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sabato 22 agosto 2015

Calcio e TV interattiva: nel 2050 le partite verranno decise da casa col televoto. Forse.

Immagine tratta dal sito violanews.com
Oggi ricomincia il campionato di serie A e gli italiani che guarderanno le partite in televisione saranno di gran lunga di più di quelli che si recheranno allo stadio. I diritti televisivi rappresentano ormai la fetta più importante dei ricavi delle società di calcio e ciò naturalmente conferisce alle broadcasting corporations un grande potere di influenza sul mondo del pallone. Prima del loro avvento avremmo mai immaginato che le telecamere sarebbero addirittura entrate negli spogliatoi? E le interviste ai calciatori tra un tempo e l'altro? Giusto per fare i primi due esempi che mi vengono in mente.

È quindi plausibile ipotizzare che il calcio del futuro, in un'ottica di incremento della spettacolarizzazione, tenderà sempre di più a sottostare alle logiche televisive, a tal punto da portare a sostanziali modifiche del regolamento del calcio. Per cui, viste anche le tendenze della televisione in fatto di interattività e di format basati sul reality e sul talent show, ho provato a fantasticare (senza la minima pretesa di serietà, sia chiaro!) su come sarà il calcio in TV in un futuro non troppo lontano. Allora: ecco di seguito ciò che ha partorito la mia fantasia.

Il cambiamento principale, che è poi quello funzionale a tutte le altre modifiche, sarà l'introduzione del tempo effettivo di durata delle partite. Tutte le partite dureranno 56 minuti effettivi divisi in due tempi da 28 minuti, che sono poi i tempi medi attuali effettivi di durata delle partite. Spariranno quindi i ridicoli e del tutto arbitrari minuti di recupero che non hanno nessuna ragione di esistere se non quella di dare un "aiutino" alla squadra in svantaggio. Infatti, se si dovesse recuperare davvero il tempo di "non gioco", i minuti di recupero, per logica, dovrebbero essere 34 e cioè 90 meno 56. Ma questo sarà il meno.

Infatti, la ragione principale per cui esso verrà introdotto sarà, udite udite, l'istituzione del televoto da casa, che naturalmente comporterà una certa perdita di tempo. Sarà infatti introdotto un altro elemento comportante una piccola perdita di tempo, ovvero, finalemte, la moviola in campo: lo strumento televisivo applicato al calcio per antonomasia. Il televoto servirà in tutti quei casi in cui la moviola non riuscirà a togliere ogni dubbio all'arbitro e decreterà, per esempio, se un fallo è da rigore o se la posizione di un determinato giocatore è in fuori gioco o meno o, ancora, se un giocatore merita un cartellino giallo o rosso o se non lo merita affatto.

Ma non è tutto: gli allenatori potranno ricorrere al televoto nel caso siano dubbiosi su quale sostituzione effettuare. I tecnici proporranno alcune alternative ai telespettatori, che sceglieranno quella che riterranno più adatta. Di fatto, saranno quindi i telespettatori a decidere l'esito delle partite, premendo un tasto sul loro telecomando comodamente seduti sul divano di casa.

E a proposito di sostituzioni, per incentivare la freschezza e la velocità del gioco ai fini dello spettacolo televisivo, in futuro non ci sarà alcun limite al numero di cambi e un giocatore, una volta sostituito, potrà rientrare in campo sostituendone un altro a sua volta. A meno che non sia stato precedentemente espulso, anche se gli espulsi potranno essere sostituiti. Insomma: le partite si giocheranno sempre 11 contro 11. Questa è un'altra ragione per cui verrà introdotto il minutaggio effettivo e cioè che le molte sostituzioni comporteranno una notevole perdita di tempo.

Sempre ai fini dello spettacolo televisivo, per incentivare i rapidi capovolgimenti di fronte, i falli laterali verranno battuti, non più con le mani, ma con i piedi. (Perché nel minuscolo campo da calcetto sì e in quello enorme da calcio no?)

Inoltre, per eliminare la violenza negli stadi ‒ che già di suo non è un bello spettacolo, figuriamoci in tv ‒  il pubblico all'interno dello stadio non sarà un pubblico pagante ma sarà selezionato dalla "redazione", come già avviene in tutti i programmi televisivi. Chi vorrà assistere alle partite non dovrà più pagare il biglietto o l'abbonamento ma dovrà scrivere alla "redazione" per chiedere di parteciparvi.

Una parte del pubblico verrà addirittura pagato: si tratta di quel pubblico che, in curva, andrà a sostituire gli ultrà. I gruppì ultrà saranno dei privati professionisti, pagati alla stregua di artisti, come le orchestre nei programmi tv, che intoneranno cori di incoraggiamento, originali e simpatici, per le squadre e i singoli giocatori. Ovviamente saranno banditi i cori razzisti e offensivi.

In questa situazione, le società calcistiche, durante il calcio mercato, tenderanno a privilegiare l'acquisto di calciatori, se non di bella presenza, almeno telegenici (Ma mi sa che 'sta cosa è già così...). La questione riguarderà, a maggior ragione, anche gli allenatori che, sempre di più, dovranno essere dei professionisti della comunicazione, considerati i rapporti crescenti che intrattengono con la stampa.

Nascerà addirittura la figura del "gost mister", sulla scorta del "gost writer" in campo letterario, dove chi scrive veramente un romanzo, delle volte non è la persona che appare davanti alle telecamere o nelle fotografie dei giornali, ma un professionista della scrittura. Ovviamente all'insaputa degli ignari lettori. Così, nel calcio, il "gost mister" si occuperà di mettere la squadra in campo dal punto di vista tecnico-tattico, mentre la gloria o il ludibrio andranno "all'attore" che impersonerà il ruolo di allenatore a beneficio dei media.

Lasciando la fantasia a briglie sciolte, ci si potrebbe dilungare parecchio in questo gioco di "previsione" ma, per non annoiarvi e rendervi partecipi del divertimento, lascio a voi immaginare, contribuendo anche attraverso i vostri commenti, quali altri cambiamenti verranno introdotti nel calcio nel futuro a venire. Forse.


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