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venerdì 2 dicembre 2016

Referendum, su Facebook vince il SÌ. In rimonta.

Dopo i risultati delle elezioni americane, e in conseguenza della polemica sull'ennesimo epic fail dei sondaggisti, avevo scritto un post chiaramente provocatorio intitolato "E se bastasse dar retta al numero di follower invece che ai sondaggi?".

La mia provocazione nasceva dal fatto che, a differenza dei sondaggisti, diversi analisti degli "umori della rete", primo su tutti la società Expert System, avevano azzeccato il risultato delle elezioni americane e, in precedenza, il risultato del referendum sulla Brexit.

In modo molto più barbaro e rudimentale e niente affatto scientifico, nel mio post, avevo evidenziato come prima delle elezioni Donal Trump avesse più fan e follower su Facebook e Twitter rispetto a Hillary Clinton. Bene, partendo da questa considerazione, allo stato attuale, il vince il referendum su Facebook, per giunta in rimonta, dopo essere stato per settimane lontano dal primato.

Infatti, mentre scrivo, la pagina Facebook ufficiale di Basta un sì, il comitato a favore della riforma, ha superati i 180 mila "mi piace" contro i poco più dei 156 mila della pagina del principale Comitato per il NO. A questi ultimi vanno aggiunti i 5.758 "mi piace" della pagina dell'altro Comitato per il NO, quello che fa capo al centrodestra. Anche sommati, quindi, i "mi piace" delle due pagine per il NO non raggiungono quelli della pagina per il SÌ.

In realtà però non è sempre stato così. Infatti il NO, in quanto a “mi piace” su Facebook, è stato in largo vantaggio per diversi mesi. Fino a domenica scorsa, quindi a una settimana dal voto, la pagina del principale Comitato per il NO aveva da sola più di 141 mila "mi piace" contro i 133 mila e rotti della pagina del Comitato per il SÌ. Il comitato per il NO del centrodestra ne aveva invece 5.649. (Continua dopo le immagini)

Nell'ordine il sì e i due no
Il  primo sorpasso è avvenuto martedì pomeriggio, quando, intorno alle 15.30, la pagina di Basta un sì aveva superato i 148 mila “mi piace”, contro i 147.744 del principale comitato per il NO. Il sorpasso, però, non era completo, perché la pagina del Comitato per il NO del centrodestra aveva 5.669 "mi piace", per cui la somma dei "mi piace" delle due pagine per il NO superava i "mi piace" della pagina del Comitato per il SÌ. (Continua dopo le immagini)

Nell'ordine il sì e i due no
Il  secondo sorpasso, quello assoluto, è invece avvenuto nella tarda mattinata di mercoledì, quando la somma dei "mi piace" delle due pagine per il NO — rispettivamente 150.921 e 5.980 era inferiore a quella dei "mi piace" della pagina del SÌ —156.924.

Nell'ordine il sì e i due no
Da  notare anche la sezione "persone che ne parlano" dove la supremazia della pagina del comitato per il SÌ è sempre stata schiacciante, anche quando si trovava molto staccata in seconda posizione.

Ma com'è la situazione negli altri social? Al momento, mentre scrivo, i follower dell'account Twitter ufficiale del comitato per il SÌ sono 11.700, contro i poco più di 7.395 dell'account del principale Comitato per il NO e i poco più di 4.150 dell'account del Comitato per il NO del centrodestra. Il comitato per il SÌ, seppur di pochissimo, è in vantaggio anche in questo caso. Diversi invece i dati sugli hashtag che secondo alcune rilevazioni vedrebbero numericamente in vantaggio quelli legati al NO.

Infine, sul canale YouTube, il Comitato per il SÌ ha 2.145 iscritti, contro i 1.363 del principale Comitato per il NO. Il Comitato per il NO del centrodestra, invece, non ha un canale YouTube. È da segnalare che il Comitato per il SÌ ha anche un account su Instagram (con più di 4.716 follower) e su LinkedIN (con 95 follower).  Il principale Comitato per il NO, nella sezione del suo sito ufficiale dedicata ai social, mostra l'icona di Google+ ma in realtà non ha alcun account aperto in questa piattaforma.
(Qui e qui trovate rispettivamente il sito ufficiale di Basta un sì e quello del Comitato per il no del centrodestra.)

Snocciolati questi dati, è lapalissiano dire che tutto ciò non significa affatto che questa tendenza rispecchierà l'esito del voto. È infatti ovvio ed evidente che gli iscritti a Facebook, come agli altri social, non sono rappresentativi né della popolazione italiana né dell'elettorato. C'è da dire però, che i campioni scelti dai sondaggisti, in teoria, lo sono sia dell'una che dell'altra cosa ma ultimamente non ci azzeccano nemmeno per sbaglio.

Tornando invece alla succitata Expert System, questa, al 21 di novembre, dava il SÌ e il NO su un testa a testa. Diversamente dal mio "sistema" barbaro e rudimentale, Expert System sonda gli "umori della Rete" attraverso un'analisi semantica delle informazioni sui social media utilizzando un sistema chiamato Cogito, basato sulla cosiddetta tecnologia cognitiva.

Naturalmente, anche in questo caso, il risultato non è rappresentativo né della popolazione né degli elettori, ma per l'appunto, soltanto degli "umori della Rete". In altri termini, non ha alcun valore statistico ma certamente lo ha da un punto di vista della sociologia dei media. Ma se sia nel caso della vittoria di Trump che della Brexit c'è stata una corrispondenza tra i risultati delle urne e gli "umori della Rete", qualcosa vorrà pur dire.

Staremo a vedere cosa accadrà domenica. In ogni caso, a prescindere dal risultato, anche questa volta non ci sarà nessuna fine del mondo.






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