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domenica 5 luglio 2015

Il referendum greco e quello scozzese ci dicono che è tempo di Stati Uniti d'Europa.

Nella giornata di oggi i greci sono chiamati alle urne per scegliere se approvare o respingere il piano proposto dai creditori. A prescindere dal risultato (come già ha evidenziato l'esito di quello scozzese) dopo questo referendum l'Europa non sarà più la stessa. Le cose stanno cambiando rapidamente e l'Unione Europea, così come i singoli Stati membri, non sono più in grado di rispondere alle esigenze dei loro cittadini, così come alle nuove sfide del Villaggio Globale.

«Se l'Ue chiedesse di aderire a se stessa non verrebbe ammessa: ciò significa che l'Ue non sembra rispondere ai criteri democratici che richiede ai suoi stessi membri». Sono parole del sociologo inglese Anthony Giddens che mettono in evidenza come l'Unione Europea difetti di democrazia. Questo perché contestualmente alla cessione
da parte degli Stati membri di importanti fette di sovranità non è avvenuto il corrispettivo spostamento di delega democratica  dei cittadini. L'Unione Europea è un ente governato dalla tecnocrazia. A questo problema si può rispondere in due modi:

- il primo è quello reazionario, nazionalista e populista di Grillo, Salvini, Meloni, Le Pen, Farage e compagnia: fuori dall'Euro, fuori dall'Europa, gli Stati nazionali si riprendano la loro sovranità politica e monetaria, si proteggano i prodotti nazionali con dazi doganali e si limiti la circolazione delle persone. Praticamente un ritorno agli anni '70, con la differenza che nel frattempo il mondo è cambiato e i singoli Stati-nazione da soli non riuscirebbero più ad esprimersi come potenze mondiali, ma sarebbero condannati all'ininfluenza politica, ancor prima che economica, in un mondo globalizzato dove colossi come, per esempio, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina o il Brasile sarebbero gli attori geo-politici principali;

- il secondo modo
‒  del quale, per prima, dovrebbe farsi carico  una sinistra riformista moderna e con una visione del futuro, della quale in questo momento in Europa non vi è traccia , è quello di superare l'attuale Unione Europea attraverso un processo contestuale di democratizzazione e cessione di sovranità finalizzato alla costituzione degli Stati Uniti d'Europa.

Per dirla con le parole del sociologo Daniel Bell «con la globalizzazione lo Stato-nazione è ormai divenuto troppo piccolo per i grandi problemi globali e troppo grande per i piccoli problemi locali». Detto in altri termini, Stati come l'Italia, il Regno Unito o la Spagna sono divenuti obsoleti perché inadeguati ad affrontare le sfide di un mondo «glocal» come quello attuale. Serve uno Stato federale ovvero uno Stato di Stati e cioè uno Stato grande, formato da Stati piccoli.

Il primo ‒ come solo gli Stati Uniti d'Europa potrebbe essere ‒ competente sui «grandi problemi globali», come per esempio l'energia, il clima, le risorse alimentari, i diritti umani e quelli civili,  la politica estera e quella monetaria e finanziaria e quindi il commercio internazionale, la fiscalità centrale,  le forze armate e la difesa eccetera.

I secondi ‒  come solo le varie regioni europee potrebbero trasformarsi (Veneto, Scozia, Catalogna...) ‒ competenti di «piccoli problemi locali» (piccoli per modo di dire), come per esempio servizi e infrastrutture, sanità, istruzione, trasporti, fiscalità locale, diritto privato, polizia, gestione e controllo del territorio e via dicendo.

I secondi, quindi, avrebbero un grado di sovranità di gran lunga superiore a quello delle attuali regioni europee, ma comunque inferiore alla "sovranità" di cui hanno goduto gli Stati membri della UE fino a oggi.

Ovviamente non mancherebbero le materie concorrenti (e non mancherebbero nemmeno i trasferimenti fiscali allo Stato centrale federale, quelli che Veneto, Scozia e Catalogna non vorrebbero più girare a Roma, Londra e Madrid, che servirebbero anche ad aiutare i Paesi svantaggiati attraverso trasferimenti dal centro alla periferia), ma questo dovrebbe essere lo schema generale su cui dovrebbero essere organizzate le interdipendenze tra gli Stati membri. Un po' come avviene già negli Stati Uniti d'America, ma con le ovvie specificità di cui necessita uno Stato federale europeo, magari guardando anche al modello federale svizzero.

È evidente che perché avvenga questo processo bisogna sconfiggere il ritorno reazionario del nazionalismo perché di fatto si tratta di consegnare definitivamente alla storia gli Stati-nazione: non ci saranno Stati Uniti d'Europa fino a quando ci sarà il nazionalism
o.

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