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lunedì 17 febbraio 2014

MENTRE FRANCISCU SEDDA (FORSE) ENTRA IN CONSIGLIO REGIONALE, I SARDI BOCCIANO SARDEGNA POSSIBILE: SARÀ PURE POSSIBILE MA NON È CREDIBILE

I maligni dicono che dove c'è Franciscu Sedda c'è scissione e che il Partito dei Sardi sarà il prossimo a disintegrarsi. Può darsi, ma fino a ora i risultati dicono che il miglior partito di Sedda è sempre il prossimo.

Mentre iRS, la sua prima creatura, sembra essere ormai giunta al capolinea (insieme a tutto l'indipendentismo movimentista che ha ormai fatto il suo tempo) e mentre ProgReS, con il suo settarismo, continua ad auto condannarsi all'ininfluenza politica, il Partito dei Sardi, fondato insieme a Paolo Manichedda, è la terza forza politica della coalizione di centrosinistra e ottiene due seggi in Consiglio regionale, uno dei quali potrebbe essere assegnato proprio a Sedda.

Forse bisognerebbe chiedersi se ogni volta Franciscu non abbandoni i partiti che ha fondato solo perché è l'unico che ha voglia di crescere e far fare ulteriori passi avanti all'indipendentismo, mentre tutti gli altri si siedono, immobili, statici, sui risultati ottenuti.

A questo punto, il prossimo passo del PdS di Sedda e Maninchedda è quello di costituire un nuovo (e unico) soggetto politico insieme ai Rossomori e alle forze giovani e fresche di quel che resta di iRS: è giunto il momento per Gavino Sale di ritirarsi dalla scena politica.

Sardegna Possibile, nonostante l'abbondante semina, invece non raccoglie nulla. Non solo perché la candidata presidente si piazza in terza posizione, ma soprattutto perché la coalizione di liste che la sostiene, pur ottenendo un 7% di tutto rispetto, non raggiunge la soglia di sbarramento prevista dalla legge. Peccato, perché per piazzare un consigliere sarebbe bastato presentare un'unica lista di appoggio alla candidata invece di tre. Ma questo avrebbe richiesto a ProgReS di rinunciare alla propria purezza.

In ogni caso, il fatto che Sardegna Possibile, nonostante una spropositata esposizione mediatica, ottenga un risultato estremamente al di sotto delle aspettative (di tutti: osservatori, commentatori, sondaggi e avversari politici compresi), conferma ulteriormente, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che sapere usare i media è condizione necessaria ma non sufficiente se attraverso di essi non si veicola un messaggio (una narrazione!) credibile.

Ergo, il risultato deludente di Sardegna Possibile è da attribuire alla scarsa credibilità che la sua proposta politica ha suscitato nei confronti dei sardi. In altri termini, la proposta politica di SP non è stata sufficientemente credibile da spingere i tantissimi delusi e/o schifati dalla politica a recarsi alle urne per votare e spazzare via il "dipendentismo".

Tuttavia, proprio in funzione di ciò, a questo risultato può essere data una chiave di lettura estremamente positiva: SP, a differenza del Movimento Cinquestelle, poggia le sue fondamenta su una proposta e non sulla protesta. Una proposta che, ha avuto il limite, tra gli altri, di puntare poco alla testa e molto al cuore dei sardi, ma il forte merito di non puntare alla loro pancia, quindi di non essere populista. In altri termini, i voti ricevuti da SP sono forse voti di speranza ma non sono in alcun modo voti di protesta.

Ed è da questa base che la coalizione SP deve ripartire, facendo confluire sotto questo nome ed il suo simbolo le tre sigle (e naturalmente le persone, anche quelle non indipendentiste/sovraniste) che la compongono, per dar vita ad unico soggetto politico. Soggetto che magari inizi a dialogare con l'eventuale soggetto politico nato dal Pds, dai Rossomori e da iRS, oltre che con il centrosinistra sardo-italiano.

Un passo alla volta: la strada verso un partito sardo unitario, socialdemocratico, liberale, riformista, progressista e federalista europeo e, naturalmente, sovranista/indipendentista è ancora lunga.


7 commenti:

  1. SEDDA PURTROPPO NON ENTRA MA UNA COSA è CERTA L'AREA IRS PDS E RM è la chiave del nuovo indipendentismo di governo che influenzerà, se saranno capaci, la politica sovranista sarda . il resto sono Favole

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  2. Prendere il 10% non è roba da poco, vedere che 75.000 sardi non possono mettere nessuno alla regione non dovrebbe far contenti nessuno, eppure il vigliacco che ha scritto questo articolo senza firmarlo dimostra ancora di quanta pochezza siamo capaci noi sardi.

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    1. Perdonami Unknown, ma la firma c'è e pure ben visibile e dargli del vigliacco non fa altro che aggiungersi ad una campagna politica basata solo sulla diffamazione, almeno da una certa parte.
      (il blog di Mario Garzia, in alto a dx)

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  3. In realtà sembra che Gavino Sale ce la farà:
    irs è crollata come voti, ma il sistema dei resti dovrebbe comunque premiarla. Mistri della nuova legge elettorale...

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  4. Progres ha preso più voti del Partito dei Sardi.

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  5. Tanto rancore in questo articolo! L'unica cosa condivisibile e auspicabile un eventuale alleanza tra tutte le forze indipendentiste sarde...ma il primo a non volerla penso sia proprio Sedda,dall'ego smisurato e privo di remore nel gettare fango addosso a chi comunque,nonostante tutto, ci ha creduto,senza cercare facili scorciatoie.

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    1. Secondo me confondi il rancore con la durezza...

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