene la prima e la secondo direzione sulla corretta e uniforme applicazione delle norme del Codice della Strada avessero già fornito chiarimenti all’utilizzo di tale segnaletica, lo scrivente, con l’obiettivo di rappresentare la peculiarità della regione Sardegna in materia toponomastica, ha formulato il quesito alla competente direzione Generale della Sicurezza Stradale”

Questo significa che quanto ho scritto «in Sardegna molti comuni interpretano in modo erroneo il Codice» corrisponde alla verità dei fatti. A questo servono i "chiarimenti" in oggetto.

3) Ancora si legge: “nella nota ministeriale, allegata, la D.G. ha precisato come tale utilizzo sia ammesso esclusivamente ai sensi dell’art.125 c.6 del Regolamento e dove gli accordi internazionali ammettono la possibilità di riportare un massimo di due lingue ufficialmente riconosciute per facilitare l’utenza stradale di altre nazioni, non ammettendo tale deroga per forme dialettali”

Questo significa che la "missiva" cita l'articolo del CdS in questione, esattamente come ho fatto io: «Attenzione: le lingue non devono essere più di due, come stabilito dal comma 5 dell'articolo 125 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada : «nessun segnale può contenere iscrizioni in più di due lingue» ».

4) Ancora si legge: “l’unica eccezione prevista dall’art.37 comma 2 bis del codice della Strada e successive modifiche e la possibilità agli enti a cui spetta l’apposizione e la manutenzione della segnaletica stradale, nei segnali di localizzazione territoriale del confine del Comune, di utilizzare lingue regionali o idiomi locali in aggiunta alla lingua italiana. Tali segnali ( art.134, comma 4, del regolamento di esecuzione del codice della Strada) sono segnali a sfondo marrone e di dimensioni ridotte”

Che è esattamente quello che ho scritto io qui:

«Siccome l'articolo 37 del CdS stabilisce al punto "b" che «L'apposizione e la manutenzione della segnaletica» compete «ai comuni, nei centri abitati, compresi i segnali di inizio e fine del centro abitato, anche se collocati su strade non comunali», ciò sta a significare che se i comuni sardi hanno posizionato i cartelli fuori dal centro abitato (nel senso in cui lo definisce il CdS), anche se gli hanno posizionati all'interno del loro territorio comunale, lo hanno fatto al di fuori delle loro competenze, perché fuori dai centri abitanti, come stabilisce al punto "a" l'articolo 37, «L'apposizione e la manutenzione della segnaletica» spetta «agli enti proprietari delle strade», in questo caso l'Anas».

e qui:

«E qui veniamo al punto dei colori dei cartelli. L'articolo 78 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della strada, al punto "c" stabilisce che sono bianchi i cartelli «per le strade urbane o per avviare a destinazioni urbane». Per strade urbane si intendono appunto le strade del centro abitato. Se il cartello è stato posto fuori dal centro abitato il cartello deve essere di colore marrone, come stabilito dal punto "e" dello stesso articolo che appunto parla di «indicazioni di località» e di «denominazioni geografiche». Tra l'altro il comma 2-bis dell'articolo 37, parla appunto di «localizzazione territoriale del confine del comune» (territorio comunale, non centro abitato)».

5) Infine la missiva dice: “Si invitano, pertanto, i suddetti enti ad intervenire nel proprio ambito di competenza ai fini di una corretta applicazione del regolamento di esecuzione del Codice della strada e successive modifiche”

Questo significa esattamente quello che ho scritto io:

«In parole povere la questione è questa: in Sardegna molti comuni interpretano in modo erroneo il Codice della strada e posizionano i cartelli in parti di territorio che non sono di loro competenza o li posizionano di colore sbagliato (bianco invece di marrone) o posizionano solo quello in "limba" senza che ci sia anche quello in italiano come previsto dalla legge o addirittura tutte e tre le cose contemporaneamente».

In altri termini la missiva dice sostanzialmente tre cose:

1) Il comune ha competenza sui cartelli del centro abitato, i cui cartelli devono essere bianchi:

2) L'Anas ha competenza nelle sue strade sui cartelli fuori del centro abitato, anche se rientrano nel territorio del comune, e tali cartelli devono essere marroni;

3) In ciascuno dei due casi non è ammesso il cartello in sola lingua sarda, ma deve essere presente anche il cartello in italiano.

Che poi sono le cose che ho detto io.

Che si tratti di sardo o di italiano, una lingua non basta saperla parlare, leggere e scrivere: è necessario anche essere in grado di comprenderla. E anche conoscere le leggi non guasta. Altrimenti si buttano via i soldi dei contribuenti con i quali l'Onorevole Mauro Pili è profumatamente pagato. Anche da me.


4 commenti:

  1. No creu chi nci intrit Posada...
    in sa lìtera chi su Dirigenti Francesco Dolce mandat a sa Diretzioni Generali de Roma ddoi est aunida sa Motzioni de su Comunu de Casteddu "Nuovi indirizzi per la toponomastica".
    In ònnia modu aciùngiu ca, sigumenti sa lìngua sarda no est lìngua ufitziali non podeus gosai de su cartellu a isfundu biancu ma si depeus arrangiai cun cussu a colori de cafei, a sa faci de sa "pari dignità grafica" chi narat su Regulamentu po sa L.482/99!
    Saludus

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  2. art. 9, comma 2, DPR 2 maggio 2001, n. 345 (regolamento di attuazione della L. 482 sulla tutela delle minoranze linguistiche): "Nel caso siano previsti segnali indicatori di località anche nella lingua ammessa a tutela, si applicano le normative del codice della strada, con pari dignità grafica per le due lingue".
    Alessandro Dessì LINGUE DI SARDEGNA

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    1. In realtà i cartelli bianchi col toponimo in sardo possono essere messi, l'importante è che siano affiancati dal cartello in italiano e che siano messi nel posto giusto, ovvero a ridosso del centro abitato.CARTELLI BILINGUI PER "NEGATI": TRE ESEMPI PRATICI PER CAPIRE http://www.cagliarifornia.eu/2013/07/cartelli-bilingui-per-negati-tre-esempi.html

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  3. La saga continua... CARTELLI BILINGUI PER BUROCRATI: ECCO COSA DICE LA LETTERA DEL PROVVEDITORATO http://www.cagliarifornia.eu/2013/08/cartelli-bilingui-per-burocrati-ecco.html

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