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mercoledì 9 novembre 2016

E se bastasse dar retta al numero di follower invece che ai sondaggi?

Stando alla carta stampata, ma soprattutto alla televisione americana, vittima del suo feticcio rappresentato dai sondaggi, la Clinton avrebbe dovuto  vincere le elezioni in scioltezza. Invece così non è stato. Sotto questo aspetto la "rete" sembra essere stata molto più indicativa dei sondaggi stessi, almeno stando ai numeri dei social network.

Su Facebook Donald Trump, prima delle elezioni, aveva quasi 13 milioni di fan contro i poco più di 8,5 milioni di Hillary Clinton. Su Twitter i follower del magnate erano poco più di 12 milioni contro i 9,5 milioni dell'ex Segretario di Stato.

Nella misura in cui si voglia attribuire a questi dati e alla "rete" il ruolo di termometro della situazione, tv e carta stampata (per altro sempre più autoreferenziali e "disconnessi" dalla realtà) pare non siano state in grado di leggerlo. I media tradizionali americani, infatti, basandosi quasi esclusivamente sul numero dei contenuti condivisi riguardanti la campagna elettorale, hanno creduto che "la rete" stesse dalla parte di Hillary Clinton.

Se i numeri elaborati dai sondaggi sono la rappresentazione di numeri reali complessivi, ultimamente, tale rappresentazione, risulta essere sempre più spesso sbagliata. Di contro, se i numeri reali rappresentati dai follower non sono statisticamente affidabili, è un fatto che, almeno questa volta, al voto digitale rappresentato dal "mi piace" ha fatto seguito il voto analogico della cabina elettorale. Se si tratta solo di un caso lo scopriremo col tempo.

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